Cronaca | News

Il M5S minaccia di lasciare il Governo: ecco perché

6 Luglio 2022 | Autore:
Il M5S minaccia di lasciare il Governo: ecco perché

Continua la discussione sul Dl aiuti: dopo il mancato accordo di ieri sera, il M5S minaccia di lasciare il Governo se non si trova una quadra sul Superbonus. 

Forse la notte appena trascorsa è stata illuminante, forse è servita ai parlamentari pentastellati a riordinare le idee e ricordarsi che, superati gli spauracchi e ultimatum lanciati al Governo, a loro non conviene lasciarlo perché difficilmente sapranno tornarci. Eppure la posizione del M5S, che ieri ha battuto i pugni in Aula durante la discussione sul Dl Aiuti per ottenere le modifiche richieste sul Superbonus, sembra essere quella di voler abbandonare la maggioranza se non verrà accontentato. Il provvedimento, che viaggia accompagnato da ben 400 emendamenti, deve essere approvato alla Camera e convertito al Senato entro al 16 luglio: per questo, dopo l’infruttuosa giornata di trattative di ieri, che ha visto saltare ogni tipo di mediazione, è stato chiesto il voto di fiducia per oggi (anche se, almeno in linea teorica, non dovrebbero esserci sorprese alla Camera). Ciliegina sulla torta, poco fa è stato fissato alle 12 il fatidico incontro tra il leader del M5S, Giuseppe Conte, e il premier, Mario Draghi, che verrà anticipato dal Consiglio nazionale allargato pentastellato, in cui i vertici del Movimento decideranno i prossimi passi da compiere.

La soluzione a cui ha lavorato in primis il ministro M5S, Federico D’Incà, era stata individuata su un emendamento che migliorasse la norma del superbonus. Ma la proposta si è arenata su una questione di coperture. Circa 3 miliardi, si riferisce, il costo della modifica sulla quale Chigi e Mef non hanno dato parere favorevole. Inoltre, la richiesta del M5S è quella che l’ultimo titolare del credo sia sollevato dalla responsabilità ad esso legato, ipotesi che non ha trovato accoglimento da alcune delle parti politiche, ad esclusione del Pd.

Così alle 18 e 30, quando si è aperta la seduta a Montecitorio sul dl Aiuti, D’Incà è intervenuto in aula chiedendo di rinviare tutto a domani mattina. Ha spiegato lo stesso D’Incà: «In stretto collegamento con la Presidenza del Consiglio, ho sondato tutte le forze della maggioranza per capire se fosse possibile trovare un accordo per evitare di porre la questione di fiducia sul decreto Aiuti. Questo si è reso necessario per venire incontro a richieste parlamentari di miglioramento del testo, in particolare nella parte relativa al superbonus. La complessità politica della vicenda ha imposto il massimo approfondimento e il coinvolgimento dei gruppi parlamentari, determinando un ritardo nell’andamento dei lavori. Con la Presidenza del Consiglio valuteremo nelle prossime ore come procedere».

Arrivata sera, a Montecitorio, è stato dato abbastanza per scontato che la questione si sarebbe chiusa con la richiesta di fiducia oggi, senza modifiche al testo. Un esito, alla vigilia dell’incontro tra il premier Mario Draghi e Giuseppe Conte, che lascia aperta la tensione nei 5 Stelle dove parte del gruppo non è disponibile a votare la fiducia su un provvedimento in cui diversi sono i punti non condivisi, compreso quello del termovalorizzatore a Roma. La mediazione sul superbonus era infatti la chiave per ottenere l’ok anche dei pentastellati alla fiducia sul dl. Fatta la modifica al dl, si sarebbe fatto un maxiemendamento e quindi posta la fiducia.

Ma a tenere banco non c’è stata solo la questione tecnica dell’emendamento e delle coperture. Durante la riunione di maggioranza Lega e Forza Italia, riferiscono fonti parlamentari di Pd e M5S, si sarebbero fortemente lamentati del ‘metodo’ con cui è stata gestita la vicenda dl Aiuti: troppa attenzione alle richieste dei 5 Stelle, l’accusa avanzata. Un’attenzione, da parte del Governo, che non sarebbe stata la stessa avuta in passato su richieste che venivano invece da Lega e Fi.

La Lega a sua volta accusa Pd e M5S di aver bloccato la mediazione per dissidi tra di loro, versione che viene smentita dalle parti interessate. Dice la capogruppo dem Debora Serracchiani. «Nessun attrito, nessunissima tensione tra Pd e M5S. Per quanto riguarda il Pd -dice la capogruppo dem alla Camera ai cronisti- riteniamo che il lavoro in commissione sia stato proficuo. Se si può migliorare un testo, come con il superbonus che va nell’interesse degli italiani, noi siamo sempre favorevoli. Nessunissima tensione tra Pd e M5S, citofonare centrodestra».



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube