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Costituzione della parte mediante deposito telematico

22 Ottobre 2014
Costituzione della parte mediante deposito telematico

Sanatoria o meno della notifica irrituale: lo stato attuale della giurisprudenza.

Secondo il tribunale di Brescia [1], la costituzione in giudizio di una parte (nella specie, del con­venuto) tramite deposito telematico del fascicolo in cancelleria è ammissibile in quanto si tratta di un deposito irrituale (ossia avvenuto con modalità non previste dalla legge) per il quale la legge non prevede la nullità. Con la conseguenza che, se l’atto ha comunque raggiunto lo scopo cui è destinato [2] la nullità dell’atto processuale non può mai essere pronunciata. Pertanto, posto che, secondo il tribunale di Brescia, lo scopo essenziale del deposito di un atto si traduce nella presa di contatto con l’ufficio giudiziario e con la controparte, e quindi è raggiunto una volta che l’atto risulta accettato dalla cancelleria ed inserito nel fascicolo di parte [3], la costituzione via PEC viene così sanata anche in quei casi in cui non è previsto dalla legge (per approfondimento sul precedente leggi: “Processo civile telematico: anche il ricorso introduttivo con PEC”).

Dopo la pubblicazione di questo precedente, per come c’era da attendersi, molte sono state le perplessità espresse dai legali, con relativi richiami alla totale “incertezza del diritto”. Infatti, altri tribunali sono giunti alla conclusione opposta, dichiarando l’inammissibilità della costituzione telematica della parte, sul rilievo che non esiste nessuna norma processuale che consenta un simile deposito. La legge [4] infatti impone il deposito telematico solo per gli atti delle parti già costituite [5].

Ma ormai si sa: tribunale che vai, usanza che trovi…

Rinviamo alla nota [6] qualche precedente.


note

[1] Trib. Brescia sent. del 7.10.2014.

[2] Ai sensi dell’art. 156 cod. proc. civ.

[3] Cass. S.U. sent. n. 5160 del 4.03.2009.

[4] Art. 16 bis DL 179/2012 conv. in L. 221/2012.

[5] Trib. Pavia sent. del 22.07.2014, Trib. Torino sent. del 15.07.2014, Trib. Foggia sent. del 10.04.2014.

[6] Ecco alcuni precedenti pubblicati da ilcaso. it.

Trib. Foggia, decreto 10 aprile 2014

PROCEDIMENTO CIVILE – COSTITUZIONE IN GIUDIZIO – COSTITUZIONE MEDIANTE DEPOSITO TELEMATICO – INAMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 16-bis l. 221/2012)

Tra gli atti che l’art. 16 bis del D.L. 179/2012 consente di depositare in via telematica non vi sono gli atti introduttivi del giudizio; ne consegue che l’atto introduttivo del giudizio depositato in via telematica deve essere dichiarato inammissibile.

Trib. Torino, sez. I., ordinanza 15 luglio 2014 (est. Francesco Eugenio Rizzi)

PROCEDIMENTO CIVILE – COSTITUZIONE IN GIUDIZIO – COSTITUZIONE MEDIANTE DEPOSITO TELEMATICO – INAMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 16-bis l. 221/2012)

Ai sensi dell’art. 16 bis L. 17.12.12 n.221, a decorrere dal 30.6.14 nei procedimenti civili dinanzi al tribunale il deposito degli atti processuali con modalità telematiche riguarda solo le parti precedentemente costituite, non essendo contemplato il deposito telematico degli atti introduttivi del giudizio; il Decreto Dirigenziale del Ministero della Giustizia in data 30.4.2013 riguardante il tribunale di Torino, emesso ai sensi dell’art. 35 D.M. 21.2.2011 n. 44, prevede l’attivazione del processo civile telematico (trasmissione dei documenti informatici) solo relativamente agli atti del giudizio che presuppongono la già avvenuta costituzione delle parti, con esclusione degli atti introduttivi del giudizio civile; quindi, che alcuna norma dell’ordinamento processuale consente il deposito in forma telematica dell’atto introduttivo del giudizio, con la conseguenza che il relativo ricorso dev’essere dichiarato inammissibile.

Trib. Bologna, sez. lav., ordinanza 16 luglio 2014 (est. Maria Luisa Pugliese)

PROCEDIMENTO CIVILE – COSTITUZIONE IN GIUDIZIO – COSTITUZIONE MEDIANTE DEPOSITO TELEMATICO – AMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 156 c.p.c.)

E’ ammissibile il deposito telematico di atti e provvedimenti non espressamente contemplati dal decreto autorizzatorio: secondo il principio generale contenuto nell’art. 121 c.p.c. gli atti del processo, per cui la legge non richiede forme determinate, possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. Inoltre, trova applicazione il principio generale di cui all’art.156 c.p.c. per il quale l’atto eventualmente invalido, se ha raggiunto lo scopo cui è destinato, non può essere dichiarato nullo, mentre qualora lo scopo non fosse stato raggiunto, sarebbe stata disposta la rinnovazione della notifica, con salvezza dell’atto. Quanto alle modalità di deposito, non si ritiene condivisibile la tesi dell’inammissibilità, posto che la suddetta categoria giuridica è prevista dal nostro ordinamento processuale nei casi tassativamente previsti e solo in due ipotesi (opposizione di terzo, e revocazione) per gli atti introduttivi.

Trib. Pavia, ordinanza 22 luglio 2014 (est. L. Cortellaro)

PROCEDIMENTO CIVILE – COSTITUZIONE IN GIUDIZIO – COSTITUZIONE MEDIANTE DEPOSITO TELEMATICO – INAMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 16-bis l. 221/2012)

Ai sensi dell’art. 16bis l. 17.12.2012 n. 221 la comparsa di costituzione depositata in cancelleria per via telematica deve essere dichiarata inammissibile, in quanto nessuna norma dell’ordinamento processuale consente il deposito in forma

telematica dell’atto di costituzione in giudizio. Il deposito con modalità telematica è previsto esclusivamente per gli atti processuali delle parti già costituite.

Trib. Padova, ordinanza 1 settembre 2014 (est. Giorgio Bertola)

PROCEDIMENTO CIVILE – COSTITUZIONE IN GIUDIZIO – COSTITUZIONE MEDIANTE DEPOSITO TELEMATICO – INAMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 16-bis l. 221/2012)

Tra gli atti che l’art. 16 bis del D.L. 179/2012 impone di depositare esclusivamente in via telematica non vi sono gli atti introduttivi del giudizio visto che gli unici atti per cui è obbligatorio l’invio telematico sono quelli endoprocedimentali. Ne consegue che la parte costituita in via telematica deve essere dichiarata contumace.

Trib. Brescia, sez. lav., ordinanza 7 ottobre 2014 (est. Maria Grazia Cassia)

PROCEDIMENTO CIVILE – COSTITUZIONE IN GIUDIZIO – COSTITUZIONE MEDIANTE DEPOSITO TELEMATICO – AMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 156 c.p.c.)

E’ ammissibile la comparsa di costituzione e risposta depositata telematicamente: ciò che non è previsto non può ritenersi per ciò solo vietato, stante il principio di libertà di forme (art. 121 c.p.c.), ed avendosi riguardo al divieto di pronunciare la nullità di un atto del processo se la nullità non è comminata dalla legge, e comunque mai ove risulti accertato che l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (art. 156 c.p.c.).

Trib. Milano, sez. IV civ., ordinanza 7 ottobre 2014 (est. Nicola Fascilla)

PROCEDIMENTO CIVILE – COSTITUZIONE IN GIUDIZIO – COSTITUZIONE

MEDIANTE DEPOSITO TELEMATICO – AMMISSIBILITÀ – SUSSISTE (art. 156 c.p.c.)

Anche a prescindere dalla esistenza del decreto dirigenziale previsto dalla

normativa vigente in materia di PCT, la comparsa di costituzione e risposta depositata telematicamente deve essere in ogni caso considerata rituale e quindi pienamente efficace: in primo luogo, nessuna norma né legislativa né regolamentare ha conferito alla DGSIA il potere di individuare il novero degli atti depositabili telematicamente oppure la tipologia di procedimento rispetto alla quale esercitare la facoltà di deposito digitale; in secondo luogo, non è prevista da alcuna norma la sanzione processuale di inammissibilità del deposito dell’atto introduttivo o di costituzione in via telematica, e dunque spetta al Giudice, sulla base della normativa costituzionale, processuale e telematica, verificare la idoneità del suddetto deposito al raggiungimento dello scopo cui è deputato.

 

Autore immagine: 123rf com


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