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Così Draghi ha risposto per le rime a Conte

12 Luglio 2022 | Autore:
Così Draghi ha risposto per le rime a Conte

Il premier oggi ha incontrato i sindacati e, in conferenza stampa, ha risposto anche ad alcune pungenti domande rispetto alla situazione con il M5S.

Ultimatum? No grazie. Basta scappatoie e basta mettere veti a una maggioranza di cui si fa parte: in sostanza, è questo quello che oggi ha lasciato intendere il premier, Mario Draghi, durante la conferenza stampa che ha tenuto questo pomeriggio dopo l’incontro con i sindacati.

La sua opinione era attesa da quando ieri il Movimento 5 Stelle aveva disertato il voto in Aula sul DI Aiuti, creando non poco scompiglio (nonostante la mossa fosse stata annunciata da tempo). Il fatto è che in Senato la questione porterà a dover districare un nodo che ha un’unica soluzione: fiducia sì, fiducia no; Governo sì o Governo no. E questo è un fatto assodato, motivo per cui è così importante capire cosa intende fare ora Draghi per tenere unita la sua maggioranza, parte della quale ambisce al voto anticipato come dolce ripiego di questa legislazione.

Interpellato in merito alla possibilità di tornare in Parlamento per una verifica se il M5s non parteciperà al voto in Senato, Draghi ha risposto: «Primo: lo chieda al presidente Mattarella. Secondo: ho già detto che per me non c’è un Governo senza 5 stelle. Terzo: ho già detto che non c’è un Governo Draghi. Questa situazione di fibrillazione il Governo l’ha affrontata abbastanza bene, continua a lavorare», aggiungendo «Il Governo con gli ultimatum non lavora, perde il suo senso di esistere». Sulla possibilità che il Governo venga rinviato alle Camere nel caso non ci fosse il sostegno pentastellato sul Dl Aiuti il premier ha rispedito la richiesta al mittente con un laconico «Bisognerà chiedere al Presidente Mattarella».

Poi, rivolto ai 5 Stelle (ma non solo), ha aggiunto: «Se non si deriva nessuna soddisfazione, se si ha la sensazione che sia una sofferenza straordinaria stare al Governo, che si fa fatica, bisogna essere chiari». Con riferimento al documento di richieste presentato la scorsa settimana da Conte al presidente del Consiglio, Draghi ha commentato: «Quando ho letto la lettera consegnata da Giuseppe Conte ho trovato molti punti di convergenza con l’agenda di Governo e quindi i temi affrontati nella riunione di oggi con i sindacati sono esattamente in quella direzione, sono punti che era necessario sollevare».

Sbilanciandosi su alcuni temi caldi come inflazione e salario minimo, il premier ha commentato: «Dobbiamo affrontare un salario che copra tutti i lavoratori perché non tutti sono coperti dai contratti collettivi, questi vivono in una situazione di incertezza e vulnerabilità, noi tutti dobbiamo agire nell’interesse di questi lavoratori. A livello europeo è stata approvata la direttiva “sul salario minimo “e il Governo intende muoversi in questa direzione», ha assicurato.

«Sono necessarie misure strutturali per incrementare il netto dei salari, occorre ridurre il carico fiscale a partire dai redditi più bassi, vogliamo intervenire in maniera decisa all’interno degli spazi della finanza pubblica». «La contrattazione collettiva è uno dei punti di forza del nostro modello industriale, non accettabile che alcuni contratti siano scaduti da 3 anni, alcuni addirittura da 9 anni». E sull’inflazione ha aggiunto «Servono interventi strutturali. Gli interventi ad hoc servono quando è un fenomeno episodico, ma quando comincia a durare servono interventi strutturali per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie. Sono interventi urgenti e strutturali. Molti saranno fatti in legge di bilancio ma altri saranno fatti prima» ha concluso Mario Draghi in conferenza stampa.



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