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Non si può staccare luce, acqua o gas al condomino moroso con i pagamenti

28 Ottobre 2014
Non si può staccare luce, acqua o gas al condomino moroso con i pagamenti

Le forniture restano intoccabili.

Vietato interrompere i servizi essenziali come luce, acqua e gas nei confronti del condomino moroso, anche se da più anni, nel pagamento delle rate condominiali. E ciò nonostante il fatto che l’amministratore abbia dato il via a una procedura di recupero del credito. A dirlo è una recente ordinanza del Tribunale di Torino [1].

A detta del giudice piemontese si verificherebbe un danno grave e irreparabile nei confronti del proprietario inadempiente, contrario ai diritti fondamentali della persona che, nella nostra carta costituzionale, vengono prima dei diritti di natura patrimoniale (anche se di un gruppo di persone come in un condominio).

Dunque non c’è possibilità di “ricattare” il moroso con il distacco delle utenze. E ciò nonostante la sua casa, già pignorata dal condominio, non venga puntualmente venduta alle aste giudiziarie per assenza di offerte.

Il principio cardine del sistema giuridico del condominio resta – anche a seguito della recente riforma – l’indivisibilità dei servizi comuni [2]. Tale indivisibilità sostanziale – secondo la sentenza in commento – non viene meno nonostante ora sia prevista [3] la possibilità per l’amministratore di sospendere il condomino moroso dall’utilizzo dei servizi comuni che siano suscettibili di godimento separato. Si tratta di una possibilità, invero, assai limitata perché non può mai – secondo l’orientamento costante dei giudici – andare a pregiudicare i diritti fondamentali come il godimento del riscaldamento, dell’elettricità e dell’acqua. Si comprende bene, allora, come tale norma abbia un ambito di applicazione limitato a casi insignificanti e privi di utilità effettiva.

Questa decisione, per quanto giuridicamente ineccepibile, non fa altro che mettere nuovamente in luce quanto sia carente la tutela dei creditori nei confronti dei condomini morosi. Una disciplina che, allo stato attuale, non fa che svantaggiare, invece, i condomini virtuosi coi pagamenti.

note

[1] Trib. Torino, ord. 21.08.2014.

[2] Art. 1117 cod. civ.

[3] Art. 63, disp. att. cod. civ.


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