Diritto e Fisco | Articoli

Che valore ha la raccomandata a mano?

24 Luglio 2022
Che valore ha la raccomandata a mano?

È meglio spedire la raccomandata a.r. con il postino oppure consegnarla a mani?

Un nostro lettore ci chiede che valore ha la raccomandata a mano: se cioè la stessa possa essere equiparata a una raccomandata a.r. tradizionale (spedita con il sistema di Poste Italiane) o se invece abbia un valenza probatoria inferiore. Insomma, nel momento in cui si può optare tra una raccomandata a mano e una raccomandata a.r. quale è meglio scegliere? Ecco la risposta, peraltro abbastanza scontata e semplice.

Scopo del legislatore, quando richiede l’invio di una raccomandata per formalizzare una determinata manifestazione di volontà, è assicurarsi che questa sia ricevuta dal destinatario o che questi sia nella condizione di riceverla (potrebbe anche non farlo, come nel caso di chi rifiuta la raccomandata dal postino). Ecco perché il Codice civile stabilisce che le comunicazioni si hanno per ricevute nel momento in cui arrivano all’indirizzo del destinatario. 

Ebbene, la raccomandata a.r. garantisce la certezza del ricevimento e della data di consegna proprio perché il postino raccoglie la firma del destinatario, ne attesta l’autenticità e indica il momento in cui la consegna è avvenuta. Non bisogna infatti dimenticare che il portalettere di Poste Italiane è considerato dalla nostra legge un pubblico ufficiale e, pertanto, titolare dei poteri per dare “valore legale” alle proprie attestazioni.

Insomma, la firma sull’avviso di ricevimento che il destinatario appone alla presenza del postino-pubblico ufficiale è conferma certa della ricezione dell’atto e fa piena prova ai fini legali. È sempre possibile contestare l’autenticità della sottoscrizione (come nel caso in cui sia apposta da un’altra persona che non sia l’effettivo destinatario), ma bisognerà farlo con un’apposita e complessa procedura civile chiamata «querela di falso».

A questo punto ci si deve chiedere se la raccomandata a mani abbia la stessa valenza della raccomandata a.r. Affinché i due atti possano essere accostati è bene che la raccomandata consegnata a mani del destinatario sia da quest’ultimo controfirmata per ricevimento e tale sottoscrizione sia apposta su una copia da conservare. Se questi dovesse rifiutarsi di farlo – cosa che sarebbe suo diritto fare – la lettera non avrebbe alcun valore proprio per l’impossibilità di provare il ricevimento in caso di controversia. 

Ma a ben vedere, anche qualora firmata per ricevuta, la raccomandata a mani ha minor valore della raccomandata a.r. E ciò perché non c’è un pubblico ufficiale – il postino – ad accertare l’identità del ricevente e a conferire pieno valore di prova a tale attestazione. 

Nel caso della raccomandata a mani, la firma è infatti equiparabile a quella di un semplice contratto stipulato tra due privati (e non tra un privato e un pubblico ufficiale). Ragion per cui il destinatario potrà sempre contestare l’autenticità della sottoscrizione, dichiarando che non è la propria, senza bisogno di ricorrere alla querela di falso. In tal caso spetterà al mittente – colui cioè che ha consegnato la lettera – dimostrare che la firma è effettivamente quella del ricevente e non di un terzo soggetto. E potrà farlo solo avvalendosi di perizie calligrafiche: un compito non impossibile ma più laborioso.

Senza contare che proprio la presenza del pubblico ufficiale fa sì che la data di consegna sia “certa” e non contestabile (similmente a quanto accadrebbe dinanzi a un notaio), mentre quella apposta dal privato non lo è. Quindi, la raccomanda a.r., anche sotto questo versante, offre maggiore certezza.

Insomma, almeno per le questioni più delicate, è sempre meglio affidare la consegna della raccomandata a un postino, seppur si tratta di un servizio a pagamento. A tutto voler concedere si può sempre effettuare la consegna a mani e, nel caso sopraggiungano contestazioni, farla seguire dalla raccomandata a.r., sempre che nel frattempo non siano scaduti eventuali termini di decadenza. 



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