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Reati istantanei: cosa sono?

26 Novembre 2022 | Autore:
Reati istantanei: cosa sono?

Qual è la differenza con i reati permanenti? Come funzionano i reati abituali? Quanto tempo ci vuole per commettere un reato istantaneo?

Basta un attimo per commettere un reato. In questo modo, semplice e veloce, potrebbe essere riassunto il senso dei reati istantanei. In realtà, c’è molto altro da dire, come ben vedremo nel prosieguo. E infatti, contrariamente a quanto si possa pensare, un reato è istantaneo anche se per realizzarlo ci vuole del tempo. Ad esempio, l’omicidio è un classico reato istantaneo, sebbene per uccidere una persona ci possa voler molto. Lo stesso dicasi per il furto. Ma allora, cosa sono i reati istantanei?

Come vedremo, a questa particolare categoria di illeciti si contrappongono i cosiddetti “reati di durata”, nei quali rientrano sia i reati permanenti che quelli abituali. Tipico esempio di reato permanente è il sequestro di persona: per aversi questo delitto occorre che la vittima sia privata della propria libertà personale per un periodo di tempo apprezzabile, non essendo sicuramente sufficienti pochi minuti. Cosa sono i reati istantanei? Qual è la differenza con i reati di durata? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura.

Reati: cosa sono?

Si definiscono “reati” gli illeciti sanzionati con una pena detentiva, cioè col carcere, oppure con una pena pecuniaria che può prendere il nome di “multa” o “ammenda” a seconda del tipo di reato commesso.

Insomma, per capire che tipo di illecito è stato commesso bisogna vedere quale tipo di punizione prevede la legge: se è previsto il carcere oppure la multa o l’ammenda, allora si tratta di reato.

Cosa sono i reati istantanei?

Si definiscono istantanei i reati che si consumano nel momento esatto in cui il colpevole realizza la condotta o l’evento vietati, senza che l’azione si protragga nel tempo.

Ad esempio, l’omicidio è un reato istantaneo perché si realizza nel momento esatto in cui avviene l’uccisione della vittima. Lo stesso dicasi per il furto, che si realizza nell’istante in cui ci si impossessa della cosa altrui.

Nei reati istantanei, quindi, l’offesa al bene giuridico non può durare nel tempo, in quanto l’azione del reo è sufficiente a integrare il crimine. Un omicidio non potrebbe mai prolungarsi, in quanto si realizza nel momento esatto in cui viene tolta la vita alla vittima.

Reati istantanei: quanto tempo durano?

Nei reati istantanei ciò che non si protrae nel tempo è la lesione del bene giuridico tutelato dalla norma penale (la vita, la salute, il patrimonio, ecc.); al contrario, la condotta del criminale potrebbe anche avere una lunga durata.

Ad esempio, il fatto che la morte della vittima sia sopraggiunta dopo una lunga agonia non significa che l’omicidio non sia un reato istantaneo: il momento in cui si consuma il delitto è, infatti, quello esatto in cui la vittima spira, anche se il decesso dovesse essere sopraggiunto dopo numerose torture.

Ugualmente dicasi per il furto. Un ladro potrebbe impiegarci molto tempo per rubare un oggetto prezioso (mettere a punto un piano, accordarsi con i complici, attendere che il proprietario non sia in casa, forzare la serratura della porta e poi aprire la cassaforte), ma ciò non significa che il furto non resti un reato istantaneo, che si realizza nel momento in cui il ladro mette le mani sull’oggetto altrui.

Reati di durata: cosa sono?

La natura dei reati istantanei sarà ancora più chiara se messa a confronto con i reati di durata, cioè quei crimini che non possono configurarsi senza che l’azione del responsabile si protragga nel tempo. Rientrano nella categoria dei reati di durata i reati permanenti e quelli abituali.

Reati permanenti: cosa sono?

Sono permanenti i reati che necessitano di un’azione prolungata nel tempo. È il caso del sequestro di persona: per potersi integrare questo delitto occorre che il reo privi la vittima della propria libertà personale per un apprezzabile periodo di tempo (qualche ora, una giornata, mesi, ecc.).

I reati permanenti, quindi, presuppongono una “compressione” del bene giuridico tutelato, limitazione che può essere rimossa dal responsabile quando cessa la propria condotta: nel caso del sequestro, quando viene restituita la libertà alla vittima.

Possiamo quindi affermare che si definiscono permanenti quei reati in cui il protrarsi dell’offesa dipende dalla volontà dell’autore.

Per maggiori approfondimenti, leggi l’articolo Quali sono i reati permanenti.

Reati abituali: cosa sono?

Sono abituali i reati per cui è necessaria la ripetizione nel tempo di più condotte della stessa specie. Si pensi al reato di maltrattamenti in famiglia, per il quale occorre che la vittima subisca più azioni lesive, oppure dello stalking, dove è richiesto ugualmente che la vittima sia molestata o minacciata più volte.

A differenza che nel reato permanente, caratterizzato dal perdurare nel tempo, senza interruzione, della condotta antigiuridica, nel reato abituale occorre che la condotta illecita si ripeta a intervalli: è il caso della donna che riceve, ogni settimana, le chiamate indesiderate dell’ex marito.



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