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Chi sono i figli illegittimi?

18 Luglio 2022 | Autore:
Chi sono i figli illegittimi?

Come si riconosce un figlio naturale? Quando può ottenere il risarcimento dai genitori?

In passato, la maggior parte dei bambini veniva concepita da genitori sposati, in chiesa o in Comune. In caso contrario, la coppia o la madre single diventava oggetto di condanna sociale perché aveva dato alla luce un figlio illegittimo. Ma chi sono i figli illegittimi? Sono i bambini nati al di fuori del matrimonio, in precedenza fortemente discriminati dalla società. Oggi, per fortuna, non è più così. La maggior parte delle famiglie, infatti, accoglie con estrema gioia la notizia di avere un bambino, che sia o meno il frutto di un’unione matrimoniale. D’altra parte, in molti casi, si tratta di una vera e propria conquista, dopo mesi, se non anni, di tentativi falliti. Ma esistono delle differenze legali tra coloro che nascono al di fuori del matrimonio e i figli che invece sono nati da una coppia coniugata?

Scopriamo nel dettaglio chi sono i figli illegittimi, cosa vuol dire riconoscerli e in quali circostanze possono ottenere il risarcimento da parte dei genitori.

Figli illegittimi e legittimi

Come già anticipato, per figli illegittimi, o naturali, si intende quelli nati al di fuori del matrimonio. I figli legittimi, invece, sono quelli nati da una coppia coniugata. Si tratta però di termini alquanto antiquati, ormai caduti nel dimenticatoio. Dal 2012, infatti, il Codice civile non parla più di figli illegittimi o legittimi, ma esclusivamente di “figli nati fuori del matrimonio” o meno. Inoltre, nel tempo, sono state abolite anche tutte quelle discriminazioni previste dalla legge nei confronti dei figli naturali. Come, ad esempio, l’impossibilità per il figlio nato da una coppia non sposata di assumere il cognome paterno.

Affinché la procreazione possa avere effetti legali, però, è necessario riconoscere il figlio. Il riconoscimento è un atto attraverso cui il fatto naturale della procreazione si trasforma in uno “stato di filiazione” rilevante per il diritto. Attraverso il riconoscimento, quindi, il figlio e il genitore assumeranno reciprocamente tutti i diritti e i doveri che prevede la legge, ad esempio quelli di assistenza materiale o morale o quelli riguardanti l’eredità. Inoltre, al bambino potrà essere attribuito il cognome del padre, in aggiunta o in sostituzione di quello della madre che lo ha già riconosciuto.

Come si riconosce un figlio naturale?

Il riconoscimento del figlio naturale può essere effettuato nell’atto di nascita, oppure successivamente con un atto pubblico, davanti a un ufficiale di stato civile o ancora in un testamento [1]. Se il minore ha compiuto i quattordici anni, egli dovrà prestare il proprio consenso al riconoscimento. Se invece il bambino è più piccolo sarà l’altro genitore a dover dare il permesso.

Inoltre, nel caso in cui uno dei due genitori non voglia riconoscere il figlio, l’altro che lo ha già riconosciuto potrà agire legalmente e ricorrere al giudice competente per ottenere una sentenza che dichiari la paternità.

Quindi, nel caso in cui il padre si rifiuti di riconoscere il figlio, il giudice potrà disporre l’esame del Dna o le analisi del sangue e potrà obbligare il genitore alle spese di mantenimento. Infine, nonostante in passato non fosse permesso, ora la legge prevede che il tribunale possa autorizzare il riconoscimento anche dei figli incestuosi, cioè quelli nati da persone tra cui sussiste un vincolo di parentela molto stretto. Ovviamente, in quest’ultimo caso, il riconoscimento potrà essere autorizzato solo quando non danneggi il bambino [2].

I figli illegittimi hanno diritto all’eredità?

Siccome le posizioni di figlio legittimo e naturale sono state parificate, attualmente anche i figli illegittimi riconosciuti possono ereditare alle stesse condizioni di quelli nati all’interno del matrimonio, contrariamente a quanto avveniva in passato. La legge, infatti, prevedeva il diritto alla commutazione dei figli legittimi, che potevano decidere di trattenere i beni del patrimonio, liquidando in danaro la quota dei figli naturali.

Ad esempio, il figlio nato dalla coppia sposata poteva decidere di tenersi la casa vacanze di proprietà del padre, pagando al figlio naturale la sua quota sull’immobile.

La commutazione, però, è stata ormai abrogata. Quindi, il figlio naturale è erede allo stesso modo in cui lo è quello nato durante il matrimonio [3].

Quando il figlio illegittimo ha diritto al risarcimento?

Il figlio illegittimo può avere diritto al risarcimento in alcuni casi.

Facciamo un esempio.

Un padre non riconosce il figlio alla nascita e lo ignora per diversi anni, disinteressandosi completamente della vita del bambino e venendo meno ai suoi obblighi morali e di mantenimento. In questa circostanza, il giudice può decidere di condannare il genitore al risarcimento dei danni, anche morali, nei confronti del figlio.

Recentemente, la Corte di Cassazione [4] ha condannato un padre – che non era mai stato partecipe alla vita del figlio, né dal punto di vista economico, né da quello affettivo – a pagare oltre 200mila euro in favore del ragazzo per i danni morali e materiali subiti sin dal momento della nascita. La Corte, infatti, ha chiarito che il dovere di mantenimento del figlio decorre dal momento della nascita e non dal momento del riconoscimento, che nel caso appena citato era avvenuto diversi anni dopo che il bambino era venuto al mondo.


note

[1] Art. 254 cod. civ.

[2] Art. 251 cod. civ.

[3] Cass. n. 15100/2005.

[4] Cass. n. 15148/2022.


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1 Commento

  1. questo mi pare anche giusto come riconoscimento morale e materiale per un figlio naturale che prima di essere riconosciuto come legittimo ha dovuto subire una vita di privazioni e di rinunce e mi sembra piu’ che normale

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