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Infiltrazioni d’acqua in appartamento condominiale: come agire

28 Ottobre 2014 | Autore:
Infiltrazioni d’acqua in appartamento condominiale: come agire

Breve guida illustrativa sui tempi da rispettare per ottenere il risarcimento dei danni da infiltrazioni d’acqua verificatisi in appartamenti condominiali e sulle regole per individuare i soggetti responsabili.

 

Le infiltrazioni d’acqua all’interno di appartamenti ubicati in edifici condominiali sono una delle più frequenti cause di liti condominiali. Così, per prevenire l’insorgere di una noiosa causa, è sufficiente adottare delle regole di buona convivenza e di ragionevolezza.

La prima cosa da fare è accertare la causa di tali infiltrazioni. Meglio procedere con una perizia di un tecnico qualificato. È meglio che questi venga nominato d’intesa fra tutte le parti (danneggiato e presunto danneggiatore) onde evitare che l’imparzialità dei risultati possa essere messa in discussione in un secondo momento.

Tale perizia sarà finalizzata a comprendere se la responsabilità per le infiltrazioni sia solamente del proprietario dell’appartamento vicino (quando la perdita dipende dalle tubature di proprietà esclusiva del condomino) o se vi sia responsabilità del Condominio (qualora le infiltrazioni provengano, in tutto o solo in parte, da condutture o da parti dell’edificio di proprietà comune, danneggiate come, ad esempio, il terrazzo).

Attenzione: se avete acquistato l’immobile da un costruttore, sappiate che dal momento in cui vi è stata consegnata la perizia di parte decorre il termine di un anno (se si tratta di gravi difetti di costruzione) o di 60 giorni (per quelli meno gravi) per contestare (con raccomandata a.r.) alla ditta il guasto in commento.

Accertate le responsabilità, bisogna agire con una certa solerzia. Infatti, per legge [1],il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si sia verificato e cioè da quando le infiltrazioni si sono manifestate. Se, invece, dovete fare causa al costruttore, dovete procedere entro 1 anno dal giorno in cui gli avete inviato la diffida.

Potete interrompere la prescrizione e far ripartire il termine da capo:ma a tal fine, o inviate una nuova diffida di sollecito oppure (unica strada possibile nel caso di contestazione contro il costruttore) dovete iniziare un giudizio notificando al responsabile un atto di citazione (per mezzo di un avvocato).

Se la prescrizione è stata interrotta con l’invio di una raccomandata, la si può interrompere nuovamente (e così all’infinito), con l’invio di una nuova diffida prima del decorso degli ulteriori cinque anni dall’ultima lettera. Ovviamente, l’inizio della causa sospende il decorso della prescrizione.


note

[1] Art. 2947 cod. civ.


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