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Mansioni diverse al lavoro: come difendersi?

20 Novembre 2022 | Autore:
Mansioni diverse al lavoro: come difendersi?

Cosa deve fare il dipendente per avere la giusta qualifica e per ottenere un risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

Può capitare che un datore assuma un dipendente perché ricopra un certo ruolo con determinate mansioni e che, ad un certo punto, il lavoratore si trovi a fare ben altro perché così gli è stato chiesto dall’azienda. Il fatto che le nuove mansioni siano di maggior prestigio e soddisfazione professionale non deve essere un abbaglio: c’è chi assegna delle responsabilità senza, però, il giusto riconoscimento a livello di inquadramento e di retribuzione. Insomma, il classico esempio di chi prende una 500 e, senza farle alcuna modifica, pretende che corra come una Ferrari. Quando ci si ritrova a svolgere delle mansioni diverse al lavoro, come difendersi?

A volte il problema sorge ancor prima di iniziare la prima giornata di attività, cioè quando viene firmata e consegnata la lettera di assunzione. Su quel foglio di carta, spesso è segnato solo il livello di inquadramento ma neanche una parola sui compiti che vengono assegnati al neo-dipendente. Così è più facile fargli fare questo e quello, magari dandogli una qualifica così generica da comprendere un’infinità di cose. Se, però, c’è la consapevolezza di svolgere delle mansioni diverse da quelle formalmente riconosciute a tutti i livelli, come difendersi? Vediamo.

Mansioni diverse: i comportamenti illegittimi del datore

Durante il rapporto di lavoro, il datore può assegnare delle mansioni diverse a un dipendente in maniera illecita. Questo succede, ad esempio, in casi come questi:

  • il lavoratore di fatto esegue mansioni inferiori rispetto a quelle assegnate nella lettera di assunzione;
  • il lavoratore esegue mansioni superiori, per un certo tempo, rispetto a quelle assegnate nella lettera di assunzione;
  • il lavoratore prima svolge mansioni per cui è stato assunto, poi subisce illegittimo demansionamento.

Che cosa può fare il dipendente se si verificano queste situazioni? Come difendersi? Nel primo caso, cioè se si trova a svolgere delle mansioni inferiori, può chiedere il riconoscimento delle mansioni indicate nella lettera di assunzione più un eventuale risarcimento del danno alla professionalità (si pensi a chi ha perso l’occasione di acquisire nuove competenze).

Se il problema è quello di eseguire per un certo tempo delle mansioni superiori, il dipendente ha il diritto di chiedere il riconoscimento della qualifica superiore rispetto al formale livello di inquadramento. Oltre a questo, potrà ottenere il pagamento delle differenze retributive (comprese le ferie non godute e monetizzate, i ratei di TFR, ecc.).

Infine, chi subisce un demansionamento illegittimo al lavoro ha la possibilità di chiedere la riassegnazione a mansioni coerenti con il proprio inquadramento e capacità professionale in modo da ottenere la reintegrazione nelle precedenti mansioni ed un risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

Mansioni diverse: come deve agire il lavoratore

Va da sé che se l’azienda non ne vuole sapere delle richieste del dipendente che si ritrova a svolgere delle mansioni diverse al lavoro, c’è sempre la possibilità di rivolgersi ad un giudice presentando un ricorso con l’assistenza di un avvocato. In questo caso, graverà sul dipendente l’onere di provare la sussistenza dei requisiti per il riconoscimento della diversa qualifica e l’eventuale risarcimento del danno.

Per poter avere il riconoscimento della qualifica rivendicata, bisogna specificare le mansioni effettivamente svolte e la loro corrispondenza a una determinata qualifica e a un determinato livello, come definiti dal contratto nazionale di categoria applicato in azienda.

La procedura che seguirà il giudice sarà la seguente:

  • individuare dei criteri generali e astratti previsti dal Ccnl;
  • accertare le mansioni svolte in concreto dal lavoratore in modo stabile e continuativo;
  • confrontare tali attività con le caratteristiche fondamentali della declaratoria relativa al livello di inquadramento rivendicato dal lavoratore.

L’attribuzione di una determinata qualifica rileva, soprattutto, in termini di assegnazione del lavoratore al corrispondente livello di inquadramento. Ciò comporta il riconoscimento di differenze retributive o di altri trattamenti migliorativi.

Se un lavoratore, pur non essendo dirigente, espleta di fatto delle mansioni dirigenziali, può chiedere al giudice l’attribuzione della qualifica e, pertanto, che venga applicato il relativo contratto ma dovrà dimostrare l’attività effettivamente svolta e la sua corrispondenza con quella delineata per il ruolo dirigenziale dal Ccnl.

Mansioni diverse: si può avere il risarcimento?

Per quanto riguarda il risarcimento del danno causato dallo svolgimento di mansioni diverse al lavoro, va dimostrato il nesso causale tra il danno e la condotta del datore.

Il danno da demansionamento può essere patrimoniale (ad esempio, il danno da perdita di chance) o non patrimoniale (si pensi al danno all’integrità psichica, alla professionalità o all’immagine del lavoratore). Di norma, entrambi vengono liquidati in base ad un criterio equitativo anche se, per quello patrimoniale, è utilizzato solitamente come parametro di riferimento l’importo della retribuzione riportata in busta paga.



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