Diritto e Fisco | Articoli

La trattenuta illecita sul TFR: ingiusto prendere dal lavoratore, giusto non restituire

29 Ottobre 2014
La trattenuta illecita sul TFR: ingiusto prendere dal lavoratore, giusto non restituire

Non saranno restituite le somme illegittimamente trattenute dalla Stato sulla pensione dei dipendenti pubblici: per salvare le casse erariali, la Corte Costituzionale autorizza la disparità di trattamento tra lavoratori assunti prima e dopo il 2001.

 

È una vicenda giudiziale tristemente nota quella della illegittima trattenuta del 2,5% sul TFR a lungo applicata dallo Stato ai danni dei lavoratori dipendenti: una vicenda che, nello stesso tempo, mette a nudo la “ragion di Stato”, privilegiando le esigenze di cassa al principio di uguaglianza dei cittadini stabilito dal famoso “articolo 3” della nostra Costituzione. Quella costituzione di cui, spesso, i cittadini fanno fatica a ricordare il testo (a volte anche la stessa esistenza) perché puntualmente calpestata prima di tutto dal legislatore.

Veniamo ai fatti, che la maggioranza dei lettori già conoscono perché attendevano rimborsi che, invece, non verranno mai. Sintetizzando (e rinviando agli articoli di approfondimento per maggiori dettagli): nell’ormai dimenticato 2012, con una sentenza ormai famosa [1], la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittima la trattenuta del 2,5% che lo Stato puntualmente applicava sul TFR dei dipendenti (situazione venutasi a creare nel 2011, grazie all’abolizione della vecchia indennità di buonuscita [2] e con l’equiparazione del calcolo del TFR tra dipendenti privati e pubblici).

Ad essere coinvolti erano tutti i dipendenti pubblici assunti prima del 2001, i quali (con il passaggio dal Tfs al Tfr) avevano iniziato a subire la trattenuta del 2,5% sull’80% della retribuzione. Si era creata così una disparità sia nei confronti degli assunti più recenti sia verso i dipendenti privati. Ma tali differenze sono state cancellate dalla predetta sentenza della Consulta del 2012 (leggi “Trattenuta a carico dei dipendenti pubblici: illegittima dal 01.01.2011”).

Di fronte alle richieste di rimborso presentate immediatamente dai lavoratori, lo Stato si è fatto due conti in tasca: la sentenza della Corte sarebbe costata alle casse erariali circa 3,8 miliardi. Occorreva correre subito ai ripari (leggi: “Ripristinata la trattenuta del 2,5%”). Come sempre succede in questi casi, è stata così varata una sorta di sanatoria.

In pratica, la legge, nell’abrogare le precedenti regole del 2010, allo stesso tempo aveva estinto tutti i ricorsi in corso presentati dai lavoratori per chiedere i rimborsi, con esclusione invece di quelli già conclusisi definitivamente (passati in giudicato).

Perciò, mentre alcuni dipendenti erano riusciti ad ottenere la restituzione delle trattenute avvenute tra il 2010 ed il 2012, altri, al contrario, non erano stati così fortunati perché il contenzioso non era ancora finito.

Una situazione illegittima quindi: quella cioè di estinguere le liti in corso e non concedere nulla a chi ancora non aveva finito la causa, rispetto a chi, invece, avendo avuto la fortuna di trovare un giudice più solerte o di iniziare prima il giudizio, si era già visto il rimborso in tasca.

Si era così pensato, rivolgendosi nuovamente alla Corte Costituzionale, che quest’ultima avrebbe ripristinato la parità di trattamento, estendendo i rimborsi a tutti.

Ma così non è stato.

Secondo i giudici è legittima la legge che discrimina i lavoratori che già hanno avuto i rimborsi della illegittima trattenuta sul TFR da quelli che, invece, non li potranno mai più avere [3].

Così è il nuovo articolo 3 della Costituzione.


note

[1] C. Cost. sent. n. 223/2012.

[2] L. n. 228/2012.

[3] C. Cost. sent. n. 244/14 del 28.10.2014.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube