Corrotti accusati anonimamente dal computer degli statali

24 Ottobre 2014
Corrotti accusati anonimamente dal computer degli statali

Gli statali potranno segnalare i casi in forma anonima: soffiate anche solo con una email.

I corrotti potranno essere segnalati, in forma anonima, da tutti i dipendenti pubblici a cui sarà data la possibilità di inviare la soffiata a un indirizzo email (whistleblowing@anticorruzione.it) predisposto dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). In pratica, tutti quelli che hanno un contratto di dipendenza con lo Stato potranno inoltrare informazioni sugli illeciti di cui vengono a conoscenza.

Ad anticipare una misura che ha dello spaventoso (sia per i possibili abusi che potrebbe comportare, sia per il facile utilizzo anche da parte di quanti non sono dipendenti pubblici, ma loro familiari e o amici, potendosi valere dei primi), è stato lo stesso presidente dell’organismo, Raffaele Cantone, partecipando, a Roma, a “Contromafie”, l’evento promosso dall’associazione Libera di Don Luigi Ciotti. Cantone ha detto “Siamo pronti a partire” con lo strumento del “whistle blowing” (espressione anglosassone che letteralmente evoca il concetto di “soffiata”), grazie al quale coloro che lavorano nelle amministrazioni pubbliche potranno riferire all’Authority eventuali avvenimenti illegali, accaduti nello svolgimento dell’attività.

Nella versione nostra dell’istituto – già presente nei Paesi anglosassoni – sarà garantita la massima riservatezza a colui che riporta i fatti, e le informazioni pervenute saranno tutte “trattate come se fossero anonime, anche se non lo sono”.

L’obiettivo, incalza Cantone, è permettere a tutti di contribuire nello smascherare episodi di corruzione, senza correre il rischio di rimanere vittima di ritorsioni. A breve, fa sapere l’Autorità, sarà emanata una delibera contenente le istruzioni per attuare la procedura. Nel frattempo si chiarisce che l’organismo è competente a ricevere [1] segnalazioni di illeciti di cui il pubblico dipendente sia venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro.

Si punta inoltre ad aprire un canale privilegiato a favore di chi scelga di rivolgersi all’Autorità, e non alle vie interne stabilite dalla pubblica amministrazione di appartenenza.


note

[1] Ai sensi dell’art. 1, c. 51 della legge 6 novembre 2012, n. 190 e dell’art. 19, comma 5 della legge 11 agosto 2014, n. 114.

Autore immagine: 123rf com


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