Diritto e Fisco | Articoli

Quali cartelle si prescrivono in 5 anni?

11 Luglio 2022
Quali cartelle si prescrivono in 5 anni?

Quando cadono in prescrizione le cartelle esattoriali: tutti i termini. La prescrizione di 10 anni, quella breve e quella di 3 anni.

Come tutti i debiti, anche le cartelle esattoriali vanno in prescrizione. La prescrizione è diversa a seconda del debito per il quale è stata emessa la cartella. Il termine di prescrizione è solo di tre tipi: 3 anni (previsto, invero, solo per il bollo auto); 5 anni e 10 anni. 

In questo breve articolo ci occuperemo di indicare quali cartelle si prescrivono in 5 anni. Anche se non c’è alcuna legge che specifica il termine di prescrizione delle cartelle di pagamento, le indicazioni sono state fornite dalla giurisprudenza, in particolare dalla Cassazione, spesso chiamata ad occuparsi di tale delicata questione. Ma procediamo con ordine.

Cartelle esattoriali: come si fa a capire quando vanno in prescrizione?

Per capire quando va in prescrizione la cartella esattoriale bisogna leggere il foglio ove viene indicato il dettaglio delle somme da corrispondere. In esso è riportato, in modo schematico, il tributo o la sanzione non corrisposta nei termini dal contribuente, la data in cui il ruolo è stato dichiarato esecutivo dall’ente creditore, l’importo da corrispondere. 

Con una stessa cartella è possibile che venga richiesto il pagamento di debiti tra loro eterogenei, ossia con termini di prescrizione diversi. In tal caso, si prescriverà prima la parte della cartella con prescrizione più breve e successivamente le altre somme.  

Cartelle esattoriali: quali si prescrivono in 5 anni?

Si prescrivono in 5 anni le cartelle esattoriali relative al mancato pagamento di:

  • Imu;
  • Tari (imposta rifiuti);
  • Tosap e Cosap, cioè la Tassa per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche;
  • Icpa, cioè l’Imposta comunale pubblicità e affissioni;
  • Iuc, cioè l’Imposta unica comunale su casa e rifiuti;
  • multe stradali;
  • sanzioni amministrative (ad esempio emissione di assegni a vuoto);
  • sanzioni tributarie (ad esempio quelle per l’omesso o il ritardato versamento di imposte o quelle emesse dall’Ispettorato del Lavoro);
  • sanzioni penali conseguenti a condanne per reati;
  • contributi di previdenza dovuti all’Inps;
  • contributi assistenziali dovuti all’Inail.

Esiste un orientamento minoritario in giurisprudenza (sposato anche dalla Cassazione) che ritiene che l’Irpef e l’Iva si prescrivano in 5 anni. E ciò sul presupposto dell’articolo 2948 del Codice civile a norma del quale si prescrivono in cinque anni tutti i debiti da pagare annualmente o per frazioni più brevi di un anno (ad esempio mensilmente, trimestralmente). Si è infatti detto che le imposte sui redditi e l’Iva vanno pagate tutti gli anni, ragion per cui la prescrizione sarebbe quella “breve”. In verità, non è così: ogni anno, il presupposto di imposta può variare o addirittura non verificarsi (come nel caso di soggetto che non percepisce alcun reddito).

Cartelle di pagamento: quali si prescrivono in 3 anni?

Come abbiamo detto ad inizio articolo, solo le cartelle emesse per il bollo auto si prescrivono in 3 anni.

Cartelle di pagamento: quali si prescrivono in 10 anni?

Si prescrivono in 10 anni tutte le cartelle di pagamento emesse per i restanti tributi quali:

  • Irpef;
  • Iva;
  • Ires;
  • imposta di registro;
  • imposta di bollo;
  • imposta di successione;
  • imposta sulle donazioni;
  • imposta ipotecaria;
  • imposta catastale;
  • canone Rai;
  • contributi Camere di Commercio.

Come si calcola la prescrizione della cartella esattoriale?

La prescrizione si inizia a calcolare dal giorno successivo al ricevimento della cartella esattoriale. Essa si compie automaticamente, con l’ultimo giorno del termine previsto per lo specifico importo richiesto. La prescrizione quindi non richiede una pronuncia di un giudice. Il giudice servirà se, nonostante la prescrizione, l’Agente per la Riscossione esattoriale dovesse intraprendere azioni esecutive, sollecitare il pagamento del credito, notificare preavvisi di fermo, ipoteca o pignoramenti. 

Ogni intimazione di pagamento notificata dopo la cartella esattoriale ma prima del compimento della prescrizione, interrompe il termine di prescrizione facendolo decorrere nuovamente da capo. In tal modo, ben può l’Esattore impedire che la prescrizione si compia.  



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube