Diritto e Fisco | Articoli

Figlio con lavoro a tempo determinato: gli spetta il mantenimento?

15 Luglio 2022
Figlio con lavoro a tempo determinato: gli spetta il mantenimento?

Occupazioni lavorative occasionali o saltuarie: si perdono gli alimenti a carico dei genitori?

I genitori, anche se separati, devono mantenere i figli finché questi non raggiungono l’indipendenza economica e, dunque, anche dopo la maggiore età. L’obbligo di versare gli alimenti cessa però se, durante questo frangente, il giovane non si dà da fare per formarsi o per cercare un’occupazione. Perde dunque il diritto al mantenimento il figlio che prende tempo e ritarda ingiustificatamente il conseguimento di un proprio reddito. Ma la realtà conosce tanti tipi di contratti di lavoro, alcuni meno stabili di altri. Di qui il dubbio se al figlio con lavoro a tempo determinato spetta il mantenimento. 

Un contratto a termine, magari con scadenza annuale (anche se puntualmente rinnovato), può rientrare in quella «indipendenza economica» che la legge richiede per far venire meno il dovere dei genitori al mantenimento? La questione è stata oggetto di un apposito chiarimento da parte della Cassazione [1]. Ecco cosa ha detto la Suprema Corte a riguardo.

Figlio maggiorenne: quando ha diritto al mantenimento?

Anche se divenuto maggiorenne, il figlio vanta il diritto al mantenimento a carico dei genitori solo se, concluso il percorso formativo scolastico, riesca a fornire la prova di essersi adoperato per rendersi autonomo in senso economico, impegnandosi in modo attivo per reperire un’occupazione sulla base delle opportunità offerte dal mercato del lavoro. Egli – ha affermato la Corte – è anche tenuto a ridimensionare, se necessario, le proprie aspirazioni senza indugiare nell’attesa di un’opportunità lavorativa consona alle proprie ambizioni. Insomma, il giovane non può aspettare il posto perfetto ma deve anche rendersi conto della crisi occupazionale e delle difficoltà – specie per chi è ancora privo di esperienza – di ottenere il posto dei propri sogni. 

La gavetta è essenziale, soprattutto per i giovani. Dunque, il figlio non può rifiutare qualsiasi posto di lavoro solo perché questo non corrisponde ai suoi sogni o comunque alle sue aspirazioni. Chi rinuncia in continuazione ad opportunità di lavoro perde il mantenimento: difatti, secondo la Cassazione, una volta ultimato il percorso di studi, non c’è ragione di attendere troppo tempo. E se il figlio è ancora disoccupato a 30 anni, è presumibile ritenere che il suo stato di dipendenza dai genitori non derivi dalle colpe del mercato ma dalla propria incapacità di adattarsi ad esso.

Cosa devono fare i genitori per mantenere i figli?

I genitori devono garantire ai figli lo stesso tenore di vita di cui questi godevano quando ancora la famiglia era unita. In caso di separazione o divorzio, ciò viene assicurato con l’assegno mensile a carico del genitore non convivente e con l’obbligo, a carico dell’altro, di provvedere in natura a tutte le spese di gestione ordinaria del figli. 

I genitori, inoltre, hanno il compito di assecondare, per quanto possibile, le inclinazioni naturali e le aspirazioni del figlio, consentendogli di cercare un’occupazione appropriata al suo livello sociale e culturale, anche attraverso la somministrazione dei mezzi economici necessari, senza forzarlo ad accettare soluzioni degradanti o non desiderate. 

Quando cessa il mantenimento?

Come anticipato sopra, l’obbligo del genitore al mantenimento dei figli maggiorenni cessa nel momento in cui questi ultimi raggiungono l’indipendenza economica reperendo un lavoro. Una volta che ciò sia avvenuto si interrompe definitivamente ogni legame coi genitori: per cui la successiva perdita del lavoro (a seguito magari di un licenziamento inaspettato) non fa rivivere il diritto al mantenimento. In pratica, il figlio, una volta resosi indipendente, non importa per quanto tempo, non può più bussare alla porta dei genitori, neanche se le sue condizioni dovessero mutare repentinamente, riportandolo all’epoca in cui era ancora incapace economicamente. 

Pertanto, bisogna valutare attentamente i presupposti per la cessazione del contributo al mantenimento in presenza di occupazioni lavorative occasionali o saltuarie. 

Lavoro a tempo determinato: il figlio perde il mantenimento?

Nel caso di occupazioni a tempo determinato, di durata annuale o pluriennale, anche se prorogabile, che consentano di lavorare a tempo pieno per numerosi mesi, ottenendo un compenso dignitoso, si può parlare di raggiungimento dell’indipendenza economica da parte del figlio. Ma ciò che bisogna guardare, secondo la Cassazione, non è tanto la natura del contratto (se a tempo indeterminato o determinato) bensì l’adeguatezza dell’occupazione reperita alle aspirazioni e alla professionalità acquisita dal figlio maggiorenne. 

Tale accertamento va effettuato in concreto dal giudice, tenendo conto dell’età del figlio, delle sue effettive attitudini e potenzialità reali.

Questo sta a significare, tanto per fare un esempio, che un figlio che stia cercando di ottenere l’abilitazione come avvocato e, mentre fa la pratica, per mantenersi svolga attività in un call center, non perde il diritto al mantenimento per quanto il contratto di lavoro gli venga puntualmente rinnovato di anno in anno. 


note

[1] Cass. civ., sez. I, ord., 12 luglio 2022, n. 22076.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube