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Distanza tra piante e confine con il vicino

27 Novembre 2022 | Autore:
Distanza tra piante e confine con il vicino

Quanti metri devono essere lontani dalla proprietà del vicino un albero o una siepe? Quando è possibile chiedere rimozione o risarcimento di un danno?

Bello avere il giardino con qualche albero sotto il quale sedersi all’ombra a leggere un libro o a fare un pisolino quando c’è un po’ di arietta. Meno bello, però, è dover discutere frequentemente con il vicino perché si lamenta proprio di quelle piante: dice che sono troppo vicine alla sua proprietà, che le radici gli rovineranno il vialetto, che i rami sconfinano, che deve pulire le foglie in autunno. Per sapere se ha ragione a «brontolare» oppure è solo uno scocciatore, bisogna sapere quale deve essere la distanza tra piante e confine con il vicino.

Esiste nel nostro ordinamento un’apposita disciplina per siepi e alberi applicabile quando esistono due fondi confinanti appartenenti a proprietari diversi. Il suo scopo è regolare il mantenimento delle piante in prossimità del confine, al fine di evitare sia l’invasione del fondo altrui con le radici sia che gli alberi tolgano luce e vista. Tale disciplina, però, non si applica:

  • se sul confine esiste un muro divisorio, proprio o comune, purché le piante siano tenute ad altezza pari o inferiore alla sua sommità;
  • se i due fondi sono separati da un fosso in comproprietà;
  • alle piante in vaso mobile e alle piante rampicanti.

Va precisato che se i rami di una pianta si protendono al di là del confine, il vicino può costringere il proprietario dell’albero a tagliarli in qualunque tempo, senza che questi possa addurre di aver usucapito il diritto di far protendere i rami solo perché tale situazione è stata tollerata per anni.

Detto questo, vediamo cosa prevede questa disciplina e quale deve essere la distanza tra piante e confine con il vicino.

Quale distanza da rispettare tra piante e confine?

Secondo quanto disposto dal Codice civile [1], chi vuol piantare alberi presso il confine tra la sua proprietà e quella del vicino deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono alcunché, devono essere osservate le seguenti distanze dal confine:

  • albero di alto fusto: 3 metri;
  • albero non di alto fusto: 1,5 metri;
  • vite: 0,5 metri, a prescindere dall’altezza;
  • pianta da frutto alta non più di 2,5 metri: 0,5 metri;
  • siepe viva: 0,5 metri;
  • siepe di ontano, di castagno e simili: 1 metro;
  • siepe di robinie: 2 metri.

Da puntualizzare che per albero di alto fusto, semplice o diviso in rami, si intende la pianta che supera i 3 metri di altezza. Si parla, ad esempio, di querce, castagni, noci, olmi, pioppi, platani, ecc.

Come si misura la distanza tra piante e confini?

Di istinto, per misurare la distanza tra pianta e confine con il vicino, uno prenderebbe un metro, appoggerebbe un estremo ad un qualsiasi punto del tronco e l’altro al muretto o alla rete che separa le due proprietà.

In realtà, non si può fare una misurazione in qualsiasi modo: la distanza si stabilisce tracciando la linea retta più breve che parte dal punto della semina o dalla base esterna del tronco dell’albero al tempo della piantagione fino alla linea di confine. In caso di successivo sviluppo della pianta, la distanza si deve necessariamente misurare dal centro del tronco.

Che succede, ad esempio, se c’è una siepe vicino ad un muro di confine di proprietà di entrambi i vicini? Si potrebbe pensare che la distanza debba essere calcolata fino alla metà dello spessore del muro che è dove, teoricamente e volendo fare i pignoli, finisce la proprietà di uno e inizia quella dell’altro. Invece, non è così: la distanza legale si calcola dalla facciata del muro rivolta verso la siepe e non rispetto alla linea mediana del muro comune.

Che succede se non si rispetta la distanza tra piante e confine?

Il proprietario che non rispetta la distanza tra le piante e il confine del vicino viola le disposizioni del Codice civile o le norme da queste richiamate. Il vicino può chiedere la rimozione degli alberi o della siepe e il risarcimento del danno.

Tra le norme richiamate dal Codice civile, si segnalano:

  • i piani regolatori generali;
  • i piani regolatori particolareggiati e le tavole planimetriche allegate.

Il vicino può chiedere l’estirpazione della pianta che è nata o è stata collocata a distanza inferiore a quella prevista dai regolamenti o dagli usi oppure, in mancanza, dal Codice civile. Il vicino ha diritto di chiedere che la pianta venga estirpata in qualsiasi momento (diritto imprescrittibile), salvo che l’altro vicino abbia acquisito il diritto a mantenere la pianta a distanza inferiore da quella legale per usucapione o per destinazione del padre di famiglia. Se la pianta muore o deve essere sostituita per qualsiasi motivo, quella nuova dovrà rispettare le distanze legali.

La richiesta di estirpazione prescinde dall’esistenza di un danno provocato dalla pianta. In quest’ultimo caso, il vicino ha diritto a chiedere il risarcimento.


note

[1] Art. 892 cod. civ.


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