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Lo sai che? Ape non obbligatorio per acquisto case da asta in tribunale

Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2014

Attestato di prestazione energetica: la vendita giudiziaria a seguito di esecuzione forzata esclude dall’obbligo.

Nelle procedure di vendita forzata fatte tramite il tribunale non è necessario allegare l’attestato di prestazione energetica. Infatti tutta la normativa sulla certificazione energetica [1] (in attuazione della normativa europea) ha lo scopo di offrire una maggiore efficienza degli edifici sul territorio degli Stati membri, ma solo per quanto riguarda l’attività contrattuale (per es. vendite, ecc.) su beni immobili. Restano dunque esclusi i procedimenti di tipo giudiziario.

Il chiarimento proviene dal Consiglio del Notariato che lo ha espresso in uno studio fresco di pubblicazione [1].

Secondo dunque i notai,la vendita attuata a mezzo di provvedimento del giudice nell’ambito di un procedimento di esecuzione forzata, come disciplinata dal legislatore italiano, gode di una disciplina del tutto speciale, che fa eccezione a quella dettata per la vendita contrattuale alla quale solo guarda la normativa sull’APE.

Pertanto, la disciplina che obbliga l’allegazione dell’Ape agli atti di trasferimento a titolo oneroso, diretta a regolare una vendita negoziale e a sanzionare le parti di una compravendita consensuale, non può applicarsi alla vendita forzata, dovendosi tenere conto della delicata e particolare materia processuale/giudiziale che coinvolge interessi pubblici, il cui bilanciamento è riservato in esclusiva al legislatore nazionale.

Allo stato attuale – conclude il Consiglio Notariato – non vi sono elementi idonei a far ritenere la volontà del legislatore italiano di includere nella disciplina prevista per l’APE anche le vendite forzate attuate a mezzo di decreto di trasferimento del tribunale dopo un’asta giudiziale.

Ricordiamo che la legge del 2005 [1] ha incluso nell’obbligo di allegazione dell’attestato di prestazione energetica tutti agli “atti di trasferimento a titolo oneroso” (quelli cioè a fronte dei quali è dovuto un corrispettivo; tale non è per esempio la donazione), purché originino da un contratto.

note

[1] Di cui al d.lgs. n. 192/2005.

[2] Consiglio Nazionale Notariato studio n. 263-2014/c.

Autore immagine: 123rf com


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