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Sostituzione contatore Enel energia senza proprietario

18 Luglio 2022
Sostituzione contatore Enel energia senza proprietario

Che validità ha la bolletta della luce se l’addetto alla sostituzione del contatore si è presentato senza l’utente? 

Una recente sentenza della Cassazione ha spiegato cosa succede in caso di sostituzione del contatore Enel energia senza il proprietario dell’appartamento a cui detto contatore si riferisce. La questione si pone quando è il momento di contestare eventuali addebiti in bolletta ritenuti incongrui ed eccessivi. 

La Cassazione [1] ha così dato ragione al cliente di Enel servizio elettrico e Enel distribuzione che contestava il debito di un conguaglio fondato su consumi più elevati di quelli normalmente rilevati e soprattutto calcolati in base all’ultima lettura effettuata su un vecchio contatore difettoso, ma sostituito irregolarmente perché in assenza dell’utente.

Richiesta conguaglio eccessivo alla sostituzione del contatore

Secondo la sentenza, Enel deve fornire la prova della propria pretesa verso il cliente da cui pretende il pagamento di una somma calcolata in base alla lettura documentata da una foto riferita al vecchio contatore. Ma, affinché ciò avvenga, la sostituzione del contatore deve avvenire sempre in presenza del titolare dell’utenza.

Secondo la Suprema Corte, l’assenza del proprietario dell’appartamento al momento della sostituzione del vecchio contatore con il nuovo non consente di controbattere alla contestazione del cliente sull’entità dei consumi esposti in bolletta.

Che valore ha la foto del vecchio contatore?

Nei contratti di somministrazione non basta la foto del contatore rimosso a provare i consumi se l’utente contesta la funzionalità del contatore stesso. Enel, pertanto, è tenuta a dimostrare che lo strumento di misurazione era in perfetta efficienza prima della sua sostituzione avvenuta in assenza del cliente.

La Suprema Corte, nell’accogliere il ricorso, ha ricordato che in tema di contratti di somministrazione, la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante, anche se convenuto in giudizio con azione di accertamento negativo del credito, l’onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, mentre il fruitore deve dimostrare che l’eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con un’attenta custodia.

Pertanto, in presenza di contestazioni sulla funzionalità del sistema, incombe sul somministrante l’onere di dare la prova della funzionalità del contatore. Se però, a fronte di una contestazione di malfunzionamento, l’impresa erogatrice non dimostra che il contatore funziona regolarmente, prova nella specie non fornita, anzi preclusa dallo stesso comportamento della somministrante che con l’irregolare asportazione del misuratore senza contraddittorio ha impedito di provare la regolarità o meno dei consumi, cade la presunzione di consumo a carico del somministrato.


note

[1] Cass. ord. n. 21564/2022.


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