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Cos’è il cavedio?

7 Luglio 2022
Cos’è il cavedio?

Esempi di cavedio: di chi è la proprietà e come si dividono le spese?

Nell’ambito dei condomini si sente spesso parlare di cavedio. Si usano anche i seguenti sinonimi: chiostrina, vanella o pozzo luce. Ma cos’è il cavedio? Effettivamente si tratta di un termine poco utilizzato, che potrebbe risultare a molti ignoto. Se volessimo però sintetizzare in due parole cos’è il cavedio lo potremmo definire come il cortile interno al condominio che serve proprio a dare luce e aria ai locali interni. Il più delle volte, il cavedio riguarda quei condomini costituiti da più corpi di fabbrica che, seppur collegati l’uno all’altro, sono indipendenti tra loro. 

Cerchiamo più nel concreto di individuare meglio la sua funzione. Alla fine di questo articolo troverai una serie di immagini di esempio di cavedio.

Cavedio condominiale: di cosa si tratta?

Il cavedio consiste in un cortile di piccole dimensioni circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell’edificio comune e degli altri limitrofi. 

Il cavedio è destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari, quali ad esempio bagni, disimpegni, servizi. 

In taluni casi, il cavedio può essere anche soltanto un pozzo di ventilazione.

Detto ancora in altre parole, il cavedio è il cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell’edificio condominiale.

La costruzione di un cavedio in muratura che attraversi tutti i pianerottoli dello stabile condominiale per essere destinato ad alloggiare i cavi elettrici dell’impianto elettrico in fase di adeguamento, integra un’innovazione e quindi deve approvarsi con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio [1].

Di chi è il cavedio?

Al pari del giardino e del cortile, anche il cavedio è di proprietà comune a tutti i condomini salvo diversa previsione contenuta in un atto pubblico. Ne abbiamo già parlato in Il cavedio è condominiale?

Ove lo spazio interno manchi di tali caratteri e non sia circondato per la massima parte del suo perimetro da edifici, non può essere considerato interno e non può essere qualificato come cavedio o chiostrina.

Come chiarito dalla Cassazione [2], «Viene inteso come cortile, ai fini dell’inclusione nelle parti comuni dell’edificio qualsiasi area scoperta compresa tra i corpi di fabbrica di un edificio o di più edifici, che serva a dare luce e aria agli ambienti circostanti, o che abbia anche la sola funzione di consentirne l’accesso. Al medesimo regime del cortile rimane sottoposto altresì il cavedio, e cioè il cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell’edificio comune, destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari, quali ad esempio bagni, disimpegni, servizi. La presunzione legale di comunione si reputa inoltre operante anche nel caso di cortile strutturalmente e funzionalmente destinato al servizio di più edifici limitrofi e autonomi, tra loro non collegati da unitarietà condominiale».

Come si dividono le spese del cavedio?

Essendo di proprietà comune, le spese relative al cavedio si ripartiscono per millesimi di proprietà tra tutti i condomini, anche tra quelli che non vi affacciano e che quindi non ne traggono una diretta utilità. 

Solaio nel cavedio

Nel caso in cui il condomino, pur autorizzato dall’assemblea condominiale a realizzare un solaio nel cavedio del ballatoio e a proteggere lo stesso con una vetrata, abbia invece realizzato sul ballatoio medesimo, oltre al solaio, un manufatto in pannelli di alluminio e cartongesso, sottraendo aria e luce alla restante parte del ballatoio, in contrasto con la destinazione funzionale del cavedio, egli, nell’appropriarsi di tale area, accorpandola al proprio appartamento, la sottrae all’uso collettivo e quindi commette illecito, salvo il consenso unanime dei condomini [3].

Immagini esempio cavedio



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