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Permessi legge 104: si ha diritto ai premi di risultato?

14 Luglio 2022 | Autore:
Permessi legge 104: si ha diritto ai premi di risultato?

Possono essere decurtate le assenze per assistere un familiare disabile dal riconoscimento economico per il raggiungimento di obiettivi?

Un imprenditore potrebbe domandarsi: ha senso che io paghi un premio di produzione a chi è assente perché fruisce dei permessi della «104»? Se uno pensa al senso di una gratifica di questo tipo, immagina che lo meriti chi grazie al suo effettivo lavoro contribuisce a migliorare l’andamento economico di un’azienda. Chi, invece, non ha potuto dare il suo contributo perché legittimamente impegnato altrove, perché dovrebbe ottenere lo stesso riconoscimento di chi non è mancato un solo giorno dall’ufficio? Insomma: beneficiando dei permessi della legge 104, si ha diritto ai premi di risultato?

Nessuno meglio di un giudice può rispondere a questa domanda. E lo hanno fatto i magistrati della Corte d’appello di Torino in una recente sentenza. Vediamo quale orientamento hanno espresso.

Premi di risultato: cosa sono?

I premi di risultato, chiamati anche premi di produzione, sono degli importi che si aggiungono in busta paga alla normale retribuzione quando viene raggiunto un determinato obiettivo prefissato dall’azienda. Tali riconoscimenti possono interessare un singolo lavoratore, un gruppo di dipendenti, uno stabilimento o l’intera azienda.

Gli obiettivi da raggiungere sono di solito legati a:

  • produttività;
  • redditività;
  • qualità;
  • efficienza;
  • innovazione apportata.

Non è detto che l’erogazione dei premi sia sempre prevista dai contratti, anzi: molto spesso dipende dalla volontà del datore di lavoro, di propria iniziativa o su segnalazione di qualche responsabile d’ufficio o di reparto. Inoltre, le gratifiche possono essere distribuite con cadenza fissa o variabile, a seconda del periodo in cui l’azienda ha interesse ad incentivare il lavoratore ad uno sforzo maggiore.

Premi di risultato: a chi sono destinati?

Come accennato, il premio di risultato può essere deciso a beneficio anche di un solo lavoratore, quando gli è stato chiesto un impegno particolare per raggiungere un determinato obiettivo. Ma può anche succedere che il riconoscimento economico extra coinvolga tutti i dipendenti di un intero reparto, dello stabilimento o dell’azienda.

In questi ultimi casi, è quando scatta la domanda a cui ha risposto la Corte d’appello di Torino: se il premio di risultato è destinato a tutti i lavoratori di uno stabilimento, è giusto escludere chi ha fatto delle assenze per fruire dei permessi della legge 104?

È noto che questi permessi vengono utilizzati da chi deve assistere un familiare convivente affetto da handicap grave. Avrebbe una sua logica pensare che chi è stato assente e non ha contribuito materialmente per alcuni giorni al raggiungimento degli obiettivi, pur trattandosi di assenze più che legittime, non abbia diritto al premio.

Invece, la sentenza dei giudici piemontesi [1] dice il contrario, cioè: ai fini dell’erogazione della gratifica, le assenze per la fruizione dei permessi 104 sono da considerare alla pari delle presenze in ufficio. Significa che anche chi utilizza questo tipo di congedo ha diritto al premio di risultato, anzi: non riconoscerlo comporterebbe una discriminazione basata sulla disabilità.

La sentenza in commento non condivide il principio secondo cui i lavoratori che si assentano per i permessi 104 devono essere considerati come i colleghi assenti per altra causa (come la malattia o l’infortunio). La Corte d’appello torinese ha richiamato sia la Carta di Nizza, sia una direttiva europea del 2000 (la n. 78) sia un decreto legislativo del 2003, oltre alla consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia Ue, da cui emerge il divieto di discriminare a causa di disabilità, che si tratti del lavoratore disabile in prima persona oppure di chi lo assiste.

Tale discriminazione diretta, ad avviso dei giudici piemontesi, scatta per la disabilità connessa alle assenze nel momento in cui vengono decurtati i permessi 104 dal premio di risultato.

Va ricordato che la stessa Corte d’appello di Torino aveva già fatto notare che non possono essere decurtate dal premio di risultato le assenze per congedi di maternità o parentali e neppure quelle dovute ad una gravidanza in corso [2].


note

[1] Corte appello Torino sent. n. 212/2022 depositata il 14.06.2022.

[2] Corte appello Torino sent. n. 937/2017.


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