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Accettazione tacita di eredità: atti da evitare per non essere considerati eredi

29 ottobre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 ottobre 2014



Breve guida volta a indicare quali atti sono considerati segno inequivocabile di accettazione tacita di eredità e quali invece irrilevanti sotto questo aspetto.

L’apertura della successione è espressione che in gergo tecnico significa il momento in cui avviene la morte della persona fisica. Da quel momento in avanti infatti chiamati a gestire il patrimonio del defunto sono gli eredi, legittimi o testamentari a seconda che la persona della cui successione si tratta abbia o meno confezionato un testamento quando era in vita.

La morte del de cuius (così in gergo è definito il defunto) non comporta di per sé accettazione dell’eredità. Quest’ultima passa sempre e necessariamente da un atto volontario del singolo chiamato alla successione che può essere o un atto scritto reso davanti al Notaio o al Cancelliere del Tribunale del luogo di apertura della successione, oppure un qualsiasi altro atto o comportamento prolungato nel tempo che presuppone necessariamente la volontà di accettare e che non si avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede [1].

Poiché diventare eredi significa anche diventare responsabili col proprio patrimonio dei debiti del defunto [2], è molto importante conoscere gli atti che vengono considerati nella prassi come indicativi di accettazione tacita.

Chiariamo innanzitutto che cosa, sicuramente, non comporta accettazione tacita di eredità:

1) essere in possesso di un testamento del defunto che ci nomina eredi. Come sopra chiarito, con l’apertura della successione non si è ancora eredi;

2) recarsi da un Notaio e pubblicare il testamento del defunto. Anche questa operazione non è considerata indice di accettazione tacita. Ricordiamo infatti che la pubblicazione del testamento serve unicamente a dare esecuzione alle disposizioni del defunto e quindi a escludere che la successione sia regolata dalle norme di legge;

3) presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione del defunto. Come già chiarito in altro articolo, questo è soltanto un adempimento di natura fiscale imposto dalla legge entro un anno dalla morte del defunto;

4) rettificare il libretto di circolazione di un autoveicolo già intestato al defunto, inserendo il nominativo di un chiamato alla successione che utilizza il suddetto veicolo per più di trenta giorni continuativi. Nonostante l’obbligo previsto per legge e che entrerà in vigore dal prossimo 3 novembre, una recente circolare del Ministero dei Trasporti ha chiarito che tale adempimento, imposto per legge ai fini di una corretta pubblicità dei soggetti utilizzatori del parco macchine circolante sul territorio nazionale, non comporta alcun tipo di accettazione ereditaria che invece, limitatamente al veicolo in uso, continua a dover essere formalizzata presso il Pra [3].

Comporta invece accettazione tacita di eredità:

1) la proposizione di determinate azioni giudiziarie spettanti all’erede in quanto tale come quelle di rivendicazione e petizione ereditaria, volte al recupero dei beni ereditari in possesso di terzi o come l’azione di riduzione e quella di restituzione con cui, invece, il legittimario chiede l’accertamento della lesione dei propri diritti riconosciuti per legge e la conseguente reintegrazione della quota ereditaria spettantegli, così come pure l’azione di divisione giudiziale di beni facenti parte dell’eredità;

2) la coltivazione di azioni giudiziarie già spettanti al defunto e di natura non conservativa, come ad esempio quelle di risoluzione e rescissione di un contratto stipulato dal de cuius mentre era in vita;

3) l’alienazione di beni ereditari o di diritti spettanti sulla successione indipendentemente dal fatto che il soggetto beneficiario sia un estraneo o un coerede;

4) la riscossione dei canoni di locazione di un bene ereditario precedentemente concesso in affitto [4].

note

[1] Art. 476 cod. civ.

[2] A meno che non si accetti con beneficio d’inventario secondo quanto previsto dagli artt. 484 e seg. cod. civ.

[3] Circolare Ministero dei Trasporti 27.10.2014 prot. n. 23743.

[4] Cass. sent. n. 2743 del 06.02.2014.

Autore immagine: 123rf com

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