Diritto e Fisco | Articoli

Come si può dividere l’eredità senza andare dal giudice?

23 Luglio 2022
Come si può dividere l’eredità senza andare dal giudice?

È possibile dividere l’eredità in modo amichevole ed anche prima della propria morte?

L’articolo 734 del Codice civile dà la possibilità al testatore, cioè a colui che scrive il proprio testamento, di dividere i beni di sua proprietà direttamente nell’atto di testamento. Quindi, è sicuramente possibile che l’interessato rediga testamento includendovi la divisione così come da lei prospettato.

La legge (cioè sempre l’articolo 734 del Codice civile) specifica che nella divisione operata in sede di testamento può essere inclusa anche la quota non disponibile (cioè quella parte di eredità che spetta per legge al coniuge ed ai figli): in sostanza, ciò vuol dire che l’interessato può procedere a dividere, nel testamento, l’intero suo asse ereditario.

In alternativa alla divisione operata dal testatore direttamente nell’atto di testamento, potranno essere gli eredi che avranno accettato l’eredità a procedere ad una divisione amichevole.

Si definisce amichevole (o contrattuale) la divisione che, dopo la morte della persona dei cui beni si tratta, viene effettuata d’intesa tra gli eredi sulla base di un accordo che viene consacrato in un atto pubblico redatto da un notaio.

Pertanto, ove l’interessato non volesse o non fosse in grado di redigere il proprio testamento contenente la divisione dei propri beni fra i suoi eredi, allora potranno essere i suoi eredi (dopo la sua dipartita) a procedere, secondo un qualsiasi tipo di accordo, alla divisione amichevole consacrando l’intesa raggiunta in un atto pubblico redatto da un notaio.

Evidenzio che occorrerà evitare la lesione delle quote di legittima eventualmente ricorrendo a conguagli in denaro.

Aggiungo soltanto che, per quanto riguardo la divisione operata dal testatore nell’atto di testamento, se essa va a ledere le quote di legittima spettanti ad uno degli eredi legittimari (tali sono il coniuge superstite ed i figli), questi può agire con azione di riduzione per recuperare quella parte di eredità che gli fosse stata negata dalla divisione effettuata dal testatore nel testamento.

Se invece la divisione fosse effettuata dopo la morte attraverso un accordo tra gli eredi (cosiddetta divisione contrattuale o amichevole), sarebbe possibile poi per gli eredi impugnarla solo dimostrando che la divisione ha prodotto una lesione oltre il quarto (cioè di oltre il 25%).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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