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Tesi di laurea copiata: cosa si rischia?

28 Novembre 2022 | Autore:
Tesi di laurea copiata: cosa si rischia?

Plagio: quali sono le conseguenze per chi si appropria del lavoro altrui? Cosa rischia chi si offre di scrivere tesi per gli studenti?

Per alcuni studenti universitari la tesi rappresenta un ostacolo quasi insormontabile: una vera e propria montagna da scalare prima di giungere alla tanto agognata laurea. Ciò accade soprattutto quando i relatori sono particolarmente esigenti e sembrano quasi mettere i bastoni tra le ruote allo studente che non vede l’ora di stringere tra le mani l’ambito titolo. Per superare questo ostacolo, c’è chi si affida all’aiuto di altre persone e chi decide, invece, di copiare il lavoro fatto da altri. Proprio di questo tema parleremo nel presente articolo. Cosa rischia chi copia la tesi di laurea?

Come vedremo, copiare uno scritto che appartiene ad altri costituisce un reato; lo stesso accade quando si affida l’incarico di redazione a un’altra persona, limitandosi poi ad apporre il proprio nome all’elaborato. In altre parole, ci sono conseguenze legali sia per chi copia che per chi si presta a redigere una tesi per conto di altri. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, magari perché ti trovi in una situazione simile, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa si rischia per una tesi di laurea copiata.

È legale copiare una tesi di laurea?

Togliamo sin da subito ogni dubbio: copiare una tesi di laurea costituisce plagio. Il laureando non può presentare alla commissione un testo che sia stato copiato altrove, in tutto o anche solo in parte.

Nello specifico, c’è plagio della tesi anche se questa è solo in parte copiata da un altro lavoro, a meno che il materiale “rubato” non sia talmente ridotto da essere irrilevante all’interno della tesi considerata nel suo complesso.

Ad esempio, chi si appropria solamente di poche righe tratte da un’altra tesi o da un’altra opera non commette plagio, se il contenuto è tutto sommato irrilevante all’interno del lavoro complessivamente inteso.

Cos’è il plagio?

Il plagio è l’illegittima attribuzione della paternità dell’opera altrui. Si tratta di una violazione del diritto d’autore: un vero e proprio furto che non ha ad oggetto un bene materiale bensì il frutto dell’intelletto, cioè l’opera partorita dalla mente di un’altra persona.

Per legge, le opere dell’ingegno sono quelle «di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione» [1].

È chiaro, quindi, che tra le opere dell’ingegno tutelate dal diritto d’autore rientri anche la tesi di laurea.

Secondo la legge, la tutela dell’opera scatta automaticamente nel momento in cui essa viene alla luce. In altre parole, non c’è bisogno di alcun riconoscimento formale (come ad esempio l’iscrizione alla Siae) affinché l’opera sia protetta dal diritto d’autore. Ciò che conta è che sia stata realizzata e che non sia solamente un’idea del suo creatore.

Tesi di laurea: quando c’è plagio?

Come anticipato, il plagio della tesi di laurea sussiste anche quando a essere stata “rubata” è solo una parte dell’opera altrui. Purtroppo non ci sono criteri precisi per stabilire il limite di tolleranza del plagio, cioè quanta parte del lavoro di altri può essere sottratta.

In linea di massima, con riferimento alle tesi, le commissioni esaminatrici ritengono che una tesi sia plagiata se le parti riprese da altre fonti superano il 15% del contenuto totale.

Copiare tesi di laurea: cosa si rischia?

Chi copia una tesi di laurea è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno [2]. La pena non può essere inferiore a sei mesi di reclusione se l’intento è conseguito, cioè se si è riusciti a laurearsi con la tesi copiata. In quest’ultimo caso, oltre alla reclusione c’è anche la pena accessoria della revoca del titolo di laurea.

Insomma: la legge punisce l’elaborato non originale, il testo redatto da un laureando che l’ha copiato altrove, da un altro lavoro.

Poco importa che la tesi che è stata utilizzata per essere copiata non sia famosa o che il suo autore non abbia fatto reclamo: la legge punisce la tesi plagiata per il solo fatto di essere stata presentata alla commissione d’esame.

Chi copia una tesi di laurea non solo rischia la denuncia penale, ma anche di dover pagare il risarcimento dei danni all’autore originale del testo copiato.

Cosa rischia chi scrive una tesi di laurea per altri?

La legge punisce anche chi scrive una tesi di laurea per un’altra persona, magari dietro compenso.

Come spiegato nell’articolo Che rischio se vendo tesi di laurea agli studenti?, chi scrive una tesi di laurea per conto di un’altra persona commette reato. Il crimine viene quindi integrato tanto dallo studente, quanto da chi lo aiuta.

Ecco perché, come ricordato all’inizio, c’è plagio in entrambe le ipotesi:

  • il laureando che copia la tesi di laurea commette plagio perché si appropria, senza consenso, dell’opera altrui;
  • chi scrive una tesi di laurea per un’altra persona commette ugualmente reato, in quanto la legge non tollera che lo scritto che consente di conseguire il titolo accademico non sia un parto originale della mente del laureando stesso. In questo caso, sussiste comunque una sorta di plagio, in quanto lo studente mette la firma sul lavoro di un’altra persona, di fatto appropriandosene (sebbene con il consenso di costui il quale, anzi, potrebbe anche essere stato pagato per il lavoro svolto).

note

[1] Art. 1., l. n. 633/1941.

[2] Art. 1, l. n. 475 del 19 aprile 1925.

Autore immagine: depositphotos.com


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