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Che fine fanno le multe non pagate?

8 Luglio 2022
Che fine fanno le multe non pagate?

Termini per chiedere il pagamento delle multe: prescrizione, cartella e società di recupero dei crediti dei Comuni. Ecco la filiera che seguono i verbali. 

Per alcuni Comuni, specie quelli delle zone costiere, le strade sono un bancomat. Grazie a limiti di velocità al di sotto di ogni ragionevole aspettativa, posti spesso su percorsi “non a rischio”, è facile cadere nella trappola degli autovelox. Tuttavia, alla solerzia con cui le amministrazioni notificano le contravvenzioni non fa da contraltare un efficiente e successivo recupero delle somme non pagate. Sembrerebbe quasi che il Comune “ci tenti”, nella speranza che l’automobilista paghi spontaneamente, per poi tralasciare i più costosi rimedi della riscossione esattoriale. Ecco perché, dopo tanti anni dal ricevimento del verbale, senza che ad esso abbia fatto seguito alcuna successiva conseguenza, ci si chiede immancabilmente: che fine fanno le multe non pagate? Si perdono, vanno in prescrizione o vengono stralciate? 

Per comprendere qual è la “filiera” delle multe dobbiamo conoscere la procedura amministrativa che, dalla notifica del verbale arriva all’ultima fase della riscossione. 

Cosa succede se non paghi una multa?

Le multe, almeno quelle che non vengono consegnate all’automobilista al momento stesso della trasgressione, vanno notificata al titolare del mezzo entro i 90 giorni successivi. Fa fede la data di spedizione della raccomandata e non quella di ricevimento della busta da parte del destinatario. 

Per le multe che comportano la sottrazione di punti dalla patente, nei successivi 60 giorni bisogna comunicare alla polizia i dati dell’effettivo conducente: adempimento necessario anche se la multa viene pagata o impugnata o se il trasgressore è lo stesso titolare del veicolo.

Scaduto il termine di 60 giorni per il pagamento del verbale, il Comune passa alla successiva fase, quella della riscossione che dovrebbe portare al pignoramento dei beni del conducente e, a volte, al fermo amministrativo dell’auto. Si tratta tuttavia di una fase eventuale: non sempre gli enti locali vi provvedono. Anzi, stando alle statistiche pubblicate su noti quotidiani nazionali, vi sono alcuni Comuni più virtuosi e altri meno. Per questi ultimi sembrerebbe quasi che manchi l’interesse a mettere in moto la macchina della riscossione forzata nonostante il mancato pagamento delle multe. 

Entro quanto tempo il Comune riscuote le multe non pagate? 

Benché già dal sessantunesimo giorno dopo la notifica della multa, il Comune potrebbe avviare la riscossione esattoriale, ciò non avviene quasi mai. A volte bisogna attendere mesi, se non anni prima di vedere la successiva mossa dell’amministrazione. 

C’è una prima fase che non viene resa nota all’automobilista: il Comune forma un documento – il cosiddetto ruolo – in cui certifica il proprio credito e che rende esecutivo con l’immancabile “timbro”. Il ruolo viene poi comunicato alla società privata di riscossione dei crediti degli enti locali (l’omonimo di Agenzia Entrate Riscossione che si occupa invece del recupero dei crediti erariali). Quest’ultima infine provvede a notificare la cartella esattoriale contenente l’ingiunzione di pagamento. 

Alcuni Comuni, invece, procedono direttamente con la notifica dell’ingiunzione fiscale, un atto prodotto dai propri dipendenti, senza l’ausilio di società esterne.

Dopo la notifica della cartella o dell’ingiunzione fiscale, decorsi 30 giorni senza che sia intervenuto il pagamento, l’Esattore dovrebbe procedere alle azioni esecutive. Dovrebbe cioè pignorare i beni del debitore: quinto dello stipendio o della pensione, conto corrente, ecc. Non è invece possibile il pignoramento della casa che scatta solo per crediti superiori a 120.000 euro. Anche l’ipoteca è possibile solo se il debito supera 20.000 euro.

A volte, la società di riscossione procede a notificare il preavviso di fermo con 30 giorni di anticipo per dare all’automobilista la possibilità di pagare o di chiedere una dilazione. Iscritto il fermo, l’auto non può più essere messa in circolazione fino a estinzione del debito o accettazione della richiesta di rateazione.

Che fine fanno le multe non pagate?

È chiaro dunque che le multe non pagate vengono messe “in coda” fino a definizione dell’iter appena descritto. Ma questo iter deve completarsi entro 5 anni. Difatti dopo 5 anni le multe non pagate cadono in prescrizione. E anche la cartella esattoriale subisce la stessa sorte se, dopo di essa, non si riceve alcun altro sollecito o atto esecutivo. 

Ogni intimazione di pagamento però interrompe il termine di prescrizione e lo fa decorrere da capo.

Bisogna poi considerare un altro importante termine che può rendere illegittima la richiesta di pagamento: è il cosiddetto termine di decadenza. In particolare, tra la data in cui il ruolo viene dichiarato esecutivo e quella di notifica della cartella non devono decorrere più di 2 anni. In caso contrario la cartella può essere contestata.

Le multe non pagate possono essere contestate?

Se, nonostante il decorso della prescrizione, il trasgressore dovesse ricevere una cartella, un’intimazione di pagamento, un preavviso di fermo o un pignoramento sarebbe tenuto a impugnarlo entro 30 giorni dinanzi al giudice di pace. Diversamente l’atto diventa definitivo e il debito sarà cristallizzato per sempre. 



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