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Processo civile telematico: istruzioni per l’uso

26 Ottobre 2014
Processo civile telematico: istruzioni per l’uso

Le specifiche tecniche per il ricorso per decreto ingiuntivo e per il processo ordinario.

I ricorrenti dubbi degli operatori del diritto in merito al neonato processo civile telematico richiedono un punto della questione, riassuntivo degli obblighi di deposito sia per quanto attiene al ricorso per decreto ingiuntivo che al processo ordinario.

Ricorso per decreto ingiuntivo

Il ricorso per decreto ingiuntivo telematico è valido se viene depositato telematicamente in formato “.pdf” e sottoscritto con firma digitale [1].

Pertanto, il deposito telematico del ricorso in un formato diverso, anche se viene per errore acquisito al sistema, comporta l’inammissibilità del ricorso stesso. Un formato come quello .jpeg o anche un .pdf realizzato attraverso la conversione di una precedente immagine sarebbe illegittimo. Per esempio, il professionista non può prima stampare l’atto e poi scannerizzarlo, ma deve mantenere l’atto in formato digitale, convertendo il file da documento di testo (per esempio .doc o .docx) a .pdf.

Infatti, il file immagine non consente operazioni di “seleziona”, “copia” e “incolla” di parti del testo.

Processo civile contenzioso o di volontaria giurisdizione

I difensori delle parti costituite in un processo civile (contenzioso o di volontaria giurisdizione) dinanzi al tribunale ordinario hanno l’obbligo di depositare telematicamente gli atti processuali e i documenti:

1. per i processi iniziati dal 30 giugno 2014: a partire da tale data;

2. per i processi iniziati prima del 30 giugno 2014: a partire dal 31 dicembre

Tuttavia, i difensori possono comunque scegliere di depositare telematicamente gli atti processuali e i documenti: in tal caso, il deposito si perfeziona esclusivamente con le modalità telematiche.

I difensori delle parti costituite in un processo civile (contenzioso o di volontaria giurisdizione) dinanzi alla corte d’appello hanno l’obbligo di depositare telematicamente gli atti processuali e i documenti a partire dal 30 giugno 2015.

Tale obbligo riguarda anche i soggetti nominati e delegati dall’autorità giudiziaria (ad esempio, i consulenti tecnici) e le parti con riguardo agli atti provenienti dai soggetti da esse nominate.

Il Ministro della giustizia con uno o più decreti (da adottare sentiti l’Avvocatura

generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i consigli dell’ordine degli avvocati interessati) accerta la funzionalità dei servizi di comunicazione e può individuare:

– per i processi iniziati prima del 30 giugno 2014 dinanzi al tribunale, i tribunali

in cui anticipare tale termine, anche per specifiche categorie di procedimenti;

– per i processi iniziati prima del 30 giugno 2015 dinanzi alla corte d’appello,

le corti d’appello in cui anticipare tale termine, anche per specifiche categorie

di procedimenti.

Fascicolo informatico

A partire dal 25 giugno 2014, le copie informatiche (anche per immagini) sia degli atti processuali delle parti e degli ausiliari del giudice sia dei provvedimenti del giudice presenti nel fascicolo informatico equivalgono a atti o provvedimenti originali, anche se manca la firma digitale del cancelliere.

Il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato possono estrarre con modalità telematiche duplicati o copie (analogiche o informatiche) di tali atti e provvedimenti ed attestarne la conformità a quelli contenuti nel fascicolo informatico. Tali copie munite di attestazione di conformità equivalgono

all’originale.

A partire dal 18 agosto 2014, il duplicato informatico di un documento informatico deve essere prodotto mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico prodotto (sullo stesso o diverso sistema di memorizzazione) contenga la stessa sequenza di bit del documento informatico di origine.

Queste disposizioni non si applicano agli atti processuali che contengono provvedimenti del giudice che autorizzano il prelievo di somme di denaro vincolate all’ordine del giudice.

Deposito degli atti e documenti in modalità telematica

Gli atti e i documenti si intendono depositati in modalità telematica nel giorno e nell’ora in cui il gestore di PEC del Ministero della Giustizia genera la ricevuta di avvenuta consegna.

Se il messaggio di PEC eccede la dimensione massima consentita dalla specifiche tecniche, il deposito degli atti e documenti può essere eseguito mediante invii di più messaggi di PEC.

In ogni caso, il deposito con modalità telematiche è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna è generata entro la fine del giorno di scadenza per il deposito; si applicano le disposizioni in merito alla proroga della scadenza del termine che cade in giorno festivo.


note

[1] Provv. Min. Giust. 16 aprile 2014.

Autore immagine: 123rf com


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