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All’avvocato spettano gli interessi di mora solo dopo la liquidazione del giudice

26 Ottobre 2014
All’avvocato spettano gli interessi di mora solo dopo la liquidazione del giudice

Il compenso dovuto dal cliente, nel caso di ritardato pagamento della parcella si arricchisce degli interessi solo quando l’importo del credito diventa certo grazie al decreto del giudice.

Solo il giudice può mettere in mora il cliente che non ha pagato il compenso al proprio avvocato e obbligarlo a pagare i relativi interessi. Affinché si configuri il colpevole ritardo nel pagamento, occorre che l’ammontare del debito sia certo, il che avviene solo con il provvedimento del tribunale. Pertanto, quando la determinazione del credito è affidata al giudice, perché assistito e difensore litigano, gli interessi moratori possono scattare soltanto dal provvedimento di liquidazione del magistrato, che fissa definitivamente l’importo oggetto della controversia.

Lo ha scritto la Cassazione in una ordinanza pubblicata venerdì scorso [1].

La messa in mora non richiede necessariamente che il credito sia già liquidato dal giudice, e quindi può ben farla il legale. Ma per configurare il colpevole ritardo serve comunque una “sufficiente certezza” sull’importo del credito, ciò che può arrivare soltanto dall’ordinanza pronunciata all’esito del procedimento previsto dalla legge [2]; solo dal provvedimento possono dunque scaturire la data e l’importo in base ai quali calcolare gli importi dovuti come risarcimento per il ritardato pagamento.

Va infine ricordato, concludono i giudici di legittimità, che il procedimento per le liti cliente-avvocato «è di particolare, sollecita definizione». Non resta che pagare le spese e il doppio contributo unificato.


note

[1] Cass. ord. n. 22678/14 del 24.10.2014.

[2] Ex art. 28 della legge 794/42.

Autore immagine: 123rf com


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