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Alcoltest senza avvocato: palla alla Cassazione Sezioni Unite

22 Ottobre 2014
Alcoltest senza avvocato: palla alla Cassazione Sezioni Unite

La nullità da far valere entro 5 giorni oppure anche con l’opposizione al decreto penale di condanna?

Hai diritto a farti assistere da un avvocato”: una frase che si sente sempre più nei film polizieschi, ma che è obbligatoria anche quando un automobilista viene fermato per fare la prova dell’alcol con il palloncino. Che la prova sia nulla senza la presenza del legale di parte o, comunque, l’invito a chiamarlo immediatamente fatto dalla polizia al conducente è fuor di dubbio [1]. Il problema, piuttosto, in caso di omissione di tale obbligo, è entro quale termine il multato può far valere questa nullità. E sulla questione decideranno le Sezioni Unite della Cassazione, cui è stata affidata la patata bollente proprio ieri [2].

Il provvedimento solleva dubbi sul momento entro il quale il guidatore può far valere la nullità dell’esame effettuato senza prima avvertirlo della possibilità di farsi assistere da un difensore.

Infatti, resta fermo che l’alcoltest è classificato come un atto di polizia giudiziaria urgente e indifferibile [3] e che, come tale, può essere espletato anche in assenza del difensore, se questi non può arrivare sul posto in tempi brevissimi. Gli agenti non sono nemmeno tenuti a chiamare loro il difensore o a procurarne uno d’ufficio: sarà il conducente, una volta avvisato della facoltà di far intervenire un legale di fiducia, a contattarlo.

In mancanza dell’avviso, è pacifico che scatta la nullità della sanzione. Ma tale nullità può essere sanata se l’interessato non la deduce immediatamente [4]. Il problema sta nel capire esattamente fino a quando questa nullità può essere fatta valere.

Finora – argomenta l’ordinanza – nella giurisprudenza della Cassazione si sono contrapposte due tesi, una più restrittiva e l’altra meno.

La prima afferma che l’eccezione di nullità può essere sollevata solo “immediatamente dopo” l’atto nullo (l’alcoltest) e cioè senza attendere che si arrivi al successivo atto del procedimento. Per cui ci sarebbe tempo fino a cinque giorni dopo di essa [5].

La tesi più garantista sostiene che si possa invece arrivare fino all’atto successivo all’alcoltest, che non di rado in questa materia è già il decreto penale di condanna: l’opposizione a quest’ultimo potrebbe sollevare la questione della nullità del test.

La Quarta sezione lascia intendere che la prima interpretazione è la più aderente al Codice, ma afferma che la seconda è più idonea a garantire un effettivo diritto di difesa come previsto dalla Costituzione.

Di qui la decisione di far intervenire le Sezioni unite per dirimere il conflitto tra Codice e Costituzione.


note

[1] Art. 114 disp. att. cod. proc. pen.

[2] Cass. ord. n. 43847/14

[3] Rientra nell’art. 354, comma 3, cod. proc. pen.

[4] Nullità a regime intermedio, cioè di quelle che – in base agli artt. 178 lettera c, 180 e 182 cod. proc. pen.

[5] Il termine che l’art. 366 del Codice assegna al legale per l’esame degli atti).


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