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Qual è la funzione più importante della Corte costituzionale?

10 Luglio 2022
Qual è la funzione più importante della Corte costituzionale?

Quali sono i compiti e le funzioni della Corte Costituzionale, che significa giudice a quo e cosa si intende con “giudice delle leggi”.

Anche chiamata «Consulta», dal nome del palazzo risiede, la Corte Costituzionale ha numerose funzioni. Ad esempio giudica sulla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni; sulle accuse promosse contro il presidente della Repubblica; sull’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo. Ma qual è la funzione più importante della Corte Costituzionale? Cercheremo di comprenderlo qui di seguito in modo pratico e semplice.

Cos’è la Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale fa parte della magistratura. Esercita quindi uno dei tre poteri dello Stato. La sua composizione è costituita da 15 giudici: cinque nominati dalle supreme magistrature dello Stato (3 dalla Cassazione, 1 dal Consiglio di Stato e 1 dalla Corte dei Conti); 5 nominati dal Parlamento in seduta comune; 5 scelti dal Presidente della Repubblica. 

La Corte Costituzionale però non decide delle normali controversie tra privati cittadini, né giudica sugli eventuali reati commessi dai cittadini stessi. Non è neanche competente per le controversie tra privati e pubblica amministrazioni le cui decisioni sono rimesse ai Tar. Si suol dire che la Corte Costituzionale è il giudice delle leggi: essa cioè valuta se le leggi emesse dal Parlamento o dal Governo sono conformi alla Costituzione. È proprio questa la più importante funzione della Corte Costituzionale: di tanto parleremo meglio a seguire.

La più importante funzione della Corte Costituzionale? 

Per comprendere qual è la funzione più importante della Corte Costituzionale bisogna partire dal concetto di gerarchia delle fonti. Tutte le nostre leggi devono obbedire alla Costituzione e ai suoi principi. Se una legge travalica i precetti della Costituzione viene eliminata dall’ordinamento con effetto retroattivo. Il compito di giudicare la conformità della singola norma alla Costituzione spetta appunto alla Corte Costituzionale.

La Consulta pertanto verifica, di volta in volta, se le leggi del Parlamento, i decreti legge o i decreti legislativi del Governo violano la Costituzione. Ecco perché è anche chiamata giudice delle leggi (e non anche delle normali controversie per le quali ci sono invece i tribunali ordinari, le Corti d’Appello e la Cassazione). 

Come funziona la Corte Costituzionale?

Il controllo che la Corte Costituzionale effettua sulle leggi non avviene in via preventiva, ossia prima o subito dopo l’approvazione della singola norma, ma solo quando la norma stessa deve essere applicata in Tribunale in merito a uno specifico giudizio già in corso. 

In particolare, dinanzi a una controversia tra due privati cittadini o in un processo penale, se il giudice è chiamato ad applicare una norma che lui o gli avvocati di parte ritengono illegittima, rimette la questione alla Consulta affinché si esprima sulla costituzionalità della stessa. 

Il giudice ordinario, infatti, non è anche “giudice delle leggi” e non può decidere di disapplicare una norma vincolante per l’ordinamento, anche se la ritiene ingiusta o illegittima: deve lasciar decidere la Corte Costituzionale a cui invia il quesito specifico. 

Ecco perché il giudice da cui parte il sindacato della Consulta viene anche detto giudice a quo, ossia «dal quale» si mette in moto tutto il procedimento rivolto a valutare le legittimità della norma. 

Quindi la Corte Costituzionale non può, di propria iniziativa, senza cioè che ci sia stato un giudice a quo che le abbia rimesso la questione, annullare o dichiarare incostituzionali le leggi, anche se ritenute palesemente illegittime. Ci deve essere sempre un giudizio dal quale parte la questione. Una legge mai applicabile in un tribunale dunque non potrà mai essere eliminata dall’ordinamento. 

Su quali leggi decide la Corte Costituzionale?

Gli atti soggetti al controllo di costituzionalità della Consulta sono:

  • le leggi costituzionali E di revisione costituzionale, sindacabile per vizi formali e sotto il profilo della conformità ai principi supremi dell’ordinamento;
  • leggi ordinarie dello Stato emesse dal parlamento;
  • atti aventi forza di legge cioè decreti legge decreti legislativi emanati dal governo. La consulta ha precisato che i decreti legge possono essere oggetto del suo sindacato anche relativamente ai presupposti di necessità e urgenza che la costituzione prevede per la loro emanazione;
  • decreti del Presidente della Repubblica contenenti le norme di autorizzazione degli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale;
  • le leggi regionali quando eccedono la loro competenza;
  • statuti regionali;
  • il referendum abrogativo che potrebbe generare effetti non conformi alla Costituzione;
  • le leggi delle province autonomi di Trento e Bolzano.


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