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Come versare soldi ai figli per acquisto casa

24 Luglio 2022
Come versare soldi ai figli per acquisto casa

Come fare la donazione indiretta: i vantaggi e i benefici, ma anche i rischi di comprare casa al figlio. 

I redditi bassi e le difficoltà di accesso al credito rendono sempre più improbabile che un giovane possa comprare casa senza l’aiuto dei genitori. Il padre e la madre, grazie al Tfr, alla pensione e ai risparmi accumulati in un’epoca in cui era più facile mettere soldi da parte, possono supportare i figli nel pagamento della caparra o di tutto il prezzo della compravendita. Ma come versare soldi ai figli per acquisto casa? La risposta si sintetizza con due semplici parole: attraverso la cosiddetta «donazione indiretta». Questo strumento giuridico consente di evitare due passaggi di proprietà dell’immobile: prima dal venditore al genitore donante e poi da quest’ultimo al figlio donatario (con conseguente duplicazione di costi e tassazione).

Ciò a cui però bisogna fare molta attenzione quando si trasferiscono soldi tra soggetti diversi – anche se tra familiari – è il fisco. L’Agenzia delle Entrate controlla ogni movimento di denaro (tramite l’Anagrafe dei conti correnti) e l’intestazione di beni da parte di chi non avrebbe altrimenti le disponibilità per comprarli (tramite il redditometro). Ecco che allora, per evitare di doversi poi difendere da un accertamento, sarà bene fare le cose per come prudenza consiglia. 

Vediamo allora come versare soldi ai figli per l’acquisto di casa senza destare sospetti e rischiare controlli. 

Come comprare casa ai figli?

Per comprare casa a un figlio non c’è bisogno di acquistarla per poi intestarla a quest’ultimo: è sufficiente dargli i soldi per pagare il relativo prezzo. E i soldi possono essere donati in due modi diversi: 

  • o versandoli direttamente al venditore, come corrispettivo della vendita; 
  • oppure versandoli al figlio affinché a sua volta li dia poi al venditore dell’immobile. 

Questi due schemi, come appena descritti, si definiscono “donazione indiretta”. 

Vantaggi della donazione indiretta

La donazione indiretta offre numerosi vantaggi. Eccoli:

  • non c’è bisogno di effettuare due passaggi di proprietà dell’immobile venendo questo trasferito direttamente dal venditore all’acquirente; 
  • i costi notarili sono dimezzati perché si limitano a un unico rogito: la compravendita tra venditore e acquirente (figlio);
  • non bisogna pagare le imposte di donazione.

Come fare una donazione indiretta?

Vediamo allora come, concretamente, il padre può comprare casa ai figli tramite la donazione indiretta. 

Come abbiamo anticipato sopra, esistono due modi diversi: pagare il venditore o donare i soldi al figlio affinché questi, a sua volta, nel rogito di compravendita, li versi al venditore.

L’importante è optare sempre per strumenti di pagamento tracciabili, ossia operare con: 

  • bonifico bancario o postale;
  • assegno bancario o circolare. 

Tali metodi rendono trasparente, agli occhi del fisco, il passaggio di denaro dal padre al figlio. Sicché nessun ispettore, un giorno, potrà sospettare che quest’ultimo abbia usufruito di denaro “in nero”. 

Come versare soldi ai figli per acquisto casa?

Particolare attenzione merita la seconda modalità della donazione indiretta sopra descritta: quella del passaggio del denaro dal genitore al figlio. Il metodo più frequente è quello del bonifico bancario o postale. Sarà necessario però attenersi a queste due regole:

  • la causale del bonifico deve specificare la finalità della donazione, come ad esempio «Donazione acquisto casa» oppure «Donazione per pagamento prezzo casa…», ecc. Non ci sono formule sacramentali ma più si è precisi, meglio è;
  • il rogito notarile deve specificare che il denaro che viene versato dall’acquirente (il figlio) è quello da questi ricevuto in donazione dal padre tramite bonifico. È cioè necessario che nell’atto di compravendita definitivo sia indicata la provenienza dei soldi. Solo tale specificazione consente di evitare la tassazione della donazione tra padre e figlio. 

Cosa possono fare gli altri fratelli in caso di pagamento della casa al figlio?

Il pagamento della casa in favore di un figlio implica una donazione. E la donazione costituisce un’anticipazione della cosiddetta «legittima» ossia la quota di patrimonio che ogni genitore deve lasciare necessariamente ai figli. I fratelli del donatario che vedano lese le proprie quote di legittima possono, alla morte del genitore e comunque entro 10 anni dalla stessa, impugnare tale atto di donazione pretendendo che il beneficiario restituisca alla massa il denaro ricevuto in beneficio dal padre. 



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