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Gli avvisi di accertamento te li notifica il postino: passa la tesi del fisco

29 Ottobre 2014
Gli avvisi di accertamento te li notifica il postino: passa la tesi del fisco

Legittima la notifica per posta degli atti che hanno natura impositiva ed esattiva.

L’Agenzia delle Entrate ed Equitalia ce l’hanno fatta. Sempre più giudici stanno abbandonando quell’interpretazione che, qualche anno fa, aveva fatto breccia in diverse commissioni tributarie, secondo cui la notifica per posta degli atti fiscali (cartelle ed avvisi di accertamento) sarebbe da ritenersi inesistente. Secondo, infatti, alcuni magistrati – che avevano sposato un orientamento più garantista verso il contribuente – l’amministrazione fiscale e l’agente per la riscossione si devono valere, per le notifiche, di messi comunali o degli ufficiali giudiziari, e non dei semplici postini.

Ed invece, dopo che la Cassazione aveva sposato l’orientamento contrario (leggi: “La notifica della cartella può avvenire con la raccomandata”), anche i giudici di primo e secondo grado stanno facendo marcia indietro. La Suprema Corte ha, infatti, ampiamente confermato la regolarità della notifica a mezzo posta purché in essa risulti compiutamente compilato l’avviso di ricevimento della “raccomandata A.R.”.

Contro il cittadino si schiera, questa volta, una delle ultime sentenze [1] della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno secondo cui è valida la notifica a mezzo posta dell’avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate.

Con l’introduzione del nuovo avviso di accertamento viene notificata al contribuente l’intimazione ad adempiere all’obbligo di pagamento entro il termine di presentazione del ricorso delle somme ingiunte col contestuale avvertimento che, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il relativo pagamento, la riscossione delle stesse viene affidata a Equitalia ai fini dell’esecuzione forzata.

Oggi, avviso di accertamento e intimazione di pagamento vengono concentrati in un unico atto – ricorda la Commissione – tuttavia tale duplice funzione dell’atto notificato dall’Agenzia delle Entrate non impone nuove regole di consegna del plico; lo scopo della notifica rimane quello di assicurare al soggetto accertato la conoscenza dell’atto che avrà riflessi sulla propria sfera patrimoniale. Fatte queste premesse, la Commissione ha decretato la regolarità della notifica a mezzo posta.

Peraltro la giurisprudenza ricorda che la proposizione del ricorso contro l’atto di Equitalia o dell’Agenzia delle Entrate sana ogni vizio della notifica che ne comporti la irregolarità.


note

[1] CTP Salerno, sent. n. 3914/14.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Intanto con la notifica diretta molte persone sono state rovinate per compiuta giacenza. Non sempre il servizio postale è efficiente.

    Quali rimedi? La casella postale?

    Io sarei favorevole a dare facoltà al cittadino di chiedere la domiciliazione presso una PEC (a se intestata).

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