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Si può sostare in seconda fila con il motore acceso?

13 Luglio 2022
Si può sostare in seconda fila con il motore acceso?

Chiudere il passaggio o ridurre lo spazio della carreggiata per il traffico: quando il parcheggio in seconda fila è vietato e costituisce reato. 

Ipotizziamo il caso di un veicolo che sosti in seconda fila con dentro il conducente che abbia peraltro lasciato il motore acceso. In un’ipotesi del genere, il vigile potrebbe multarlo? Si può sostare in seconda fila con il motore acceso? La questione è stata oggetto di uno specifico chiarimento da parte della Cassazione [1]. Ecco cosa ha detto la Suprema Corte.

Sosta in seconda fila: cosa si rischia?

Un’auto non può stare in seconda fila. Lo prevede espressamente l’articolo 158 del Codice della strada a norma del quale scatta una multa da 41 a 169 euro. 

Il divieto vale anche per le moto e i motorini, ma in tal caso la multa va da 24 a 98 euro. 

Non è invece prevista alcuna sanzione per la moto o il motorino che, in seconda fila, ostacoli il passaggio a un’altra moto o motorino; la multa dunque si riferisce solo al caso in cui uno di tali mezzi blocchi un’automobile.

Si può denunciare chi, in seconda fila, non ti fa passare?

Oltre alla violazione del Codice della strada e alla conseguente sanzione amministrativa, la condotta di chi, in seconda fila, ostacola l’uscita a un veicolo in sosta costituisce reato di violenza privata anche se si protrae per poco tempo. In tal caso, l’automobilista che non può uscire, magari costretto ad aspettare diversi minuti e, nella peggiore delle ipotesi, a chiamare la polizia o il carro attrezzi, può sporgere querela contro il titolare del veicolo in divieto. 

La Cassazione ha avuto più volte modo di chiarire che chi “chiude” il passaggio a un altro mezzo commette reato. Si tratta comunque di un reato minore per il quale si può essere assolti invocando la causa di giustificazione prevista dall’articolo 131-bis del Codice penale: la cosiddetta «particolare tenuità del fatto», con conseguente disapplicazione della pena, seppur restando macchiata per 10 anni la fedina penale. Inoltre, è fatta salva la possibilità di chiedere il risarcimento del danno.

Multa auto in seconda fila

Se un veicolo a motore dovesse sostare in seconda fila violerebbe l’articolo 158 del Codice della strada e subirebbe una sanzione da 24 euro a 98 euro se si tratta di una moto o di un motorino a due ruote e da euro 41 ad euro 169 per i restanti veicoli.

Si può sostare in seconda fila con il motore acceso?

Secondo la Cassazione, non si può multare per divieto di sosta il veicolo in seconda fila con il motore acceso. Questo perché si tratta di una semplice fermata temporanea e non già di una sosta vera e propria. E difatti, a norma dell’articolo 157 del Codice della strada, per «sosta» si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo con possibilità di allontanamento da parte del conducente. È evidente invece che – a meno di avere dinanzi una persona estremamente imprudente – chi lascia il motore acceso resta all’interno del veicolo o nelle strette vicinanze, comunque sempre pronto a rimuoverlo nel caso in cui l’auto in “prima fila” debba uscire dal parcheggio. 

A quel punto, si potrà dire che l’auto in seconda fila può arrecare grave intralcio alla circolazione, riducendo lo spazio della carreggiata. Ma non è questo lo scopo per il quale è stato scritto l’articolo 158 del Codice della strada, indirizzato piuttosto a consentire l’uscita dal parcheggio a chi ha lasciato l’auto nei legittimi stalli a margine del marciapiedi. Quindi, in tal caso, il poliziotto non potrebbe multare il conducente ai sensi di tale norma bensì dell’articolo 157 Cod. strada, che prescrive che la fermata non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione. Se tale violazione, però, non viene contestata a chi lascia l’auto in seconda fila, allora ogni altra multa è illegittima e può essere contestata. 

In sintesi, si può multare un’auto in seconda fila con il motore acceso solo se nel verbale viene indicato, come norma violata, l’articolo 157 Cod. strada, mentre la multa è illegittima se viene invece indicato l’art. 158 Cod. strada.


note

[1] Cassazione civile , sez. II , 22/08/2006 , n. 18257

Autore immagine: depositphotos.com

Cassazione civile sez. II, 22/08/2006, (ud. 17/05/2006, dep. 22/08/2006), n.18257

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso del 5 settembre 2002, P.A. proponeva opposizione avverso il verbale di accertamento elevato dalla polizia municipale di TERNI in data 22.08.2002 per violazione dell’art. 158 C.d.S., comma 2.

Assumeva il ricorrente di avere effettuato solamente una fermata e non una sosta in quanto con il motore ancora acceso aveva precisato sin dal momento della contestazione di essersi momentaneamente fermato senza per ciò porre in essere alcuna infrazione.

Il giudice di pace di TERNI, con la sentenza impugnata, ha accolto l’opposizione affermando, che, nel caso, è stata contestata la sosta in seconda fila mentre il P. aveva effettuato una semplice fermata.

Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso il Comune di TERNI con due motivi.

L’intimato non ha svolto attività difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso il Comune di Terni denunzia violazione e falsa applicazione dell’art. 111 Cost., comma 1, e dell’art. 132 Cost., comma 2, n. 4, nonché dell’art. 311 c.p.c. per omessa, insufficiente e/o contraddittoria e/o apparente motivazione su di un punto decisivo della controversia e lamenta che manchi in sentenza un’argomentazione che consenta di ripercorrere l’iter logico seguito dal giudicante a sostegno della adottata decisione di accoglimento del ricorso.

Il rilievo va disatteso.

Nella parte motiva il giudice del merito ha dato per incontroverso quanto risultava in atti e cioè che il P. si era, incontestatamente, appena fermato e con il motore ancora acceso si era limitato a segnalare al verbalizzante che non aveva, per questo, commesso alcuna infrazione. Correttamente, pertanto, in sentenza è stato ritenuto che si sia trattato di una semplice fermata e, conseguentemente, anche se implicitamente ma non per questo meno chiaramente, che non si poteva trattare di sosta atteso che, a norma dell’art 157 C.d.S. per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo con possibilità di allontanamento da parte del conducente.

Anche il secondo motivo con il quale si lamenta violazione e/o errata e/o falsa applicazione dell’art. 157 C.d.S. e dell’art. 158 C.d.S., comma 2, lett. c), nonché degli artt. 2699 e 2700 c.c. e dell’art. 115 c.p.c. ed omessa pronuncia su punti decisivi della controversia, è da disattendere.

Si duole, infatti, il Comune ricorrente che il giudice non abbia tenuto conto, oltre che per la ragioni per le quali doveva ritenersi che si era in presenza di sosta e non di fermata – nel caso da escludersi per le considerazioni di cui al primo motivo – anche che dal verbale risultava che la vettura del P. occupava la corsia di destra della piazza – direzione di marcia via BOTTICELLI/via della Vittoria – arrecando grave intralcio ai veicoli percorrenti tale corsia.

Tanto, però, non valeva ad integrare gli estremi della sanzione contestata essendo espressamente previsto che, in tal caso, non è violato l’art. 158 C.d.S., comma 2, lett. c), di cui al verbale, ma l’art. 157 C.d.S. che prescrive che la fermata non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione. Siffatta violazione, però, non è stata contestata al P..

Il ricorso va, pertanto, rigettato senza alcun provvedimento in ordine alle spese non avendo l’intimato svolto attività difensiva.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 17 maggio 2006.

Depositato in Cancelleria il 22 agosto 2006


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