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Guerra in Ucraina, perché anche gli Usa ci guadagnano

27 Giugno 2022 | Autore:
Guerra in Ucraina, perché anche gli Usa ci guadagnano

Se da un lato l’Ue cerca di non rifornirsi più da Putin, dall’altro il suo bisogno di energia la spinge a bussare alla porta di Biden.

Il tentativo dell’Occidente di arginare la Russia ai margini delle economie più avanzate, potenzialmente maldestro e poco efficace, considerando che buona parte dell’Europa è ancora estremamente dipendente dal gas russo, disvela i suoi effetti anche sotto un punto di vista di cui si parla poco. Gli Stati Uniti, grazie all’obiettivo comune di tagliare il cordone che tiene l’Ue attaccata ai rifornimenti di Mosca, stanno aumentando notevolmente i propri introiti grazie all’export di gas liquido, ora favorito dai Paesi della comunità europea che sono maggiormente dipendenti da Putin.

L’unica che, all’apparenza, continua a pagare (che siano i russi o che siano gli americani) è l’Unione Europea, incapace di trovare soluzioni differenti per la produzione dell’energia di cui necessita.

In questi mesi, la Russia «ha tagliato le forniture di gas a diversi Stati membri dell’Ue», come riferito oggi a Putin da Yuri Chikhanchin, il capo del Rosfinmonitoring (il servizio di monitoraggio finanziario federale russo), il quale ha spiegato che «Le transazioni finanziarie della Russia con paesi ostili sono diminuite di circa l’80%». Un passo importante, che ha spinto l’Ue a cercare i suoi rifornimenti altrove, puntando dritta dritta verso gli Stati Uniti d’America e altri partner che, infatti, a partire da marzo hanno aumentato il loro export.

«Da marzo, le esportazioni globali di gas naturale liquefatto verso l’Europa sono salite del 75% rispetto al 2021, mentre le esportazioni di gnl dagli Usa verso l’Europa sono quasi triplicate». Lo sottolineano, in una dichiarazione congiunta in materia di sicurezza energetica dell’Europa diffusa mentre è in corso il G7 a Elmau, il presidente degli Usa Joe Biden e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Intanto, «incoraggeremo gli Stati membri e le imprese europee e americane a raggiungere un obiettivo iniziale di consegnare almeno 1,5 mln di termostati intelligenti alle famiglie europee quest’anno», termostati che possono essere utili nell’evitare sprechi di energia. Nei prossimi giorni, si lavorerà con gli Stati membri e con i portatori di interesse «per discutere raccomandazioni applicabili per accelerare la diffusione e la produzione di termostati intelligenti e pompe di calore», per assicurare che alla crescente domanda di questi strumenti corrisponda un’offerta adeguata.

Consapevoli dell’impatto ambientale che hanno la produzione e il consumo di gas naturale liquefatto, Usa e Ue hanno annunciato di avere intenzione di «aumentare la cooperazione per ridurre le emissioni di metano», che è un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica.

Nel frattempo, la Russia ha già trovato nuovi acquirenti che, forti della posizione difficile vissuta anche da Mosca, approfittano dei prezzi scontati a loro riservati. Il Cremlino, infatti, sta intensificando la cooperazione con l’India e il volume delle forniture energetiche russe a Nuova Delhi «è aumentato di dieci volte negli ultimi mesi». Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ‘Tass’, è l’ambasciatore in India Denis Alipov alla tv ‘Russia-24’. Secondo il diplomatico, negli ultimi mesi, «c’è stato un aumento degli acquisti indiani di risorse energetiche russe».



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