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Sfratto: se l’inquilino non va via come valutare il danno da ritardo

23 Ottobre 2014
Sfratto: se l’inquilino non va via come valutare il danno da ritardo

Locazione e rilascio dell’immobile: cosa succede se l’attore riesce a provare l’esistenza di una favorevole occasione di vendere o di locare l’immobile.

 

In tema di locazione di immobili, il padrone di casa può chiedere il risarcimento all’inquilino che abbia ritardato nel rilasciare l’immobile alla scadenza del contratto, sempre a condizione che riesca a provare, davanti al giudice, l’esistenza di una favorevole occasione di vendere o di riaffittare l’immobile non andata in porto proprio a causa di detto ritardo. In pratica, il locatore può limitarsi a dichiarare che, proprio a causa dell’ostacolo nella riconsegna, si è visto sfumare l’affare.

Lo ha precisato la Cassazione con una sentenza di ieri [1].

Per valutare se esiste il danno da “ritardato rilascio”, e quindi disporre la conseguente condanna all’inquilino, il giudice deve porsi nelle condizioni del padrone di casa nel momento in cui deve formulare la proposta di vendere o di riaffittare l’immobile. A questi è consentito presumere e dare per scontata la puntualità del conduttore nel rilascio dell’appartamento.

Detto in parole povere, non si può attribuire alcuna colpa al titolare dell’immobile se dà per buona la puntualità dell’inquilino nel riconsegnargli le chiavi di casa e, così, prende già impegni per il futuro. Non gli si può contestare, insomma, alcuna mancanza di prudenza nel firmare altri accordi.

Così, per esempio, se il contratto di affitto scade il 31 dicembre e, per il successivo 2 gennaio il locatore offre l’immobile a un terzo, qualora l’affare sfumi per colpa del ritardo nella riconsegna dell’immobile da parte del vecchio inquilino, quest’ultimo sarà condannato al risarcimento.


note

[1] Cass. sent. n. 22352 del 22.10.2014.


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