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Come farsi pagare gli interessi legali

10 Luglio 2022
Come farsi pagare gli interessi legali

Quali sono i tipi di interessi: la differenza tra interessi legali, convenzionali, corrispettivi e moratori. Come si calcolano gli interessi. 

Si sa che, sui debiti, sono sempre dovuti gli interessi. Ma non a tutti è chiaro se questi scattano in automatico o se è necessario fare un’esplicita richiesta. Vediamo allora come farsi pagare gli interessi e, prima ancora, che differenza c’è tra interessi corrispettivi e interessi di mora. 

Cosa sono gli interessi legali?

In presenza di un debito bisogna pagare anche gli interessi. Gli interessi scattano, ad esempio, se una persona deve corrispondere, a un’altra, una somma come corrispettivo di una vendita o di un servizio e lo fa ritardo; oppure se deve restituire un prestito alle cadenze preventivamente concordate (rate).

Lo Stato stabilisce la misura degli interessi dovuti su tutti i debiti. Lo fa fissando annualmente un tasso che viene comunicato, ogni 15 dicembre, con provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Qualora, entro tale data, non ci siano stati aggiornamenti o comunicazioni in merito, per l’anno successivo il tasso legale resta quello dell’anno precedente. Sono questi gli interessi legali: come dice la parola stessa, si tratta degli interessi, al saggio indicato dallo Stato, che scattano in automatico, per espressa previsione normativa, su ogni debito (pagamenti, prestiti, ecc.).

Resta salva la possibilità per le parti di escludere, concordemente, l’applicazione degli interessi.

Quanti tipi di interessi esistono?

Gli interessi sono di due tipi:

  • interessi corrispettivi: sono quelli dovuti in conseguenza di un prestito;
  • interessi moratori: sono quelli dovuti in conseguenza di un ritardato pagamento.

Su tale differenza torneremo a breve.

Gli interessi corrispettivi e moratori possono essere di due tipi, a seconda che il tasso sia quello stabilito dalla legge o meno. In particolare si parla di:

  • interessi legali: sono quelli la cui misura è stabilita dal Ministero dell’Economia;
  • interessi convenzionali: sono quelli la cui misura è stabilita dalle parti nel contratto, diversa (e verosimilmente superiore) agli interessi legali. 

In buona sostanza potremo avere:

  • interessi corrispettivi legali: quelli su un prestito, al tasso fissato dalla legge;
  • interessi corrispettivi convenzionali: quelli su un prestito, al diverso tasso fissato dalle parti nel contratto;
  • interessi moratori legali: quelli su un debito, al tasso fissato dalla legge;
  • interessi moratori convenzionali: quelli su un debito, al diverso tasso fissato nel contratto.

Differenza tra interessi corrispettivi e interessi di mora. 

Gli interessi corrispettivi sono quelli dovuti da chi chiede una somma in prestito. Scattano in automatico, per il semplice fatto di aver ricevuto un mutuo (sia esso da una banca, da una finanziaria o da un privato). 

Tuttavia il contratto può anche prevedere che il prestito sia infruttifero ossia “a titolo gratuito”: in tal caso gli interessi non saranno dovuti, ma è necessario che ciò sia espresso chiaramente. 

Gl interessi di mora invece sono tutt’altra cosa. Scattano quando un soggetto, tenuto a pagare una somma, non lo fa nei termini concordati ed è quindi in ritardo (ossia “in mora”).

Sia gli interessi corrispettivi che moratori possono essere “convenzionali” o “legali” a seconda che le parti abbiano o meno concordato in anticipo il tasso degli stessi.

Quando scattano gli interessi legali?

Come anticipato, gli interessi al tasso legale sono dovuti in caso di ritardato pagamento di un debito o in caso di un prestito.

Le parti possono sia escludere in partenza l’applicazione di interessi, sia stabilire una misura superiore all’interesse legale, purché questa sia indicata per iscritto. In assenza di previsioni contrattuali, il saggio degli interessi è quello legale, ossia stabilito dallo Stato.  

Gli interessi legali scattano in automatico al momento della data di scadenza del debito. Si pensi a un contratto che indichi, come termine ultimo di pagamento, un preciso giorno dell’anno. Dal giorno successivo si applicheranno gli interessi, nella misura legale se il contratto non indica una diversa misura.

Se però il contratto non prevede un termine di pagamento, gli interessi scattano dal giorno in cui viene inviata al debitore la diffida di pagamento. Con la messa in mora scattano appunto gli interessi moratori (siano essi convenzionali o legali).

Se il debito deriva da atto illecito (ad esempio un incidente stradale, un reato, ecc.), gli interessi scattano già dal giorno successivo al fatto stesso. Difatti, per tali tipi di pagamenti, il debitore è automaticamente in mora. 

Come farsi pagare gli interessi?

Per concludere, chi voglia farsi pagare gli interessi dovrà verificare il contratto. Se questo fissa una data specifica di scadenza del pagamento, gli interessi possono già essere calcolati dal giorno successivo a tale data, senza bisogno di ulteriori richieste (andranno comunque conteggiati e comunicati alla controparte per evitare che questa corrisponda solo il capitale). Se invece il contratto non indica una scadenza per il pagamento, è necessario inviare una raccomandata a.r. o una pec, diffidando il debitore a pagare immediatamente e quantificando l’importo, specificando che, da quello stesso giorno, inizieranno a decorrere anche gli interessi (al tasso legale o convenzionale). 

Come si calcolano gli interessi legali

Gli interessi legali si calcolano tenendo conto del saggio stabilito ogni anno dal ministero. Quindi per ogni anno andrà applicato, al capitale iniziale, gli interessi al tasso legale. Gli interessi maturati in precedenza non vanno sommati al capitale per poi applicare, alla sommatoria, gli interessi dell’anno successivo: così facendo si verificherebbe il cosiddetto «anatocismo», vietato dalla legge.

Esistono degli strumenti online per calcolare gli interessi. Molti siti infatti prevedono dei calcolatori di interessi legali. 



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