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Si allarga l’Eurozona: ecco il nuovo ingresso

12 Luglio 2022 | Autore:
Si allarga l’Eurozona: ecco il nuovo ingresso

Da gennaio 2023, anche in Croazia sarà possibile pagare in euro: così ha deciso oggi il Consiglio Ue, con un ulteriore Paese che entra nell’Eurozona.

Ciao ciao kuna. La Croazia ce l’ha fatta: dopo quasi dieci anni dal suo ingresso nell’Unione europea, a cominciare dal prossimo anno, è stata autorizzata ad utilizzare anche la moneta comunitaria. E così, i croati avranno ancora pochi mesi per godersi la loro moneta locale, prima che l’euro la sostituisca definitivamente. Essendo un Paese turistico, la maggior parte dei croati è già avvezza all’utilizzo di questa moneta, anche se abbandonare la propria richiederà comunque impegno.

La Croazia ha ricevuto oggi il via libera ufficiale per entrare nell’euro a partire dal gennaio 2023: dall’anno prossimo, chi andrà in vacanza sulle coste dalmate non dovrà più cambiare gli euro in kune. L’ok arriva proprio nel giorno in cui la moneta unica tocca la parità con il dollaro, ai minimi da una ventina d’anni. Il Consiglio Ue, riunito nel formato Ecofin, ha adottato a Bruxelles i tre atti giuridici necessari a permettere a Zagabria di introdurre l’euro come moneta ufficiale dall’inizio dell’anno venturo, al posto della kuna.

La Croazia diventerà così, a partire dall’inizio del 2023, il ventesimo Paese dell’Eurozona, concludendo un percorso che l’ha vista aderire all’Ue nel 2013, dieci anni dopo aver chiesto l’adesione, nel 2003. Il Paese balcanico, uscito dalle guerre jugoslave e indipendente dal 1991, è diventato il 28esimo Paese ad entrare nell’Ue (il Regno Unito l’ha poi abbandonata nel 2020).

«Adottare l’euro non è una gara – ha detto il ministro ceco delle Finanze Zbynek Stanjura, per la presidenza del Consiglio Ue – ma una decisione politica responsabile. La Croazia ha completato con successo tutti i criteri economici e pagherà in euro a partire dal primo giugno 2023».

Il Consiglio ha anche fissato il tasso di conversione, che sarà di 7,5345 kune per 1 euro. L’adesione ufficiale della Croazia all’euro è stata ‘celebrata’ in sala stampa dalla presidente della Bce Christine Lagarde, che ha firmato insieme a Paolo Gentiloni, Valdis Dombrovskis e al ministro croato delle Finanze, Zdravko Maric, una serie di ‘monetone’ fac-simile da uno e due euro ‘croati’.

Oggi, ha detto Lagarde, è tempo di festeggiare «perché la Croazia sta per diventare il ventesimo membro dell’area euro. L’intero Paese si è convinto del valore che ha entrare nell’euro». L’Eurozona passa così «da 19 a 20 membri ed è il segno che insieme siamo più forti». L’euro è un «comune denominatore e uno scudo per i Paesi che lo adottano», ha sottolineato ancora la presidente della Bce.

Per il capogruppo del Ppe al Parlamento Europeo e presidente del Ppe, Manfred Weber, «oggi è un giorno storico per la Croazia, per l’Eurozona e per la nostra famiglia politica. Gran parte del merito va al primo ministro Andrej Plenkovic e al suo governo, che hanno attuato riforme coraggiose per rafforzare l’economia croata. Entrare nella moneta unica farà bene al popolo croato, alle imprese croate e renderà l’Eurozona più forte». Sul mercato valutario, intanto, la moneta unica soffre sempre di più, come le altre principali valute, la forza del dollaro Usa. Oggi, il cross euro/dollaro ha toccato un minimo intraday di 1,0000, quindi in perfetta parità, con prezzi di acquisto a pronti (denaro) anche inferiori, per poi riprendere terreno (intorno alle 16.30 quota a 1,0053).



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