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Quota del TFR spettante al coniuge divorziato

1 Febbraio 2012
Quota del TFR spettante al coniuge divorziato

Il coniuge divorziato ha diritto a percepire il 40% del TFR liquidato all’ex al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Al coniuge divorziato, purché non si sia risposato, spetta una quota pari al 40% del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) percepito dall’altro coniuge all’atto della cessazione del lavoro.

Questa percentuale va calcolata [2] con riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro ha coinciso con la durata del matrimonio (e non della semplice convivenza).

Il calcolo va fatto [1] dividendo l’indennità percepita per il numero degli anni di durata del rapporto di lavoro. Il risultato va poi moltiplicato per il numero degli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il rapporto matrimoniale. Su tale importo va infine calcolato il 40%.

 

 


note

[1] Ai sensi della Legge n. 898 del 1970.

[2] Come precisato dalla Cass. sent. n. 1348 del 31 gennaio 2012.


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3 Commenti

  1. Una vergogna!!! Ormai sposarsi è un atto di appropriazione indebita, in questo senso il matrimonio andrebbe dichiarato anti-costituzionale in quanto fonte di schiavitù.

  2. Molte sono le donne stesse indignate da questa normativa che rende anticostituzionale un atto come il matrimonio civile, ma non dimentichiamo che questo è il risultato di tutti i movimenti femministi anche estremi e senza logica avvenuti in passato e che i politici per fare voti hanno appoggiato.

    Una volta contratto il matrimonio diventa un circolo vizioso, poiché solo risposandosi, alcuni parametri del divorzio vengono meno, ma vuol dire rescrivere nuovamente un contratto con altra persona….e quindi con possibilità di iniziare nuovamente tutta la storia.

    Che vergogna….veramente oggi sposarsi non conviene…persino la convivenza sta divenendo stretta a molte coppie!!

  3. il matrimonio e’ una soceta’ in caso di scioglimento dovrebbe essere governato dalle leggi sulle soceta’ invece no, e’ vero che ognuno prende le sue cose, pero’ l’utile che le cose danno va ripartito,in modo da dare lo stesso tenore di vita goduto in matrimonio in pratica dove e’ il divorzio? Si pensa cosi facendo si limitano le separazioni no si limitano i matrimoni , qualora si sposano si ritorna ai costumi ottocenteschi ci si sposa con gente ponteratamente alla pari.

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