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Finanziamento delle imprese in crisi e concordato

6 Novembre 2015 | Autore:
Finanziamento delle imprese in crisi e concordato

L’autorizzazione a contrarre finanziamenti in caso di domanda di concordato preventivo o di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Il debitore che presenta, anche ai sensi dell’art. 161, co. 6, L. fall., una domanda di ammissione al concordato preventivo o una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182 bis, co. 1, o una proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 bis, co. 6, L. fall., può chiedere al tribunale di essere autorizzato, anche prima del deposito della documentazione di cui all’articolo 161, co. 2 e 3, L. fall., assunte se del caso sommarie informazioni, a contrarre finanziamenti, prededucibili ai sensi dell’art. 111 L. fall., se un professionista designato dal debitore in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, co. 3, lett. d), verificato il complessivo fabbisogno finanziario dell’impresa sino all’omologazione, attesta che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori.

L’autorizzazione può riguardare anche finanziamenti individuati soltanto per tipologia ed entità e non ancora oggetto di trattative.

Il debitore che presenta una domanda di ammissione al concordato preventivo in bianco o con riserva (ai sensi dell’art. 161, co. 6, L. fall.), anche in assenza del piano di cui all’art. 161, co. 2, lett. e), o una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182 bis o una proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 bis L. fall., può chiedere al tribunale di essere autorizzato in via d’urgenza a contrarre finanziamenti, prededucibili ai sensi dell’articolo 111, funzionali a urgenti necessità relative all’esercizio dell’attività aziendale.

Tale richiesta può essere effettuata:

– fino alla scadenza del termine fissato dal tribunale per la presentazione del concordato con riserva o in bianco (ai sensi dell’art. 161, co. 6 L. fall.);

– fino all’udienza di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182 bis L. fall.) o alla scadenza del termine per depositare la documentazione necessaria in caso di preaccordo (art. 182 bis, co. 7, L. fall.).

Il ricorso deve specificare:

– la destinazione dei finanziamenti;

– che il debitore non è in grado di reperire altrimenti tali finanziamenti;

– che, in assenza di tali finanziamenti, deriverebbe un pregiudizio imminente e irreparabile all’azienda.

La richiesta può avere ad oggetto anche il mantenimento di linee di credito autoliquidanti in essere al momento del deposito della domanda.

Il tribunale, assunte sommarie informazioni sul piano e sulla proposta in corso di elaborazione, sentito il commissario giudiziale se nominato e, se del caso, sentiti senza formalità i principali creditori, decide in camera di consiglio con decreto motivato entro 10 giorni dal deposito dell’istanza di autorizzazione.

Il tribunale può autorizzare il debitore a concedere pegno o ipoteca o a cedere crediti a garanzia dei medesimi finanziamenti.

Inoltre, il debitore che presenta domanda di ammissione al concordato preventivo con continuità aziendale, anche ai sensi dell’art. 161, co. 6, L. fall., può chiedere al tribunale di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie informazioni, a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi, se un professionista attesta che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione dell’attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori. L’attestazione del professionista non è necessaria per pagamenti effettuati fino a concorrenza dell’ammontare di nuove risorse finanziarie che vengano apportate al debitore senza obbligo di restituzione o con obbligo di restituzione postergato alla soddisfazione dei creditori.

Il debitore che presenta una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti o una proposta di accordo può chiedere al tribunale di essere autorizzato, in presenza dei presupposti di cui al quinto comma del presente articolo, a pagare crediti anche anteriori per prestazioni di beni o servizi. In tal caso i pagamenti effettuati non sono soggetti all’azione revocatoria di cui all’art. 67 L. fall.

Dossier n. 318/2 – Servizio Studi del Senato (estratto)

L’articolo 1 interviene sulla legge fallimentare per facilitare il reperimento di risorse finanziarie da parte dell’imprenditore in crisi. Modificando l’articolo 182 quinquies, in tema di finanziamento e di continuità aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti, la riforma:

 

– precisa che la richiesta di autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili può essere avanzata dal debitore anche prima del deposito del piano relativo alle modalità e ai tempi di adempimento della proposta di concordato preventivo e della relativa documentazione (lett. a);

 

– consente al tribunale di autorizzare il debitore, fin dalla presentazione della domanda “prenotativa”, a contrarre limitati finanziamenti prededucibili a sostegno dell’attività aziendale, nel periodo necessario a presentare l’istanza di autorizzazione del vero e proprio finanziamento interinale, definendo il contenuto del ricorso (in particolare, il debitore dovrà specificare come l’assenza di finanziamento possa provocare danni irreparabili all’azienda) e le modalità di decisione del tribunale (lett. b);

 

– estende anche alla cessione dei crediti la possibilità già prevista, per il tribunale, di concedere pegno o ipoteca a garanzia dei medesimi finanziamenti (lett. c)”.

Il-nuovo-volto-del-Processo-Civile-del-Concordato-Preventivo-e-del-Fallimento


note

Autore immagine: 123rf com


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