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Coppie di fatto registrate in Comune: quali vantaggi

28 Novembre 2022 | Autore:
Coppie di fatto registrate in Comune: quali vantaggi

La differenza tra coppie e conviventi di fatto: i diritti in entrambi i casi ed il valore aggiunto di presentare l’autocertificazione all’Anagrafe.

Basta un pezzo di carta a cambiare la vita di una coppia di fatto. Quel pezzo di carta consiste nella registrazione in Comune della convivenza. Un documento in grado di garantire diversi diritti introdotti nel 2016 dalla legge Cirinnà [1]. Grazie al «pezzo di carta», dunque, le coppie di fatto registrate in Comune quali vantaggi hanno? Che cosa fa la differenza?

Chi non passa all’ufficio Anagrafe per formalizzare la convivenza può contare (oltre che sul legame affettivo) sulla giurisprudenza, che a loro riconosce:

  • il diritto all’affidamento condiviso in caso di separazione con figli minorenni;
  • il dovere di entrambi i genitori di provvedere al mantenimento e all’educazione dei figli;
  • il diritto di un partner a subentrare come locatario nel contratto di affitto dell’altro in caso di morte di quest’ultimo;
  • il diritto di un partner al riconoscimento del danno, al pari del coniuge e del convivente di fatto, se l’altro muore per colpa di terzi, a patto che venga effettivamente dimostrato il legame affettivo e stabile della coppia.

Oltre a quelli appena elencati, per le coppie di fatto registrate in Comune ci sono altri vantaggi. Vediamo quali.

Coppie di fatto: come fare la registrazione in Comune?

Prima di tutto, ci sarebbe da fare una precisazione. Dal momento in cui due persone non sposate si recano all’ufficio Anagrafe del Comune per regolarizzare la loro situazione, parlare di coppie di fatto sarebbe improprio: meglio sarebbe usare l’espressione «conviventi di fatto». Le prime sono costituite dalle persone che, pur convivendo stabilmente ed essendo legate da un duraturo rapporto affettivo, hanno deciso di non formalizzare la loro unione in Comune. Cosa che, invece, caratterizza la convivenza di fatto.

Per fare la registrazione, basta presentare nel Comune di residenza un’autocertificazione in carta libera in cui i conviventi dichiarano di abitare allo stesso indirizzo. Il Comune effettuerà le dovute verifiche, dopodiché rilascerà il certificato di residenza e lo stato di famiglia.

Coppie di fatto: quali diritti senza la registrazione?

Come detto, la legge Cirinnà tutela maggiormente i conviventi di fatto, cioè le persone che decidono di registrare in Comune la loro situazione, anche le coppie di fatto godono di alcuni diritti. Nello specifico:

  • il diritto di vivere nella stessa casa: se l’immobile è intestato a uno solo dei due, l’altro vanta un diritto di possesso che non gli può essere negato; pertanto, in caso di rottura, non può essere cacciato via prima che abbia trovato un’altra sistemazione;
  • il diritto di subentrare nel contratto di affitto in caso di decesso dell’intestatario del contratto fino alla sua naturale scadenza;
  • il diritto all’affidamento dei figli: se la coppia si separa, la prole ha il diritto di essere affidata a entrambi i genitori. Il dovere di mantenimento, il diritto di visita e l’affidamento condiviso sono, infatti, gli stessi previsti per i figli delle coppie sposate;
  • il diritto al risarcimento del danno: se uno dei due coniugi muore per fatto illecito altrui (per esempio, un incidente stradale o per un caso di malasanità), il superstite ha diritto ad essere risarcito al pari di un coniuge ma solo se la convivenza ha una stabilità tale da far ragionevolmente ritenere che, nel caso in cui non fosse intervenuta l’altrui azione illecita, sarebbe proseguita nel tempo;
  • il diritto al risarcimento per violazione degli obblighi familiari: versare dei soldi al partner durante la convivenza configura, nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza, l’adempimento di un’obbligazione naturale, essendo espressione della solidarietà tra due persone unite da un legame stabile e duraturo. Significa che è legittimo richiedere, nei confronti dell’ex convivente, il risarcimento dei danni per violazione degli obblighi familiari;
  • il diritto di denunciare maltrattamenti in famiglia: tale reato prescinde dall’esistenza di un matrimonio formale e, quindi, l’illecito penale scatta anche nei riguardi del convivente.

Convivenza di fatto: quali vantaggi?

Oltre a quelli appena elencati, quali sono i vantaggi di una convivenza di fatto registrata in Comune? Si possono sintetizzare in questo modo:

  • diritto di assistenza, visita ed accesso alle informazioni personali dell’altro convivente in caso di malattia o di ricovero (ad esempio, poter visionare la cartella clinica);
  • diritto di rappresentare l’altro convivente in caso di decesso o di malattia. Se il partner muore, tale diritto consente di prendere decisioni relative alla disponibilità del corpo, per la donazione di organi, le modalità di trattamento della salma e il funerale. In caso di malattia, è possibile prendere decisioni sul trattamento della stessa quando è tale da rendere la persona incapace di intendere e di volere;
  • il diritto agli alimenti: in caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento;
  • il diritto all’utilizzo del titolo di appartenenza ad un nucleo familiare se si rende utile all’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare:
  • il diritto di partecipazione agli utili dell’impresa familiare;
  • il diritto di essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno nel caso in cui l’altro convivente venga dichiarato interdetto, inabilitato o incapace di provvedere autonomamente alla cura dei propri interessi;
  • il diritto di mantenere dei contatti con l’altro convivente in caso di reclusione in carcere.

note

[1] Legge n. 76/2016.


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