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Diffida ad adempiere: forma scritta della procura e sottoscrizione

27 Ottobre 2014
Diffida ad adempiere: forma scritta della procura e sottoscrizione

La diffida ad adempiere, che per legge deve essere per iscritto, può essere intimata da un soggetto diverso dal contraente (per esempio, il suo avvocato o un suo delegato): in tal caso tale contraente deve aver ricevuto una procura scritta, ma non necessariamente davanti al notaio.

Il caso è abbastanza comune: Tizio e Caio firmano un contratto; senonché Tizio non adempie la propria prestazione, così Caio gli offre, con una diffida (cosiddetta diffida ad adempiere), un termine massimo, scaduto il quale il contratto si deve considerare risolto e quindi le parti sciolte dalle rispettive obbligazioni (salvo poi il risarcimento del danno per l’inadempimento). Spesso poi tale diffida non viene scritta da Caio ma da un suo rappresentante (per esempio, il suo avvocato). Ebbene, in questi casi, affinché la diffida ad adempiere possa avere effetti è necessario che il rappresentante sia munito di procura scritta [1] conferitagli dal creditore.

È questo l’orientamento espresso dalle Sezioni Unite della Cassazione [2] ed al quale si sono rifatte alcune più recenti sentenze ed altre più datate [3].

Ricordiamo che la diffida ad adempiere è una intimazione alla parte inadempiente di un contratto di adempiere in un congruo termine (che non può essere inferiore a 15 giorni, ma che per le obbligazioni più “semplici” può essere anche più breve). Nella diffida si comunica alla controparte che, decorso tale termine senza adempimento, il contratto s’intende risoluto e cessato ogni rapporto.

Dunque, se la diffida è inviata da un soggetto diverso dal creditore, egli deve essere munito di procura scritta. Tale procura non deve per forza essere rilasciata con atto pubblico, anche se rivolta a ottenere la risoluzione di un atto notarile (per esempio, la vendita di un immobile). Infatti, la diffida ad adempiere è una manifestazione di volontà che può essere espressa con qualsiasi forma, purché scritta. Per cui, se il contratto da risolvere è stato concluso oralmente, la procura per la diffida deve essere ugualmente scritta.

Inoltre è necessario che tale procura sia allegata o anche solo portata a conoscenza del debitore con mezzi idonei.

Detto in altri termini, poiché la diffida ad adempiere deve essere rivolta all’inadempiente per iscritto, è indispensabile che la procura per intimarla venga rilasciata in questa stessa forma (scritta) dal creditore al suo avvocato o rappresentante, a prescindere dal fatto se il contratto da risolvere sia un atto pubblico o un contratto stipulato oralmente.

Se la procura per l’invio della diffida ad adempiere è conferita all’avvocato essa potrà essere portata a conoscenza della controparte attraverso la firma e ratifica, da parte del cliente, della lettera, firma che sarà apposta in calce alla stessa.


note

[1] Art. 1454 cod. civ.

[2] Cass. S.U. sent. n. 14292/2010.

[3] Cfr. anche Cass. sent. n. 4310/2002; Cass. sent. n. 3566/1995; Cass. sent. n. 9085/1990.


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