Diritto e Fisco | Articoli

Disoccupato dopo infortunio sul lavoro: quale risarcimento?

8 Luglio 2022 | Autore:
Disoccupato dopo infortunio sul lavoro: quale risarcimento?

Quale tutela per chi perde il posto dopo un incidente in servizio e non può essere impiegato in altre mansioni: cosa c’è oltre all’indennizzo Inail.

Gli infortuni sul lavoro sono un dramma anche quando non sono mortali. Se le lesioni sono gravi, la perdita della capacità lavorativa è irreversibile, e spesso non è possibile ricollocare il dipendente in altre mansioni. A parte l’indennizzo Inail, al disoccupato dopo un infortunio sul lavoro quale risarcimento spetta e come va calcolato? Il problema si pone in tutti i casi in cui la copertura indennitaria offerta dall’Inail è insufficiente e il lavoratore colpito è giovane, quindi gli mancano molti anni per il raggiungimento della pensione.

Un caso del genere è stato affrontato di recente dal tribunale di Padova [1]: un operaio aveva avuto un infortunio sul lavoro mentre lavorava ad un macchinario “piega-tubi” privo di adeguati dispositivi di protezione. Dopo l’incidente era stato sottoposto a due interventi chirurgici alla mano e al polso, ma non aveva riottenuto la piena capacità lavorativa, che si era ridotta del 40%. Così è stato licenziato per inidoneità e negli ultimi 10 anni non ha più trovato un’occupazione stabile. Al termine della causa di lavoro, ha ottenuto un risarcimento di oltre 300mila euro, calcolato con il criterio della «personalizzazione» del danno fino all’età pensionabile, alla quale mancano più di 20 anni.

Infortunio sul lavoro e indennizzo Inail

L’assicurazione Inail obbligatoria copre ogni incidente avvenuto ai lavoratori dipendenti per «causa violenta in occasione di lavoro» dal quale derivi la morte, l’inabilità permanente o l’inabilità assoluta temporanea per più di 3 giorni. La «causa violenta» è un trauma che danneggia l’integrità psico-fisica del lavoratore infortunato.

L’«occasione di lavoro» supera l’orario e il luogo di lavoro: è sufficiente che vi sia un rapporto di causa-effetto tra l’attività lavorativa svolta e l’incidente avvenuto, cioè che l’incidente sia avvenuto per lavoro, anche se non necessariamente sul lavoro: ad esempio, è indennizzabile anche l’infortunio in itinere, che avviene lungo il tragitto di andata e ritorno dall’abitazione al luogo di lavoro. Per sapere come fare la denuncia leggi “Infortunio Inail: come funziona“.

Quali danni copre l’indennizzo Inail?

L’indennizzo Inail copre il lavoratore infortunato (e la responsabilità civile del suo datore di lavoro) solo in parte, perché alcuni tipi di danno sono esclusi. L’Inail è tenuto per legge [2] ad erogare l’indennizzo per il danno biologico, ossia per la lesione dell’integrità psicofisica della persona; l’ammontare viene liquidato sulla base di una «tabella delle menomazioni» che tiene conto dell’età dell’infortunato e del livello di invalidità (temporanea o permanente) raggiunto, ma è indipendente dal tipo di occupazione lavorativa e dal reddito, perché riguarda il danno alla salute in sé considerato.

Le menomazioni che comportano un grado di invalidità permanente almeno del 16% danno diritto ad una rendita maggiorata. Per maggiori dettagli leggi “Indennità infortunio Inail: quanto spetta?“.

Lavoratore rimasto disoccupato dopo infortunio: quale risarcimento?

L’indennizzo Inail copre soltanto il danno biologico nella misura forfettizzata corrispondente alla menomazione dell’integrità psico-fisica del lavoratore infortunato, ma nei casi concreti possono esserci ulteriori voci di danno che richiedono un risarcimento ulteriore da parte del datore di lavoro responsabile. Per raggiungere il risultato ed ottenere l’importo spettante serve, da un lato una quantificazione di questo danno biologico «differenziale», ossia maggiore di quello liquidato dall’Inail, e dall’altro lato una «personalizzazione» del danno che tenga conto delle caratteristiche specifiche dell’infortunato. Per farsi riconoscere il risarcimento, a meno che non si raggiunga una transazione con il datore di lavoro (caso piuttosto raro), è quindi necessario intraprendere, con l’assistenza di un avvocato, una causa civile.

Tutto questo è avvenuto nel caso deciso dai giudici padovani che ti abbiamo anticipato all’inizio [1]. In quella vicenda il tribunale di Padova ha affermato che dopo l’infortunio sul lavoro deve essere risarcito al lavoratore rimasto disoccupato anche il danno patrimoniale da lesione della capacità di lavoro specifica, che va liquidato sia in relazione al tempo trascorso dalla data del licenziamento all’epoca attuale, sia come danno futuro, in termini di minore capacità di produrre reddito. Questa seconda componente viene calcolata secondo criteri presuntivi, utilizzando le tabelle legali di compensazione [3] e tenendo conto degli anni mancanti al raggiungimento dell’età pensionabile. L’operaio infortunato ha attualmente 42 anni e andrà in pensione nel 2044; perciò i 22 anni rimanenti sono stati capitalizzati, ai fini del risarcimento, in relazione ai redditi che verosimilmente non percepirà, in quanto l’invalidità permanente del 40% riportata a causa dell’infortunio ha compromesso irrimediabilmente la sua capacità lavorativa specifica.


note

[1] Trib. Padova, sent. n. 404 del 30.06.2022.

[2] Art. 2 D.P.R. n. 1124/1965 e art. 13 D.Lgs. n. 38/2000.

[3] D.M. Lavoro 22.11.2016.


Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube