Separazione e divorzio senza tribunale con figli minori


Separazione e divorzio senza tribunale con figli minori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 ottobre 2014



Il Senato vota la fiducia al Dl Orlando sulla riforma della giustizia: aumentano i casi in cui il matrimonio può essere sciolto senza intervento del giudice.

Ieri il Governo, dopo aver posto la fiducia sul decreto legge di riforma della giustizia civile, è uscito vittorioso. Passano dunque le rivoluzioni tanto propugnate dall’esecutivo ossia il potenziamento dell’arbitrato e l’introduzione della negoziazione assistita. Gli arbitrati, gestiti dagli avvocati, sono riservati alle cause pendenti in primo grado e in appello. Con l’esclusione di quelle su diritti indisponibili e di quelle di lavoro. Le parti, se d’accordo, potranno chiedere che la soluzione sia affidata a un collegio oppure, fino a 100mila euro di valore, a un arbitro unico, scelto tra i legali iscritti all’albo da almeno cinque anni.

Quanto alla negoziazione assistita rinviamo al nostro articolo di approfondimento: “Convenzione di negoziazione assistita dall’avvocato”. In buona sostanza si prevede che le parti non ancora rivoltesi al tribunale si accordano per risolvere la controversia con l’assistenza dei rispettivi legali. La negoziazione deve comunque essere tentata, prima di andare dal giudice, ed è quindi condizione di procedibilità, per il risarcimento danni da circolazione stradale e le domande di pagamenti di somme entro i 50mila euro. I tempi li determinano le parti, ma non possono essere inferiori al mese e superiori a tre mesi, fatta salva la possibilità di una proroga di 30 giorni.

Differenze tra i due istituti

In pratica, relativamente all’arbitrato, per le cause pendenti in primo grado e in appello si prevede la possibilità, su richiesta delle parti, di devolvere la soluzione a un collegio arbitrale oppure a un unico arbitro. Al contrario, con la negoziazione assistita si apre la strada a una forma di accordo (condizione di procedibilità in alcune materie) gestita dagli avvocati delle parti per evitare il procedimento davanti al magistrato.

Matrimonio senza tribunali

Due le possibilità previste dal decreto legge per sciogliere il matrimonio senza l’intervento del giudice: con la negoziazione assistita, che potrà riguardare (inizialmente non era previsto) anche le unioni con figli minori, con handicap o non autosufficienti sul piano economico, ma con vigilanza del pubblico ministero sul rispetto dell’interesse del minore, e con una procedura, senza assistenza legale, davanti al sindaco in quanto ufficiale di stato civile. Quest’ultima strada (che non è ancora operativa: bisognerà attendere l’approvazione del Parlamento) resta preclusa però in presenza di figli minori, con handicap e non indipendenti.

Per conoscere come sarà l’intera procedura, leggi “Divorziare all’ufficio anagrafe o dall’avvocato: come si fa“.

Tasso di mora

Viene inoltre aumentato il tasso di mora in corso di giudizio che viene elevato, in assenza di diversa previsione, al limite previsto per i ritardi nelle controversie commerciali (8,15%).

Processi sommari

Per le controversie più semplici, per le quali basta una limitata istruttoria, il giudice potrà decidere d’ufficio il passaggio al rito sommario di cognizione; per disincentivare il contenzioso, si mettono argini maggiori alla discrezionalità del giudice nella compensazione delle spese; per scoraggiare le condotte dilatorie, si alza il tasso d’interesse moratorio allineandolo a quello in vigore per i ritardi nei pagamenti commerciali; si rendono più incisive le esecuzioni.

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