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Quando scadono i crediti?

13 Agosto 2022 | Autore:
Quando scadono i crediti?

I crediti devono essere riscossi o pretesi nell’arco di tempo fissato dal legislatore, pena la scadenza e l’impossibilità di rivolgersi al giudice contro il debitore.

Se qualcuno ti deve una somma di denaro, devi riscuoterla o comunque esigerne il pagamento entro il periodo stabilito dalla legge altrimenti il credito scade. Infatti, in mancanza di adempimento spontaneo da parte del debitore, il tuo diritto (di credito) si prescrive [1] per cui perdi la facoltà di rivolgerti a un giudice affinché condanni il debitore a pagare. Non puoi neanche chiedere il pignoramento dei suoi beni e, di conseguenza, tale soggetto viene liberato da ogni obbligo nei tuoi confronti. Quando scadono i crediti?

A questa domanda non è possibile rispondere in maniera univoca poiché non tutti i crediti scadono nello stesso tempo. Il termine di prescrizione dei relativi diritti varia in base alla ragione che ne sta a fondamento.

Le motivazioni per le quali la legge prevede che i diritti di credito devono essere esercitati entro un determinato arco temporale, pena la prescrizione, sono diverse.

Innanzitutto, si presume che se il soggetto che deve ricevere una determinata prestazione, ad esempio la consegna di un bene, rimane inerte e non la pretende, significa che non ha più interesse a riceverla. Da ciò deriva che il debitore non è più tenuto ad adempiere al suo obbligo. Inoltre, attraverso la previsione della prescrizione dei diritti di credito la legge evita che il debitore rimanga vincolato per un tempo indeterminato. Altresì, la prescrizione può essere considerata come una sanzione all’inerzia del creditore che non si è attivato per ottenere quanto gli spetta.

Quando scadono i crediti?

In generale, affinché possa avvenire la scadenza dei crediti occorre che:

  1. tali crediti siano effettivamente esistenti;
  2. non siano stati riscossi o pretesi;
  3. sia trascorso il tempo fissato dalla legge.

Di solito, i crediti scadono nel termine di 10 anni, salvo che la legge disponga diversamente.

I crediti più frequenti derivano da:

  • un contratto, non necessariamente stipulato per iscritto;
  • un atto illecito (ad esempio, da un danneggiamento o da un infortunio).

I crediti che derivano da un contratto scadono nel termine di 10 anni, sebbene vi siano delle eccezioni come vedremo da qui a breve, mentre quelli che derivano da un atto illecito scadono entro 5 anni (ad esempio, da una caduta avvenuta a scuola per via di un pavimento accidentato).

Crediti di natura contrattuale e da atto illecito: quali sono le eccezioni?

Per quanto attiene ai crediti di natura contrattuale, le eccezioni previste dalla legge sono relative ad esempio a quelli per:

  • le bollette di luce, acqua e di gas, che si prescrivono in 2 anni;
  • gli onorari dei professionisti (avvocati, medici, commercialisti, ecc.), che si prescrivono in 3 anni;
  • le bollette del telefono, che si prescrivono in 5 anni;
  • i canoni di affitto, che si prescrivono in 5 anni come quelli per i contributi dovuti al condominio per le bollette ordinarie. Invece, i contributi dovuti per le bollette straordinarie si prescrivono in 10 anni;
  • il pagamento delle polizze assicurative, che si prescrivono in 1 anno;
  • il pagamento del pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere e b&b, che si prescrivono in 6 mesi;
  • i compensi dovuti ai docenti per le lezioni private, che si prescrivono in 3 anni;
  • gli stipendi dei lavoratori dipendenti, che si prescrivono in 5 anni.

Invece, ai crediti derivanti da atto illecito fanno eccezione quelli:

  1. conseguenti agli incidenti stradali, che si prescrivono in 2 anni;
  2. per i danni e i vizi derivanti da un contratto di appalto, la cui denuncia di contestazione va fatta entro 60 giorni dalla scoperta.

Da quando decorre il termine di prescrizione?

Il termine di prescrizione decorre dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, ovvero per i crediti derivanti da:

  • un contratto, dal momento in cui scade il termine previsto dal contratto medesimo. Ad esempio Tizio e Caio stipulano un contratto in cui il primo si obbliga a versare al secondo una somma di denaro entro il 1° marzo 2023. Se Tizio non adempie al pagamento nel termine indicato nel contratto, i 10 anni di inattività utili a far maturare la prescrizione del diritto di credito iniziano a decorrere dal giorno successivo alla scadenza, ovvero dal 2 marzo 2023 come vedremo di qui a poco. Altra ipotesi è quella in cui al momento della stipula di un contratto, non necessariamente scritto, viene emessa una fattura. In tal caso, il diritto di credito derivante dal documento fiscale si prescrive in tempi diversi a seconda del tipo di prestazione per la quale è stato emesso. Ad esempio, una fattura per vendita di beni e servizi si prescrive in 10 anni mentre una emessa per il compenso di un avvocato si prescrive in 3 anni, e così via dicendo. Per approfondire l’argomento è consigliata la lettura dell’articolo “Quando scade una fattura”;
  • un atto illecito, da quando è posta in essere la condotta che ha causato il danno o, ancora meglio, dal momento in cui si è verificato il fatto [2]. Ad esempio, nel caso di infiltrazioni di acqua dal piano superiore, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento dei danni causati all’appartamento sottostante decorre dalla data di verificazione dei danni stessi. Parimenti avviene nel caso di danni provocati da un’insidia stradale, vedi una buca sul manto stradale, e da un incidente stradale. In entrambe le ipotesi, il termine di prescrizione per il diritto al risarcimento dei danni subìti inizia a decorrere dal giorno del sinistro.

Per verificare se un credito è scaduto basta accertarsi se, dal momento in cui è iniziato a decorrere il termine per la prescrizione, sono trascorsi gli anni stabiliti dalla legge. Tuttavia, se in tale periodo il creditore invia ad esempio un sollecito o una diffida al debitore mediante raccomandata a/r, fax o pec, il termine decorre dal ricevimento di quest’atto. Se notifica un decreto ingiuntivo, la prescrizione, che è di 10 anni, inizia a decorrere da quando il debitore riceve l’atto.

Termine di prescrizione: come si calcola?

Il termine di prescrizione si calcola secondo il calendario comune con esclusione del giorno iniziale (cosiddetto dies a quo) e considerando, invece, quello finale (cosiddetto dies ad quem) [2]. Il giorno finale deve essere interamente decorso, cioè la durata deve essersi protratta fino alla mezzanotte, che va da questo giorno a quello successivo e solo nel giorno successivo può essere invocata la prescrizione.

Tornando all’esempio già fatto del contratto stipulato tra Tizio e Caio, il conteggio dei 10 anni utili a far maturare la prescrizione del diritto di credito parte dal 2 marzo 2023 perché rimane escluso il dies a quo, cioè il giorno iniziale che è il 1° marzo 2023, mentre si tiene conto del dies ad quem, che è il 1° marzo 2033.

Nel computo dei termini a giorni o ad ore non si deve tenere conto delle frazioni e, pertanto, il giorno deve essere sempre calcolato per intero.

Se il periodo è computato in anni, mesi o giorni, si fa riferimento alla scadenza dei medesimi, senza tenere conto se l’anno è bisestile o degli effettivi giorni del mese (ad esempio 1° aprile, 1° maggio, indipendentemente dal numero dei giorni di ogni mese).

Il termine che scade in un giorno festivo, è spostato di diritto al giorno seguente non festivo.

Se il termine è a mese, scade nel giorno corrispondente a quello del mese iniziale; se nel suddetto mese manca il giorno in questione, il termine si compie con l’ultimo giorno del medesimo mese.

Come si evita la scadenza dei crediti?

La scadenza dei crediti può essere evitata esercitando il relativo diritto nel periodo di tempo fissato dalla legge mediante:

  1. l’invio di una formale richiesta di adempimento come una diffida di pagamento via pec, così da avere certezza dell’avvenuto ricevimento da parte del debitore;
  2. iniziando una causa civile, ad esempio notificando un atto di citazione.

Ogni volta che il diritto di credito viene esercitato, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo, a partire dal giorno successivo, per un altro periodo di pari durata.

Ad esempio, se il creditore invia una diffida chiedendo il pagamento di una somma di denaro, il termine di prescrizione, decennale, si interrompe e inizia a decorrere per altri 10 anni durante i quali il creditore deve esercitare nuovamente il suo diritto tramite un altro sollecito o con la notifica di un atto giudiziario.

Se, invece, il creditore prima del decorso del termine di prescrizione, inizia una causa civile per l’accertamento del credito, il termine di prescrizione rimane sospeso fino alla pronuncia della sentenza. Successivamente, la prescrizione si compirà trascorsi 10 anni, trattandosi della prescrizione di un atto giudiziario, indipendentemente dalla natura del credito.

La scadenza dei crediti può essere evitata anche se il debitore riconosce il proprio debito in maniera formale, con una lettera indirizzata al creditore, oppure tacitamente, ad esempio chiedendo una dilazione del pagamento della somma dovuta.


note

[1] Art. 2934 cod. civ.

[2] Art. 2947 cod. civ.

[3] Art. 2963 cod. civ.


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