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Quali sono le garanzie di cui godono i parlamentari?

15 Luglio 2022
Quali sono le garanzie di cui godono i parlamentari?

Insindacabilità dei pareri, opinioni ed espressioni; immunità parlamentare e indennità: ecco tutti i vantaggi di essere deputato o senatore. 

Si dice spesso dire che i parlamentari sono “intoccabili”, che hanno una serie di prerogative e che non rispondono mai dei traffici e degli illeciti che compiono. Al di là delle voci popolari, spesso frutto del pregiudizio, ma il più delle volte indirizzate dalle numerose indagini condotte dalla magistratura, è vero che la Costituzione riconosce a deputati e senatori una serie di prerogative per tutelare la regolarità e l’indipendenza del loro mandato. Cerchiamo allora di stabilire quali sono le garanzie di cui godono i parlamentari in modo da comprendere cosa c’è di vero nelle critiche del popolo e quanto invece è il frutto di semplici dicerie. 

Le garanzie dei parlamentari e l’articolo 68 della Costituzione: l’insindacabilità

Tre sono sostanzialmente le garanzie di cui godono i parlamentari e di cui parleremo più diffusamente qui di seguito: 

  • l’insindacabilità;
  • l’immunità;
  • l’indennità parlamentare.

Cominciamo dalla prima. L’articolo 68 della Costituzione stabilisce che «i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni».

Questo principio salvaguarda la libertà di espressione del parlamentare per evitare eventuali condizionamenti che potrebbero derivare dalla consapevolezza di dover successivamente redente conto della propria attività svolta in Parlamento. 

L’articolo 3 della legge 140/2003 precisa anche che tale tutela si estende anche ad «ogni altra attività di ispezione, divulgazione, critica e denuncia politica, connessa alla funzione di parlamentare, espletata anche al di fuori del Parlamento».

Tale insindacabilità – ha chiarito la Corte Costituzionale – non può mai trasformarsi in privilegio, ma deve sempre presentare un nesso con le funzioni parlamentari. 

Le garanzie dei parlamentari: l’immunità parlamentare

Il secondo comma del già citato articolo 68 della Costituzione riconosce l’immunità come garanzia affinché il parlamentare possa svolgere il proprio mandato in piena indipendenza e senza il timore di subire attacchi strumentali da parte dell’autorità giudiziaria. 

La norma stabilisce quanto segue: «Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza».

L’immunità rappresenta infatti una garanzia processuale il cui scopo è evitare che vicende processuali penali del parlamentare, non afferenti allo svolgimento delle sue funzioni, ostacolino il corretto adempimento delle stesse.

Poiché però l’immunità parlamentare si era trasformata in un vero e proprio privilegio, visto che le autorizzazioni a procedere venivano spesso negate, nel 1993 tale norma è stata modificata.

Con la riforma è cambiata anche la funzione della Giunta per le autorizzazioni a procedere che ora è chiamata a decidere solo nel caso in cui si intendono adottare provvedimenti restrittivi della libertà personale o domiciliare (arresto, intercettazioni, sequestro della corrispondenza, ecc.).

In particolare il giudice non deve chiedere l’autorizzazione della Camera cui il parlamentare appartiene per

  • sottoporlo a indagini;
  • procedere al suo arresto, quando vi è una sentenza irrevocabile di condanna o nel caso in cui sia colto nell’atto di commettere un reato per cui è previsto l’arresto in flagranza.

Invece il giudice deve ancora chiedere l’autorizzazione della Camera cui il parlamentare appartiene per:

  • sottoporlo a perquisizione personale o domiciliare;
  • arrestarlo o comunque privarlo della libertà personale, ad eccezione dei due casi prima citati (ossia: sentenza irrevocabile dal resto in flagranza);
  • procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e a sequestro della corrispondenza.

In sostanza l’immunità parlamentare si è notevolmente ridotta.

Le garanzie dei parlamentari: l’indennità parlamentare

L’articolo 69 della costituzione riconosce ai parlamentari, a prescindere dalle condizioni economiche personali, una indennità. Questo al fine di garantire loro di rappresentare la nazione e compiere il proprio mandato senza rinunce. Diversamente, l’incarico di parlamentare sarebbe stato inibito a quanti privi di un reddito per vivere. Nel paragrafo successivo vedremo quanto guadagna un deputato o un senatore.

Quando guadagna un parlamentare?

L’importo netto dell’indennità parlamentare corrisposto per 12 mesi è: 

  • per i deputati, 5.246,54 euro;
  • per i senatori, 5.304,89 euro. 

Se però costoro svolgono un’altra attività lavorativa, l’indennità è pari a:

  • per i deputati, 4.750,00 euro;
  • per i senatori, 5.122,19 euro. 

Sono previste decurtazioni per ogni giorno di assenza.

Viene inoltre riconosciuto a ciascun parlamentare un rimborso spese per i soggiorni a Roma (cosiddetta diaria) di circa 3.500 euro annui. 

È poi previsto:

  • un rimborso delle spese per l’esercizio del mandato di 3690 € per ciascun deputato e 4180 € per ciascun senatore;
  • un rimborso forfettario delle spese telefoniche di 1200 € annue per i deputati è di 1650 € annui per i senatori;
  • tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea all’interno dell’Italia;
  • un’assistenza sanitaria integrativa;
  • un assegno di fine mandato pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità per ogni anno di mandato effettivo.


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