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Quando un matrimonio è nullo per la Chiesa?

12 Luglio 2022
Quando un matrimonio è nullo per la Chiesa?

Come ottenere l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota e potersi risposare in chiesa. 

Quando la coppia entra in crisi, ci sono due modi per recidere i legami tra i due coniugi. Da un lato, c’è la separazione e il successivo divorzio che, come noto, si attuano per il tramite del tribunale ordinario civile. Dall’altro, c’è il ricorso alla cosiddetta Sacra Rota per far accertare la nullità del matrimonio. Con la conseguenza, in questo secondo caso, che il matrimonio perde ogni effetto, anche per il passato. Il che significa che non ci sarà neanche l’obbligo di versare un assegno di mantenimento e ciascuno dei due ex coniugi potrà anche risposarsi in chiesa. Ma quando un matrimonio è nullo per la Chiesa? Cerchiamo di analizzare tali circostanze qui di seguito.

Cos’è il matrimonio concordatario?

Il cosiddetto «matrimonio concordatario» consente alla coppia di sposarsi in chiesa, dinanzi a un parroco, con effetti anche per la legge italiana. Con un unico atto, pertanto, si realizzano effetti sia per la Chiesa cattolica, sia per lo Stato italiano. 

Tuttavia, il diritto canonico prevede cause di nullità del matrimonio diverse da quelle della legge italiana. Questo non significa che non abbiano effetto anche per il nostro Stato. Al contrario, a determinate condizioni, una volta accertata l’esistenza di tali motivi di nullità dal tribunale ecclesiastico, la decisione di quest’ultimo ha valore anche per l’ordinamento giuridico previa convalida da parte della Corte d’Appello (è il cosiddetto procedimento di delibazione). 

Quali sono le cause di nullità del matrimonio per la Chiesa?

I vizi che comportano la nullità del matrimonio concordatario riguardano:

  • la celebrazione del matrimonio ossia la mancata osservanza della forma canonica;
  • l’esistenza di un impedimento;
  • la formazione o la manifestazione del consenso dei futuri coniugi.

Li vedremo singolarmente qui di seguito. 

La mancanza della forma canonica

Il matrimonio concordatario deve osservare una specifica forma giuridica di celebrazione denominata forma canonica. In particolare, il matrimonio deve essere celebrato:

  • alla presenza contemporanea dei coniugi che devono manifestare il loro consenso verbalmente. È possibile celebrare anche il matrimonio per procura (ossia in assenza di uno dei due coniugi) fornendo al procuratore “mandato speciale” opportunamente autenticato dal notaio;
  • davanti all’Ordinario del luogo oppure del parroco, del sacerdote o del diacono delegati da uno dei coniugi;
  • alla presenza di almeno 2 testimoni.

La mancanza anche solo di una delle condizioni elencate rende nullo il matrimonio.

L’esistenza di impedimenti

Per prestare il proprio consenso al matrimonio, i coniugi devono essere considerati dall’ordinamento canonico giuridicamente abili a compiere tale atto. Non devono sussistere pertanto, al momento della celebrazione, impedimenti relativi alla capacità personale oppure derivanti da vincoli di parentela, affinità o adozione o originati dalla commissione di un delitto. In alcuni casi, però, nonostante l’impedimento, è possibile ottenere un’apposita dispensa (ossia l’autorizzazione a contrarre il matrimonio).

Tali impedimenti sono: 

  • età inferiore a 16 anni per l’uomo e a 14 anni per la donna; 
  • impotenza assoluta e perpetua intesa come incapacità di porre l’atto sessuale naturale (dall’impotenza va distinta la sterilità che impedisce a una persona di avere figli, pur potendo avere una regolare attività sessuale). Non è possibile ottenere la dispensa;
  • esistenza di un precedente matrimonio valido. Non è possibile ottenere la dispensa;
  • costituzione in un sacro ordine (episcopato, presbiterato e diaconato), anche in caso di perdita dello stato clericale;
  • voto pubblico e perpetuo di castità emesso in un istituto religioso di diritto pontificio o diocesano;
  • disparità di culto, ossia la mancanza di battesimo di uno dei due nubendi:
  • rapimento (ratto) della donna allo scopo di contrarre matrimonio; è possibile ottenere la dispensa solo se la donna, dopo essere stata separata dal rapitore, scelga spontaneamente il matrimonio;
  • omicidio del proprio o dell’altrui coniuge per poter celebrare matrimonio con una persona determinata. In tal caso la dispensa, che solo la Santa Sede può dare, è prevista solo per motivi gravi e particolari;
  • consanguineità in linea retta e fino al quarto grado incluso della linea collaterale. La dispensa viene data solo in caso di consanguineità in linea collaterale di terzo e quarto grado;
  • affinità in linea retta in qualunque grado;
  • parentela legale che sorge da adozione in linea retta o nel secondo grado della linea collaterale;
  • pubblica onestà ossia il vincolo che sorge dal matrimonio invalido in cui c’è stata vita comune oppure da concubinato pubblico e notorio e che rende nulle le nozze nel primo grado della linea retta tra l’uomo e le consanguinee della donna, e viceversa

Vizi del consenso

Vediamo ora la terza e ultima categoria di cause che rendono nullo il matrimonio per la Chiesa. Si tratta dei cosiddetti vizi o difetti nella formazione o manifestazione del consenso. Ecco quali sono tali cause:

  • incapacità per carenza di sufficiente uso della ragione: è l’incapacità di intendere e di volere e comprende le malattie psicotiche e le alterazioni mentali permanenti o transitorie esistenti prima del matrimonio;
  • incapacità per difetto di discrezione di giudizio: riguarda l’effettiva capacità d’intendere il valore del matrimonio come sacramento, ossia manca la capacità critica di comprendere la gravità degli obblighi derivanti dal matrimonio. Comprende gravi forme di nevrosi e alcuni tipi di disordini della personalità particolarmente accentuati;
  • incapacità per cause di natura psichica: riguarda soggetti che pur essendo dotati di sufficiente uso di ragione e di capacità di comprendere gli obblighi derivanti dal matrimonio, non sono in grado di assumerli e/o di adempierli per cause di natura psichica: ad esempio gli affetti da malattie mentali o perversioni sessuali (triolismo, masochismo, sadismo, ninfomania, travestitismo, transessualismo, narcisismo). Comprende anche l’alcoolismo e la tossicodipendenza allo stato cronico;
  • ignoranza sull’essenza del matrimonio. Scatta quando lo sposo ignora i principi generali del matrimonio ossia che esso è:
    • un vincolo permanente;
    • di natura eterosessuale;
    • ordinato alla procreazione;
    • un sacramento che implica una cooperazione sessuale finalizzata alla procreazione. Il che significa che si può ottenere l’annullamento quando, ad esempio, uno dei due coniugi si è sposato non convinto dell’indissolubilità del matrimonio o di dover rispettare l’obbligo di fedeltà oppure senza alcuna volontà di avere figli;
  • errore sull’identità fisica del coniuge: è il caso eccezionale dello scambio di persona;
  • errore sulle specifiche qualità del coniuge: è l’errore in cui incorre il nubendo che desidera nel suo futuro coniuge una qualità specifica non rinvenuta poi durante il matrimonio. È il caso di chi si sposa confidando sulla capacità procreativa del futuro coniuge ma ignora il suo stato di sterilità o di chi voglia sposare una persona in possesso di un determinato titolo di studio o di determinate qualità morali che questi assicura di possedere e che invece sono inesistenti;
  • dolo: è un’azione o omissione ingannevole (dell’altro nubendo o di un terzo) per ottenere il consenso matrimoniale. È doloso ad esempio il comportamento volto a:
    • nascondere al futuro coniuge una malattia inguaribile o contagiosa o gravi precedenti penali;
    • attribuire lo stato di gravidanza al futuro marito pur sapendo che la stessa è riconducibile a una relazione con un altro uomo;
    • manifestare la propria idoneità fisica a procreare essendo consapevoli della propria sterilità;
  • simulazione del consenso matrimoniale: si verifica quando uno o entrambi i coniugi escludono con un atto di volontà il matrimonio (simulazione totale) negando qualsiasi valore a tale istituzione oppure negando un suo elemento o proprietà essenziale (cosiddetti bona matrimonii per cui si ha simulazione parziale) come ad esempio:
    • la volontà di avere figli (bonum prolis), con l’astensione da rapporti sessuali o l’uso di anticoncezionali o tramite l’aborto;
    • l’indissolubilità del vincolo;
    • l’obbligo di fedeltà; d) l’obbligo di perseguire il bene comune della coppia (bonum coniugum), non costituendo una relazione interpersonale;
    • la sacralità del matrimonio (bonum sacramenti), sposandosi solo per ragioni di opportunità sociale;
  • apposizione di una condizione al matrimonio: consiste nel subordinare l’efficacia del consenso a un evento futuro (ad esempio, il conseguimento da parte del futuro coniuge di una certa eredità oppure la subordinazione del matrimonio alla circostanza che la sua futura moglie si dedichi esclusivamente all’attività di casalinga);
  • timore e violenza: si ha quando il nubendo si sposa per timore provocato da pressione psicologica o costrizione morale oppure da violenza o minaccia materiale. La minaccia o violenza deve avere i seguenti requisiti:
    • provenire dall’esterno a opera di terzi (ad esempio i genitori del soggetto minacciato);
    •  generare un timore o un turbamento specifico e grave poiché altrettanto grave deve essere il male minacciato;
    • la situazione in cui viene a trovarsi il minacciato deve essere indeclinabile, ossia senza alternativa o via di uscita.

 



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