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Se cade un albero “privato” sulla strada: di chi è la responsabilità del danno

23 ottobre 2014


Se cade un albero “privato” sulla strada: di chi è la responsabilità del danno

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 ottobre 2014



L’ente proprietario della pubblica via è tenuto al risarcimento anche per danni provenienti da fondi privati attigui.

Se cade un albero sulla strada non c’è dubbio che la responsabilità per gli eventuali danni sia dell’amministrazione titolare del suolo in cui le radici sono piantate. Ma ciò vale anche se l’arbusto è collocato in un fondo privato attiguo alla via. Lo ha chiarito la Cassazione in una sentenza di ieri [1].

La legge [2] impone ai proprietari di fondi privati confinanti con le strade pubbliche di evitare situazioni di pericolo per queste ultime. Tuttavia, anche la pubblica amministrazione (e quindi pure l’Anas) ha il dovere di vigilare sulla sicurezza per i passanti. Infatti, secondo la Corte, nel caso in cui il privato cittadino – proprietario del fondo che costeggia la via pubblica –resti inerte nel mettere in sicurezza il proprio terreno, l’ente proprietario della strada (su cui l’albero cade) è responsabile insieme al primo. E ciò perché, uno dei compiti primari dell’amministrazione proprietaria del suolo pubblico è di tutelare la sicurezza della circolazione e non mettere a repentaglio la sicurezza degli utenti.

Riprendiamo le stesse parole della Cassazione.

“L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito, pur non essendo custode dei fondi privati che la fiancheggiano, né avendo l’obbligo di provvedere alla manutenzione di essi, ha tuttavia l’obbligo di vigilare affinché dai suddetti fondi non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti della strada e, in caso affermativo, attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere”.

Il danneggiato, quindi, dovrà chiamare in causa sia il privato titolare del fondo su cui insiste l’albero, sia l’amministrazione titolare del suolo pubblico su cui l’albero è caduto.

Serve dunque a monte un “attento monitoraggio del territorio” per eliminare i potenziali pericoli adottando i presidi necessari. Insomma: la responsabilità dell’ente pubblico deve essere valutata verificando se abbia o meno adottato le cautele nell’individuare, prevenire o attenuare i rischi derivanti dalla proprietà privata.

note

[1] Cass. sent. n. 22330/14 del 22.10.2014.

[2] Artt. 16 e 26 cod. str.


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