Cronaca | News

La ricetta dell’Inps per uscire dalla povertà

12 Luglio 2022 | Autore:
La ricetta dell’Inps per uscire dalla povertà

Secondo il presidente dell’Inps, per superare la povertà lavorativa servono lavoro buono e dignitoso e un innalzamento delle retribuzioni.

Il problema c’è e si vede: in Italia, i lavoratori guadagnano troppo poco, spesso con contratti inadatti alle mansioni svolte e privi delle tutele necessarie. A illustrarlo è stato l’Inps, che ha raccolto i dati relativi all’attuale situazione lavorativa nel nostro Paese mostrando un allarmante scenario.

«Quasi un lavoratore dipendente su tre guadagna meno di mille euro al mese e il 23% meno di 780 euro, cioè del massimo previsto per il Reddito di cittadinanza a un single»: è questo che afferma il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, sottolineando come «il 28% dei dipendenti sta sotto i 9 euro lordi l’ora. Donne e giovani sono i più penalizzati. Le donne per il 46% lavorano part time. Il 38% dei giovani prende meno di 9 euro per ogni ora di lavoro». Gli interventi più urgenti, ha spiegato, sono «quelli contro i salari bassi. Risolvere questa emergenza, in particolare per giovani e donne, serve anche per le loro pensioni».

Il Reddito di cittadinanza – ha aggiunto il numero uno dell’Inps – «è stato un argine straordinario contro povertà. Inoltre, il 20% dei percettori lavora; non c’è quindi un effetto scoraggiamento. Gli occupabili sono solo un terzo dei beneficiari del Reddito, ma si deve fare di più per incrociare domanda e offerta di lavoro. Serve una piattaforma nazionale online. L’Inps può dare un contributo».

Per poter uscire dalla povertà e dalla crisi del lavoro in corso «Bisogna creare lavoro buono e dignitoso e la questione salariale impone un innalzamento delle retribuzioni», magari con l’introduzione del salario minimo, ed è indifferente «che ci si arrivi con contrattazione o una soglia minima legale: l’importante è che l’obiettivo sia realizzato». Ha affermato Tridico, ricordando che «là dove è stato introdotto in Europa il salario minimo non ha prodotto un aumento disoccupazione né lo spiazzamento della contrattazione». Ma se viene introdotto per contrattazione, aggiunge, «bisogna fare una legge sulla rappresentanza» altrimenti l’intervento «diventa quasi inapplicabile».

Per il presidente dell’Inps «precarietà e bassi salari sono una questione prioritaria e di dignità, da affrontare immediatamente. Da un’analisi statistica che tiene conto delle caratteristiche degli individui e dei datori di lavoro, emerge che, dopo le forme contrattuali, il fattore che maggiormente spiega i differenziali nel rischio di bassa retribuzione è il settore produttivo. Guardando alle retribuzioni annuali, ad esempio, sono “lavorativamente poveri” il 64,5% degli addetti negli alberghi e ristoranti, a fronte di meno del 5% nel settore finanziario. Occorre quindi cercare di introdurre correttivi che portino ad una ricomposizione della prestazione lavorativa, definendo delle griglie di regimi d’orario che aiutino le persone a conseguire un reddito dignitoso».

«’Lo Stato al servizio del cittadino’ rimane uno slogan privo di contenuto se non viene accompagnato da un salto di qualità nella capacità di intercettare i nuovi bisogni, di comunicare l’esistenza delle prestazioni esistenti, di semplificarne l’erogazione migliorandone i controlli ex-ante, di rendicontarne l’utilizzo in tempo reale. Questa è la sfida che l’Istituto sta affrontando e che si pone per i prossimi anni, contribuendo alla svolta strutturale a cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci ha indirizzati: a cominciare dalla creazione di “lavoro buono” e dignitoso per tutti, soprattutto per i giovani, senza il quale, come ha più volte ricordato il nostro Presidente della Repubblica, non potrà esserci la ripresa che vogliamo, lo sviluppo che l’Italia attende e che merita» ha spiegato Tridico.

«La diseguaglianza nei redditi, oltre che essere aumentata, è pervasiva e attraversa tutte le dimensioni di genere, di età, di cittadinanza, di territorio. Essa origina anche dal moltiplicarsi delle forme contrattuali, oggi pari a ben 1.011: troppe e spesso non rappresentative» ha illustrato Tridico presentando la XXI Relazioni in Parlamento. Quello che serve è un riordino della disciplina contrattuale legata alla rappresentatività dei soggetti contraenti, affiancata ad un minimo salariale legale che produrrebbe un contenimento delle diseguaglianze osservate, oltre che facilitare l’esercizio della vigilanza documentale da parte di Inps sul rispetto dei minimi contributivi.

La retribuzione media giornaliera per i dipendenti full-time è pari a 98 euro lordi, ma all’interno di questo ampio perimetro si registrano variazioni troppo marcate. D’altra parte, il problema della diseguaglianza è anche legato alla dispersione degli orari di lavoro. In Italia, il fenomeno della povertà lavorativa è più marcato che negli altri Stati europei. Secondo Eurostat, nel 2019, l’11,8% dei lavoratori italiani era povero, contro una media europea del 9,2%. La percentuale di lavoratori sotto la soglia di 9 euro lordi l’ora è 28%, ovvero oltre 4,3 milioni, e quasi un lavoratore su tre guadagna meno di mille euro/mese, considerando anche i part-time.

A tutto questo si aggiunge il problema dell’instabilità lavorativa, eccessiva flessibilità che diventa spesso precarietà o insufficienza di ore lavorate per mese. La percentuale di part-time è al 46% tra le donne, il dato più alto nell’UE, contro il 18% tra gli uomini, e una parte prevalente di questo part-time è considerato involontario. Negli anni, è cresciuto anche il lavoro a termine, che oggi ha raggiunto il picco storico di oltre 4,2 milioni di lavoratori ovvero il 22,2%, al netto di agricoli e domestici.



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube