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Regime Minimi: le nuove regole

5 Novembre 2014 | Autore:
Regime Minimi: le nuove regole

La legge di stabilità 2015 introduce il nuovo regime forfetario agevolato: la fine dei “nuovi minimi.

La legge di stabilità 2015 porta in dote un nuovo sistema di fiscalità agevolata, rivolto a imprenditori e professionisti che esercitano la loro attività in forma individuale. Tale regime forfetario agevolato introduce delle novità e decreta la soppressione dei seguenti predecessori:

– il regime delle nuove iniziative produttive [1];

– il regime fiscale di vantaggio, cosiddetto “nuovi minimi” [2];

– il regime contabile agevolato [3];

 

Dal prossimo anno non si potrà più ottenere l’ingresso in tali regimi. Sono tuttavia fatti salvi i diritti di coloro che già ne usufruiscono e che potranno beneficiarne fino alla loro naturale scadenza.

Il nuovo sistema risponde a una generale esigenza di semplificazione. L’intento, cioè, è quello di ridurre gli adempimenti burocratici e fiscali, sfoltendo i passaggi da compiere e utilizzando forme di calcolo più rapide.

Calcolo del reddito

Il reddito, a differenza di quanto accadeva in passato, non viene più calcolato sulla base della differenza tra costi e ricavi. Per il calcolo delle imposte dirette, il reddito imponibile si ottiene applicando a ricavi e compensi un coefficiente di redditività, che varia in base all’attività economica esercitata. Nel calcolo non rientrano quindi le spese affrontate. Dal reddito imponibile così calcolato, si scorporano i contributi previdenziali versati. L’imposta applicata sarà del 15% (non più del 5%), sostitutiva dell’Irpef, delle relative addizionali e dell’Irap.

Le agevolazioni

Il regime forfetario agevolato presenta i seguenti benefici:

– esonero dal versamento Iva;

– esonero dalla registrazione delle fatture emesse;

– esonero dalla della tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, salvo che per le fatture di acquisto e le bollette doganali;

– esonero dalla presentazione degli studi di settore;

– nessuna comunicazione annuale IVA, dello spesometro e della black list.

Gli obblighi

Chi beneficia del regime forfetario agevolato è tenuto comunque:

– alla numerazione delle fatture, a conservare le fatture d’acquisto e le bollette doganali;

– a certificare e conservare i corrispettivi;

– a presentare gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie;

– a versare l’Iva per le operazioni di acquisto di beni intraUE di importo annuo superiore a 10.000 euro.


Cosa cambia

 

GLI INVESTIMENTI

20mila euro

Secondo le nuove regole, i contribuenti che accederanno al regime dei minimi non

potranno superare i 20mila euro annui in beni strumentali. Tale limite non viene calcolato sugli investimenti del triennio precedente, ma sul valore degli stessi alla fine dell’esercizio precedente. Nel conteggio rientrano anche i beni in locazione finanziaria e le locazioni, i noleggi e i comodati.

 

L’USCITA

35 anni

Il nuovo regime dei minimi non prevede limiti anagrafici, ma l’uscita a 35 anni resta per chi ha applicato l’attuale regime dei minimi e vuole continuare ad avvalersene, beneficiando dell’imposta sostitutiva del 5% (contro la “nuova” del 15 per cento). Questa opzione è ammessa solo fino al completamento del quinquennio agevolato o al compimento del trentacinquesimo anno di età del contribuente.

LA NUOVA IMPOSTA

15%

Accedono “naturalmente” al nuovo regime agevolato dei mimini coloro che erano ordinari nel 2014 e che soddisfano i nuovi requisiti: ricavi compresi tra 15mila e 40mila euro. Tra questi anche chi aveva sostenuto costo per il personale non superiore a 5mila euro. La nuova imposta sostitutiva è fissata nella misura del 15 per cento, contro la vecchia imposta del 5 per cento.

LA RIDUZIONE DEL REDDITO

1/3

Ai fini della tassazione, se l’attività svolta è “nuova” rispetto alla precedente, il contribuente che accede al regime dei nuovi minimi beneficia di un ulteriore sconto sul reddito imponibile per i primi tre periodi d’imposta: l’imponibile viene infatti ridotto di un terzo al fine di favorire l’avvio di nuove attività. Su questo reddito restano deducibili i contributi previdenziali versati.

note

[1] L. n. 388/00, art.13.

[2] D.l. n. 98/01, art. 27, c. 1 e 2.

[3] D.l. n. 98/01, art. 27, c. 3.

Autore immagine: 123rf com


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