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Pignoramento presso terzi: le novità della riforma

26 Ottobre 2014
Pignoramento presso terzi: le novità della riforma

Esecuzione forzata presso il debitore del debitore: contenuto e notifica.

 

Il decreto legge sulla giustizia civile [1] modifica la disciplina in materia di contenuto e notificazione dell’atto di pignoramento presso terzi. Questa norma tuttavia si applica decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

La norma prevede che l’atto di pignoramento sia notificato

– al terzo e

– al debitore.

Non è più necessario che l’atto sia ad essi notificato personalmente.

L’atto di pignoramento deve contenere, tra le altre cose:

– la citazione del debitore a comparire davanti al giudice competente;

– l’invito al terzo a comunicare la dichiarazione di quali somme o cose si

trova in possesso al creditore procedente entro 10 giorni. La comunicazione deve avvenire tramite raccomandata o tramite PEC;

– l’avvertimento al terzo che: in caso di mancata comunicazione della dichiarazione, la stessa dovrà essere resa comparendo in un’apposita udienza e che se non compare o, sebbene comparso non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore si considerano non contestati nell’ammontare o nei termini indicati dal creditore ai fini del procedimento in corso e dell’esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione.

In altre parole, se il terzo non rende la comunicazione e neanche partecipa alla successiva udienza, il debitore che egli ha nei confronti del debitore principale si considera ammesso e, di conseguenza, scatterà l’obbligo, nei suoi confronti, di pagamento nei confronti del creditore procedente.

Adempimenti successivi alla notifica dell’atto di pignoramento

Il decreto legge sulla giustizia civile modifica anche gli adempimenti che l’ufficiale giudiziario deve svolgere dopo la notificazione dell’atto di pignoramento. Anche questa norma si applica decorsi 30 giornidall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

 

In particolare, eseguita la notifica dell’atto di pignoramento, l’ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l’originale dell’atto di citazione.

Il creditore deve depositare, entro 30 giorni dalla consegna, nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione:

– la nota d’iscrizione a ruolo, che deve contenere l’indicazione delle parti, del difensore della parte che iscrive la causa a ruolo, delle generalità e del codice fiscale (se gli è stato attribuito) della parte che iscrive la causa a ruolo, della cosa o bene oggetto di pignoramento;

– la copia conforme dell’atto di citazione, del titolo esecutivo e del precetto.

Il mancato deposito dei documenti nel termine indicato comporta la perdita

di efficacia del pignoramento.

Il decreto legge prevede inoltre che, a partire dal 31 marzo 2015, la nota di iscrizione e delle copie conformi degli atti sono depositate con modalità telematiche.

A tal fine, il difensore attesta la conformità degli atti agli originali [2].

Al momento del deposito, il cancelliere forma il fascicolo dell’esecuzione.

Quando l’ufficiale giudiziario procede a ricercare i beni in modalità telematica [3], consegna senza ritardo al creditore il verbale, il titolo esecutivo ed il precetto, e deposita immediatamente l’originale dell’atto di pignoramento nella cancelleria del tribunale, che forma il fascicolo dell’esecuzione.

Trascorsi 10 giorni dal pignoramento [4] il creditore pignorante e ognuno dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo possono chiedere l’assegnazione o la vendita delle cose mobili o l’assegnazione dei crediti.

Il giudice fissa con decreto l’udienza per l’audizione del creditore e del debitore e provvede all’assegnazione o alla vendita.

Il decreto è notificato a cura del creditore procedente e deve contenere l’invito e l’avvertimento che in caso di mancata comunicazione della dichiarazione, la stessa dovrà essere resa comparendo in un’apposita udienza e che se non compare o, sebbene comparso non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore, nell’ammontare o nei termini indicati dal creditore, si considerano non contestati ai fini del procedimento in corso e dell’esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione.

Caratteristiche della dichiarazione del terzo

Le nuove modifiche riguardano anche le modalità con cui si effettua la dichiarazione del terzo. La norma si applica decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

La dichiarazione del terzo non può più essere fatta in udienza, in quanto il terzo non viene più invitato a comparire all’udienza. Questa deve pertanto essere inviata al creditore procedente esclusivamente tramite raccomandata o PEC.

Solo in caso di mancata comunicazione, il terzo sarà chiamato a effettuare la propria dichiarazione in udienza.

Mancata dichiarazione del terzo

Il decreto legge sulla giustizia civile modifica infine la norma riguardante la procedura di assegnazione del credito in caso di mancata dichiarazione del terzo.

Questa modifica tuttavia si applica decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

È previsto che, anche per i crediti derivanti da rapporto di lavoro, il terzo deve inoltrare la sua dichiarazione al creditore procedente tramite PEC o raccomandata. Egli pertanto non compare più in udienza. Se il creditore, all’udienza dichiara di non aver ricevuto la dichiarazione del terzo il giudice fissa con ordinanza una udienza successiva.

L’ordinanza è notificata al terzo almeno 10 giorni prima della nuova udienza.

Se il terzo non compare o, pur comparendo, non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso del bene s’intende non contestato nei termini indicati dal creditore nell’atto di pignoramento, ai fini del procedimento in corso e dell’esecuzione forzata fondata sul provvedimento di assegnazione. Il giudice procede quindi all’assegnazione o alla vendita del bene.


note

[1] DL 132/2014.

[2] Anche fuori dai casi previsti dall’art. 16 bis c. 9 bis DL 179/2012 conv. in L. 221/2012.

[3] Ai sensi del nuovo art. 492 bis cod. proc. civ.

[4] Ai sensi dell’art. 501 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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