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Che termini se ricorro contro multe per violazione lockdown?

9 Luglio 2022
Che termini se ricorro contro multe per violazione lockdown?

Nel 2021 sono stato sanzionato per la violazione del coprifuoco notturno. Ho fatto ricorso al prefetto che ha rigettato le mie istanze emanando e notificandomi un’ordinanza ingiunzione dopo oltre un anno. Il prefetto ha violato i termini di legge per emanare l’ordinanza e per notificarla?

L’art. 15 del decreto legge n. 65 del 2021 (poi abrogato, ma i cui effetti sono stati fatti salvi dall’articolo 1, comma 3, della legge n. 87 del 2021) stabilisce che la violazione delle disposizioni contenute negli articoli da 1 a 10 dello stesso decreto legge n. 65 del 2021 è sanzionata secondo la procedura stabilita dall’articolo 4 del decreto legge n. 19 del 2020.

E l’articolo 4, n. 3, del decreto legge n.19 del 2020 stabilisce che:

  • si applicano le norme procedurali fissate nelle sezioni I e II del capo I della legge n. 689 del 1981.

Questo significa che alla procedura che è stata avviata nei suoi confronti (con il verbale di accertamento da lei allegato) non si applica la procedura ed i termini previsti dal Codice della Strada, ma si applica la procedura ed i termini stabiliti dalla legge n. 689 del 1981.

Il Prefetto, nel suo caso ed in ogni caso di violazione delle norme contenute nel decreto legge n. 65 del 2021, non era tenuto né ad adottare ordinanza ingiunzione entro il termine di 120 giorni (dalla ricezione degli atti da parte dell’ufficio accertatore), termine stabilito dall’articolo 204, n. 1, del Codice della Strada, né era tenuto a notificarle l’ordinanza stessa entro il termine di 150 giorni dalla sua adozione (termine stabilito dall’articolo 204, n. 2, del Codice della Strada).

Il Prefetto era invece obbligato al rispetto della procedura stabilita dalla legge n. 689 del 1981 ed in particolare dall’articolo 18 della legge n. 689 del 1981 che non fissa alcun termine né per l’adozione dell’ordinanza ingiunzione, né per la notifica dell’ordinanza ingiunzione una volta che essa sia stata adottata.

Come ha stabilito la Corte di Cassazione, con sentenza resa a Sezioni Unite (la n. 9591 del 2006), in assenza di altri termini specifici previsti dalla legge n. 689 del 1981, deve ritenersi che il termine massimo per l’adozione dell’ordinanza ingiunzione sia quello di prescrizione (cioè cinque anni) previsto dall’articolo 28 della stessa legge n. 689 del 1981 e decorrente dal giorno in cui la violazione fu commessa.

In sostanza, quindi, sulla base dell’insegnamento della Corte di Cassazione e per effetto dell’applicazione alla violazione da lei commessa della procedura prevista dalla legge n. 689 del 1981, il Prefetto poteva adottare (e notificare) l’ordinanza che ha rigettato il suo ricorso fino a cinque anni dopo la data della violazione stessa (termine di prescrizione fissato dall’articolo 28 della legge n. 689 del 1981).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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