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Divieto sosta o strisce blu: se la multa è dell’ausiliare traffico può essere nulla

28 Ottobre 2014
Divieto sosta o strisce blu: se la multa è dell’ausiliare traffico può essere nulla

Cassazione: l’ordinanza che incrimina gli enti locali che non riescono a dimostrare la legittima nomina degli ausiliari del traffico.

A rischio nullità le multe sulle strisce blu o quelle per divieto di sosta elevate dagli ausiliari del traffico. Infatti la contravvenzione è invalida se contestata da un ausiliario non abilitato.

In caso di impugnazione da parte del trasgressore dovrà allora essere l’autorità amministrativa a dimostrare, nel giudizio davanti al giudice di pace contro il verbale di accertamento, la legittimità della nomina, e quindi l’esistenza e la validità della delibera dell’ente locale. Diversamente il magistrato dovrà necessariamente annullare la multa.

A chiarirlo è stata una ordinanza della Cassazione di poche ore fa [1].

La Suprema corte ricorda che gli ausiliari del traffico [2] sono legittimati ad accertare e contestare le violazioni al codice della strada “solo se queste concernano le disposizioni in materia di sosta, ma non sono abilitati a rilevare infrazioni inerenti a condotte diverse, come quelle attinenti alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici [3]. Ne consegue che, proprio perché la legittimazione degli ausiliari del traffico e dei suddetti agenti accertatori ispettivi è ricondotta al possesso di requisiti specifici fissati dalla legge che devono essere recepiti negli appositi provvedimenti amministrativi di nomina, qualora, nel conseguente giudizio di opposizione a verbale di accertamento, l’autorità amministrativa convenuta, davanti alla contestazione dell’opponente, non provi la legittimità della loro nomina, il verbale va annullato.


Nel giudizio di opposizione al verbale, di fronte alla contestazione del trasgressore, è il Comune che deve dimostrare come l’accertatore fosse autorizzato a rilevare l’infrazione alle norme sui parcheggi.

note

[1] Cass. ord. n. 22867/14 del 28.10.2014.

[2] Art. 1, l. n. 127/1997.

[3] Le quali possono essere contestate, oltre che dagli agenti di cui all’articolo 12 Cds, anche dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone.


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