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Smart working: per quanto ancora si potrà fare

4 Luglio 2022 | Autore:
Smart working: per quanto ancora si potrà fare

Un nuovo Protocollo ha invitato i datori di lavoro a usufruire del lavoro agile quanto più possibile, con particolare riguardo per i lavoratori fragili. 

Dall’inizio della pandemia con lo smart working è stata intensificata una modalità di svolgimento del lavoro da remoto che già, anche prima di quel famoso febbraio 2020, stava muovendo i primi passi in un mondo quasi completamente inesplorato.

Certamente, poi, il lockdown ha dato lo scossone di cui forse questa modalità di lavoro agile necessitava per poter dimostrare quanto efficace riuscisse ad essere, prendendo piede – per necessità – un po’ ovunque. Se alcune realtà oggi hanno imparato a sfruttare la comodità del lavoro da remoto garantendolo anche contrattualmente ai propri dipendenti, altre lo utilizzano ancora esclusivamente con lo scopo di contenere il contagio del virus. È per questo motivo che le Parti sociali hanno firmato un nuovo Protocollo che aggiorna e rinnova i precedenti accordi, su invito del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e del ministro della Salute.

Nello specifico, il Protocollo all’articolo 11 prevede che, pur essendo cambiato il contesto ed essendo venuta meno la fase più critica dell’emergenza pandemica (anche se, com’è ormai noto, nelle ultime settimane il virus è tornato a diffondersi molto rapidamente), il lavoro agile continua a rappresentare uno strumento utile per contrastare la diffusione del Covid, specialmente con riferimento ai lavoratori fragili che restano quelli maggiormente esposti ai rischi derivanti dalla malattia. Proprio preso atto di questo, le Parti sociali hanno manifestato l’auspicio, rivolto alle aziende, che venga prorogata ulteriormente la possibilità di ricorrere allo strumento del lavoro agile emergenziale, comunemente detto smart working.

Nonostante l’auspicio delle Parti sociali, ad oggi però resta ancora ferma la data del 31 agosto 2022 quale termine entro cui i lavoratori potranno fare ricorso a questa metodologia di lavoro «semplificato», ossia attuabile a prescindere dagli accordi individuali con i singoli lavoratori. Una volta superato tale termine, invece, sarà necessario, per il dipendente che ne vuole godere, trovare un’intesa col proprio datore di lavoro.

L’articolo 12 del protocollo interviene sullo smart working per i lavoratori fragili e prevede che il datore di lavoro stabilisca, sentito il medico competente, specifiche misure prevenzionali e organizzative per questa categoria di dipendenti. Il Protocollo, inoltre, chiede anche una proroga applicativa per i lavoratori fragili fissando il termine di scadenza al 31 dicembre 2022, ad oggi stabilito al 31 luglio.

Lo stesso termine finale di luglio è quello concesso ai genitori di minori under 14, sempreché lo smart working sia compatibile con le caratteristiche della prestazione e che non vi sia, nel nucleo familiare, un genitori non lavoratore.

Per queste categorie di lavoratori il Protocollo sembra prevedere uno smart working integrale, anche nel caso in cui regolamenti interni all’azienda lo prevedono solo per alcuni giorni a settimana.

Infine, è possibile che non sia fattibile svolgere totalmente da casa alcune mansioni specifiche, che il datore di lavoro potrebbe sostenere incompatibili con il lavoro agile integrale. Nel caso in cui il datore pretenda che i lavoratori (fragili o con figli under 14), si presentino sul posto di lavoro nonostante il loro diritto a non farlo, spetterà al lui provare nel concreto l’incompatibilità delle mansioni e lo smart working integrale.



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