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Annullamento matrimonio coniuge infedele

11 Luglio 2022
Annullamento matrimonio coniuge infedele

Riserva mentale sul dovere di fedeltà nel matrimonio da parte del marito o della moglie: cosa sono i bona matrimonii.

Si può chiedere l’annullamento del matrimonio in caso di coniuge infedele? Se il marito o la moglie si è sposato pur ritenendo non vincolante il dovere di fedeltà, cosa si può fare? 

La presenza di vizi o difetti nella formazione o manifestazione del consenso rende giuridicamente nullo per la Chiesa e come mai celebrato il matrimonio. Uno dei vizi è la simulazione del consenso matrimoniale. L’assenza di un’effettiva volontà a voler contrarre l’impegno matrimoniale è quindi causa di annullamento del matrimonio. Ma quando questo annullamento può derivare dall’infedeltà coniugale? Sul punto si è di recente espressa la Cassazione [1]. Sarà bene fare alcuni chiarimenti. 

Annullamento del matrimonio per simulazione

Si può annullare il matrimonio quando vi è simulazione del consenso matrimoniale. Tale simulazione si verifica quando uno o entrambi i coniugi escludono con un atto di volontà il matrimonio (simulazione totale) negando qualsiasi valore a tale istituzione oppure negando un suo elemento o proprietà essenziale (cosiddetti bona matrimonii per cui si ha simulazione parziale) come ad esempio:

  • la volontà di avere figli (bonum prolis), con l’astensione da rapporti sessuali o l’uso di anticoncezionali o tramite l’aborto;
  • l’indissolubilità del vincolo;
  • l’obbligo di fedeltà;
  • l’obbligo di perseguire il bene comune della coppia (bonum coniugum), non costituendo una relazione interpersonale;
  • la sacralità del matrimonio (bonum sacramenti), sposandosi solo per ragioni di opportunità sociale.

Cosa sono i bona matrimonii?

Con il termine bona matrimonii si intendono gli elementi essenziali del matrimonio canonico come il dovere di fedeltà e indissolubilità del matrimonio stesso. La riserva mentale in merito a tali elementi, anche da parte di uno soltanto dei coniugi, è considerata dal codice di diritto canonico una causa di invalidità del matrimonio canonico. 

Una volta dichiarato nullo il matrimonio per la chiesa, la pronuncia può essere convalidata anche dal tribunale civile rendendo così di fatto nullo il matrimonio anche ai sensi della legge italiana (cosiddetto «giudizio di delibazione»). 

I bona matrimonii sono essenzialmente tre:

  • bonum prolis, ossia la volontà di avere figli;
  • bonum fidei o fedeltà: ossia il dovere di essere fedeli e di non tradire;
  • bonum sacramenti ossia l’accettazione del principio di indissolubilità del matrimonio.  

Si può annullare il matrimonio perché il coniuge è infedele?

Il semplice fatto dell’infedeltà non è un motivo per annullare il matrimonio. È necessario anche che l’adulterio sia avvenuto perché il coniuge fedifrago non credeva nel vincolo della fedeltà.

Ma secondo la Cassazione, non si può effettuare la delibazione (ossia la “convalida”) in Italia della sentenza del tribunale ecclesiastico con la quale si annulla il matrimonio per la riserva mentale del marito sulla fedeltà, se la moglie non poteva conoscere, con la normale diligenza, il pensiero del suo ex sul punto.  

Il principio sancito dalla Suprema Corte è il seguente: «la declaratoria di esecutività della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario per esclusione, da parte di uno solo dei coniugi, di uno dei bona matrimonii, richiede che la divergenza unilaterale tra volontà e dichiarazione sia stata manifestata all’altro coniuge, o che sia stata da questi in effetti conosciuta, o che non gli sia stata nota esclusivamente a causa della sua negligenza. Qualora le menzionate situazioni non ricorrano, la delibazione trova ostacolo nella contrarietà all’ordine pubblico italiano, nel cui ambito va ricompreso il principio fondamentale di tutela della buona fede e dell’affidamento incolpevole».

Quindi, intanto si può annullare il matrimonio per infedeltà del coniuge in quanto ricorrano i seguenti presupposti:

  • l’infedeltà non sia stata occasionale ma il frutto di una convinzione del coniuge circa l’inesistenza del dovere di fedeltà;
  • questo pensiero era manifesto anche all’altro coniuge, quello cioè tradito.

Cosa fare in caso di coniuge infedele?

Non ricorrendo i presupposti appena indicati si può comunque procedere alla separazione e al divorzio con addebito a carico del coniuge traditore. In buona sostanza, anziché ricorrere al tribunale ecclesiastico, bisogna procedere direttamente dinanzi al tribunale ordinario civile. In tal caso, il matrimonio non viene annullato per cui esplica effetti nel periodo anteriore al divorzio, con tutte le conseguenze che ciò comporta in tema di perdita del mantenimento in capo al coniuge fedifrago. 


note

[1] Cass. sent. n. 21571/22. 

Autore immagine: depositphotos.com


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